Una lettera dalla Dott.ssa Patrizia Gentilini
il 4 febbraio è una giornata speciale per noi forlivesi, è infatti il giorno in cui si festeggia la Madonna del Fuoco, nostra Patrona, ed anche il giorno in cui, a livello internazionale, si celebrerà quest’anno la “Giornata mondiale contro il cancro”. Una buona occasione quindi per riflettere su una patologia che, secondo dati ufficiali, nel 2011 è stata diagnosticata in 360.000 italiani, ne affligge 2.243.953 ed ha causato 176.000 decessi (http://www.epicentro.iss.it/temi/tumori/aggiornamenti.asp).
Alla diagnosi e alle terapie del cancro vengono destinate anche nel nostro paese ingenti risorse: è stato calcolato che nel 2009 il costo per la sola chemioterapia sia ammontato mediamente per ogni centro italiano a 2,2 milioni di euro, in aumento del 90% rispetto al 2004.( http://salute24.ilsole24ore.com/articles/6738-oncologia-in-italia-bene-lassistenza-ma-raddoppia-la-spesa). Anche per quest’anno, il 2012, si punta l’attenzione sui fattori di rischio individuali e sul potenziamento di nuove terapie, studiando ad esempio il microbioma, ovvero i miliardi di batteri che il nostro corpo ospita fin dalla nascita, nell’ipotesi che possa essere correlato allo sviluppo del cancro, specie del colon retto http://www.edott.it/Specialisti/SanitaQuotidiana/01-02-2012/Sabato-e-la-Giornata-mondiale-contro-il-cancro.aspx.
Ma siamo davvero convinti che tutto ciò sia utile? Stiamo davvero vincendo questa guerra o siamo ancora lontani dal traguardo?
Credo sia utile ricordare una lettera del 2005 – ma più che mai attuale – “Come vincere la guerra contro il cancro”, che abbiamo distribuito agli intervenuti alla presentazione del volume “Ambiente Tumori ” il 26 gennaio scorso a Forlì. Questa lettera è stata scritta da Samuel S. Epstein , Professore Emerito di Medicina Ambientale e del Lavoro presso l’Università dell’Illinois di Scuola di Sanità Pubblica e Presidente della Cancer Prevention Coalition ( http://www.world-wire.com/news/0510050001.html): in essa, facendo un paragone fra la guerra contro il cancro e la guerra in Iraq, l’ Autore constata che entrambe sono condotte “in modo sorprendentemente maldestro ed ingannevole”.
Di fatto i “generali che conducono la guerra al cancro richiedono miliardi di dollari – oltre ai 50 miliardi di dollari già spesi – al fine di sconfiggere il flagello del nemico. Ma, in modo crescente, esperti indipendenti stanno riferendo che le strategie di questi generali sono palesemente sbagliate e che costoro coscientemente travisano gli insuccessi al fine di fornire falsi, rosei scenari. Ma dopo trent’anni di reclamizzate ed ingannevoli promesse di successi, la triste realtà è infine affiorata: stiamo infatti perdendo la guerra al cancro, in un modo che può essere soltanto descritto come una sconfitta. L’incidenza dei tumori – in particolare della mammella, dei testicoli, della tiroide, nonché i mielomi e i linfomi, in particolare nei bambini – che non possono essere messi in relazione con il fumo di sigaretta, hanno raggiunto proporzioni epidemiche. C’è una forte evidenza scientifica che questa moderna epidemia sia dovuta all’esposizione a cancerogeni industriali in tutti gli ambienti – aria, acqua, suolo, posti di lavoro e prodotti destinati al consumo, in particolare cibi, articoli da toeletta, cosmetici e prodotti per la casa – e persino in farmaci di uso comune. Trascurando la prevenzione – il principio basilare che la medicina ci ha insegnato nel corso dei secoli e la necessità di ogni scienza ancora una volta sottolineata nella guerra contro il cancro – i nostri generali del cancro hanno abbracciato la strategia del “controllo del danno”, simile al trattamento dei soldati feriti, invece di cercar di impedire l’avanzata del nemico. Il semplice fatto – più il cancro viene prevenuto e meno c’è da curare – continua a non essere presente nei piani di battaglia dei generali”.
Ed Epstein termina con queste parole che devono assolutamente farci riflettere:”Quasi tutti gli americani conoscono le pene causate dal cancro a parenti e amici. Il crimine è che molti di questi tumori sarebbero evitabili”.
La necessità di una inversione di rotta nella guerra conto il cancro è ormai indicata con chiarezza anche nelle più prestigiose scientifiche quali Nature che, con una immagine del maggio 2009 più efficace di tante parole, ci dice che è giunto il momento di scalzare dalle radici la mostruosa pianta del cancro e non limitarci a potare qualche ramo in qua ed in là.
Questo il messaggio che abbiamo inteso ribadire anche nell’incontro del 26 gennaio con la presentazione del volume “Ambiente Tumori” e che ci auguriamo – magari con l’ “illuminazione ” della Patrona di Forlì e perchè no, anche con la “benedizione” del nostro San Pellegrino Laziosi, Protettore dei malati di tumore e lui stesso miracolosamente guarito da un tumore osseo – possa essere accolto, in modo che la Prevenzione Primaria possa diventare finalmente la strada maestra della guerra contro il cancro.
Patrizia Gentilini ISDE Forlì-Cesena
Arsenico nell’acqua, risarcimento di 100 euro
_Per dare una speranza di vita ai Castelli Romani ed ai suoi cittadini dobbiamo vincere la battaglia contro l’inceneritore di Cerroni, Marrazzo e Polverini. Per farlo abbiamo bisogno del tuo aiuto, informati e non delegare, partecipa attivamente.
_Cari amici, qual e’ la situazione reale ai Castelli romani? Ve lo siete chiesto?
_I ministeri dell’Ambiente e della Salute sono stati condannati dal Tar del Lazio a risarcire con 100 euro ciascuno circa 2.000 utenti di varie regioni (Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Umbria) che lamentano la presenza di arsenico nell’acqua. Lo annuncia il Codacons, che aveva presentato ricorso. Secondo i giudici amministrativi di primo grado, riferisce il Codacons, bere “acqua all’arsenico può produrre tumori al fegato, alla cistifellea e pelle, nonché malattie cardiovascolari“. “La sentenza – afferma il Codacons in una nota – apre una strada di incredibile valore, affermando che fornire servizi insufficienti o difettosi o inquinati determina la responsabilità della pubblica amministrazione per danno alla vita di relazione, stress, rischio di danno alla salute”. “Ora questa strada – prosegue la nota – sarà percorsa anche per chiedere i danni da inquinamento dell’aria e da degrado sia a Napoli che a Roma e nelle altre grandi città in cui la vivibilità è fortemente pregiudicata dal degrado ambientale”. Per Carlo Rienzi, presidente dell’associazione di utenti e consumatori, si “tratta di una vittoria importantissima perché pone termine alla impunità di regioni e ministeri che per non spendere i soldi stanziati o non sapendoli spendere hanno tenuto la popolazione in condizioni di degrado e di rischio di avvelenamento da arsenico. Ora i singoli presidenti delle regioni e i singoli Ministri dell’Ambiente e della Salute succedutisi negli ultimi anni, quando promettevano all’Europa bonifiche delle falde in cambio di aumento dei limiti di presenza del metallo velenoso nelle acque, dovranno essere perseguiti dalla Corte dei Conti per rimborsare l’erario dei soldi che dovranno risarcire agli utenti”.
Per mettere il problema nero su bianco, la Legambiente ha realizzato delle tabelle in cui mostra i comuni a rischio. Alcuni di questi sono riusciti ad ottenere una proroga, ma solo perché il loro limite supera di poco quello stabilito dall’OMS. Infatti, su 157 comuni che ne avevano fatto richiesta per tre parametri (boro, fluoruro e arsenico), 128 non l’hanno ottenuta per le alte concentrazioni di arsenico, mentre è stata concessa a tutte le realtà che superano di poco i limiti (fino a 20mg per litro).
“Per rientrare nei limiti – ha aggiunto Ciafani – è sufficiente procedere ad interventi praticabili in pochi mesi, come è già avvenuto in diverse parti d’Italia. Infatti, nel 2003 le richieste di deroga erano state avanzate da 13 Regioni su 10 parametri mentre nel febbraio 2010 la richiesta di rinnovo inviata dall’Italia ha riguardato solo 6 Regioni (Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria) per tre parametri. Dunque – ha concluso Ciafani – la diminuzione delle richieste, sia in termini di territori coinvolti che di parametri dimostra che, con adeguati investimenti, è possibile uscire dalla deroga garantendo ai cittadini acqua potabile nel rispetto della legge”. Le realtà comunali che hanno ottenuto la deroga devono mettersi in regola entro i prossimi mesi, per intervenire a livello strutturale e tagliare drasticamente le concentrazioni di arsenico, ma anche di fluoruro e boro. Nella regione Lazio abbiamo 78 comuni impattati con 461.539 cittadini interessati. Soltanto nella Provincia di Roma il parametro di interesse e’ il fluoruro con € 33.299.629 previsti per le azioni correttive. Il termine della deroga scade il 2012… (Fonte: Ansa)
Così ci Uccidono….
Non si tratta di una nuova pubblicazione, perche’ risale a febbraio 2010, tuttavia pensiamo sia un libro che tutti noi dovremmo leggere, a maggior ragione quei cittadini che da anni subiscono attacchi, soprusi e veleni a danno del territorio in cui vivono. Purtroppo i Castelli Romani vantano questo triste primato….
Volevamo quindi parlarvi di questo libro: “Così ci uccidono. Storie, affari e segreti dell’Italia dei veleni” di Emiliano Fittipaldi, gia’ ospite in un programma RAI, interessante, culturale, d’approfondimento, trasmesso tempo fa in seconda serata (peccato). Una vera rarità.
Emiliano Fittipaldi era davanti a uno scettico (all’inizio) Corrado Augias, in “Le Storie” su Rai3. Emiliano Fittipaldi è un giornalista de L’Espresso, il suo libro è edito da Rizzoli. Questa è la quarta di copertina:
“Forse siete convinti di scegliere sempre il meglio, e al supermercato passate ore a selezionare prodotti “di qualità”. Ma nel cibo che mangiate, nell’acqua che bevete, nell’aria che respirate e nei cosmetici che vi spalmate sul corpo i veleni sono in agguato. Tra gli avvelenatori non ci sono solo camorristi, mafiosi e criminali risaputi. La categoria comprende anche personaggi insospettabili. Politici ufficialmente impegnati nella tutela dell’ambiente ma che, tra beni di famiglia, possiedono aziende accusate di minare la salute dei dipendenti. Industriali milionari che confezionano i prodotti di marche famose con materiali scadenti e nocivi, vere e proprie bombe a orologeria per i consumatori. Sindaci e assessori che di fronte ad analisi inquietanti sulle sostanze tossiche contenute nell’acqua comunale preferiscono tacere “per non allarmare inutilmente la popolazione”. Responsabili delle bonifiche di aree gravemente contaminate, nel cuore dei nostri centri urbani, che lavorano solo per gonfiare il proprio portafogli, incuranti di chi in quelle zone vive o andrà a vivere. Sembra incredibile, ma succede di rado che queste storie clamorose trovino spazio nelle cronache di stampa e televisione“.
I veleni sono in agguato in tutto ciò che ci circonda. E non ci sono marchi, pubblicità rassicuranti che possano proteggerci al 100%. Lo dice Saviano in Gomorra, lo mostra Biùtiful Cauntri di Calabria, Ruggiero, D’Ambrosio, Del Giudice, lo ripete da sempre Antonio Marfella dell’ospedale Pascale di Napoli. Nell’acqua che beviamo, nel cibo, nell’aria che respiriamo, nei cosmetici. E le Regioni lo nascondono alzando i limiti di legge.
Buona lettura, in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato sull’inceneritore di Roncigliano….
Albano, acqua tossica e discarica fuorilegge
_Fonte articolo Terra, clicca qui. I segni della contaminazione sono lampanti. La discarica di Albano inquina le acque limitrofe e sottostanti. Nel 1999 erano fuori limite ammonica e nitriti, nel 2004 ferro e zinco, nel 2010 cloroformio e arsenico. È quanto emerge dai prelievi dell’Arpa Lazio che, ad un attenta analisi dicono molto di più: nelle acque dei pozzi spia è stata rinvenuta una miriade di composti organici, un mix di sostanze tossiche che non essendo presente nelle falde per natura conferma l’ipotesi che la contaminazione sia riconducibile alla discarica. Il percolato, un liquido altamente tossico prodotto dalla decomposizione dei rifiuti, è fuoriuscito dagli invasi e ha contaminato le acque. «Nel 2005 ci sono stati due picchi di concentrazione organica inquinante, superiore ad altri anni, che non possono essere attribuiti a cause naturali ma molto realisticamente a un abbondante penetrazione di percolato proveniente dalla discarica» spiega Aldo Garofalo, chimico del Coordinamento cittadino per la chiusura del sito di smaltimento rifiuti, in un resoconto dettagliato.
I dati dei prelievi effettuati dall’Arpa non danno adito a dubbi: «la discarica inquina in modo discontinuo ma significativo le vicine falde acquifere, specialmente quelle più prossime agli invasi compromessi». La tenuta dei teli isolanti non è eterna: dopo circa vent’anni gli invasi cedono e il percolato penetra nel terreno contaminando le acque. Le istituzioni competenti ne sono al corrente ma fanno finta di niente. «Gli sforamenti registrati non hanno avuto alcuna conseguenza sull’attività della discarica e sono stati archiviati da tutti come accidenti occasionali, compreso l’ultimo del 2010, quando è stata trovata una quantità di cloroformio sei volte sopra il limite in uno dei pozzi e percentuali di arsenico superiori a quella consentite in tutte le fonti» denuncia il chimico. Nonostante la concentrazione delle sostanze tossiche ecceda frequentemente il limite stabilito dalla legge, il fenomeno viene inquadrato come un insieme disordinato di casi fortuiti.
«La stessa Arpa, forse timorosa per aver osato troppo, si è affrettata a dichiarare che un dato da solo non dice niente, che c’è una variabilità statistica e via dicendo». La discarica di Albano è satura e malandata. Da trent’anni ormai è la pattumiera dell’intero bacino dei Castelli romani e di gran parte dei Comuni del litorale. E invaso dopo invaso continua a crescere e a mangiare squisite porzioni di territorio, destinato per tradizione alla produzione di vini doc e cibi biologici. Il proprietario del sito è lo stesso della discarica di Malagrotta, dell’invaso di Monti dell’ortaccio e dell’area di Testa di Cane. È il monopolista della gestione dei rifiuti nel Lazio Manlio Cerroni che ha fatto in modo di acquistare in zona quanti più appezzamenti di terreno fosse possibile.
All’ennesima richiesta di ampliamento la Asl-Rm H ha bocciato il progetto ribadendo l’urgenza di bonificare l’intera area, la Conferenza dei servizi ha ribadito il no ma dal dipartimento territorio della Regione Lazio è inspiegabilmente arrivato il placet. I comitati hanno fatto ricorso al Tar denunciando errori progettuali e rischi ambientali. Ora arrivano i prelievi dell’Arpa, analisi che dopo l’emergenza arsenico avrebbero dovuto essere più frequenti e che invece si sono diradate nel tempo passando da una cadenza trimestrale a quella annuale. «Ma il tempo che la verità venga a galla è arrivato – ripetono dal comitato di Albano – la salute dei cittadini non deve essere subordinata al business dei privati».
Beppe Grillo ai Castelli Romani contro discarica ed inceneritore
_Intervento di Beppe Grillo, Daniele Castri (referente legale Coordinamento contro l’inceneritore di Albano) e Aldo Garofolo (tecnico Coordinamento contro l’inceneritore di Albano) durante il presidio organizzato dai comitati a Roncigliano contro la follia del VII invaso (appena inaugurato dalla Pontina Ambiente Srl nonostante la pendenza di due ricorsi al Tar Lazio esperiti dai movimenti cittadini). Una discarica illegale, un obsoleto inceneritore ovviamente privato finanziato però interamente dal pubblico da edificare; il tutto per un nuovo skyline tra i Castelli Romani ed il mare. La guerra legale e cittadina contro ALCUNI politici genuflessi a Cerroni e contro Cerroni stesso va avanti. Senza resa.
_Intervento di Beppe Grillo.
_Intervento di Aldo Garofolo e Daniele Castri.
Riassunto della situazione acque “potabili” nei castelli romani
Come promesso tempo fa, continuiamo con l’informazione sulle acque “potabili” dei castelli romani.
Ringraziamo il Dott. Aldo Garofalo.
Alleghiamo un elenco delle acque a “codice rosso” distribuite da Acea nei Castelli e analizzate da Arpa Lazio tra il 2010 e i primi mesi del 2011.
Ariccia centro, superamento contemporaneo dei limiti di arsenico, fluoro e vanadio:
| fontanella pubblica |
As |
F |
Va |
|
| limiti legali |
10g/L |
1,5mg/L |
50g/L |
|
| Corso Repubblica |
31/05/2010 |
16 |
2,0 |
61 |
Lanuvio tra maggio 2010 e marzo 2011: sforamenti generalizzati dei limiti sia in centro che in zone periferiche, ma a piazza Ugo La Malfa per 9 mesi consecutivi l’acqua della fontanella pubblica conteneva valori altissimi di arsenico, fluoro e vanadio:
| fontanella pubblica |
As |
F |
Va |
|
| limiti legali |
10g/L |
1,5mg/L |
50g/L |
|
| via Gramsci |
31/05/2010 |
19 |
1,3 |
40 |
| piazza U. Lamalfa |
07/06/2010 |
22 |
2,3 |
64 |
| via Gramsci |
24/01/2011 |
12 |
1,1 |
32 |
| piazza U. Lamalfa |
24/01/2011 |
19 |
2,3 |
64 |
| piazza U. Lamalfa |
02/02/2011 |
19 |
2,2 |
64 |
| piazza A. Moro |
04/03/2011 |
18 |
1,5 |
41 |
| via Laviniense |
04/03/2011 |
16 |
1,5 |
39 |
Genzano, il controllo è stato limitato al pozzo Piagge e non comprendeva le zone Appia vecchia, Montecagnoletto e Landi, tuttavia segnala il superamento dei limiti dell’arsenico per 8 mesi consecutivi:
| fontanella pubblica |
As |
F |
Va |
|
| limiti legali |
10g/L |
1,5mg/L |
50g/L |
|
| via Pedica, (da pozzo Piagge) |
07/06/2010 |
14 |
1,1 |
35 |
| via Pedica, (da pozzo Piagge) |
02/02/2011 |
15 |
1,1 |
38 |
Marino è stata monitorata a fondo con oltre 100 controlli nel 2010 e formalmente tutte le acque rientravano nei limiti di arsenico e vanadio. In realtà, a differenza di altri comuni dei Castelli a Marino il vanadio è compreso tra 36 e 42 microgrammi/L nella quasi totalità delle acque.
A Velletri è stato accertato uno dei più gravi livelli di sforamento limiti dell’acqua distribuita alla cittadinanza:
| fontanella pubblica |
As |
F |
Va |
|
| limiti legali |
10g/L |
1,5mg/L |
50g/L |
|
| via Le Corti, da pozzo Le Corti |
24/05/2010 |
19 |
1,1 |
24 |
| via del Paradiso |
30/07/2010 |
37 |
1,7 |
32 |
| via Le Corti, da pozzo Le Corti |
17/08/2010 |
20 |
1 |
26 |
| piazza Garibaldi |
31/08/2010 |
53 |
2,2 |
41 |
| via del Paradiso viaVelletrano |
31/08/2010 |
51 |
2,1 |
41 |
| via delle Mura, fontanella |
01/09/2010 |
22 |
0,9 |
23 |
| via Lata, fontanella |
01/09/2010 |
57 |
2,4 |
43 |
| via del Corso, fontanella |
17/09/2010 |
44 |
1,9 |
37 |
| via Lata, fontanella |
17/09/2010 |
44 |
1,9 |
37 |
| via Ottavia, fontanella |
07/10/2010 |
57 |
2,3 |
39 |
| Corso della Repubblica |
07/10/2010 |
58 |
2,1 |
39 |
| via Lata, fontanella |
15/10/2010 |
31 |
1,7 |
26 |
| via di Castello |
18/10/2010 |
30 |
1,4 |
25 |
| via di Castello |
18/10/2010 |
39 |
1,8 |
32 |
| Corso della Repubblica 277 |
18/10/2010 |
29 |
1,4 |
24 |
| piazza Caduti del lavoro 19 |
18/10/2010 |
24 |
1,2 |
20 |
| vicolo S. Francesco 15 |
18/10/2010 |
22 |
1,2 |
18 |
La fontanella pubblica angolo via Velletrano è adiacente ad una affollatissima scuola media che riapriva il giorno dopo e quella di piazza Garibaldi è usatissima sempre e si trova nella più grande e frequentata piazza del paese. Caso gravissimo e con pochi precedenti in cinque diverse zone nel periodo agosto-ottobre 2010 i valori di arsenico erano superiori a 50 g/L.
Ma il caso dell’Ospedale Colombo di Velletri è allucinante come certificato dalle analisi fatte a dicembre scorso. Per inciso la struttura Ospedaliera si avvale di due pozzi locali le cui acque contengono quantità incredibili di arsenico (72-96 g/L) e fluoro (3,2 mg/L) e quindi debbono essere trattate, si presume con osmosi inversa, prima di utilizzarle. E’ semplicemente folle la decisione di avvalersi di tali pozzi la cui depurazione per osmosi comporta uno scarto d’acqua del 25% che finisce al mare con livelli di arsenico intorno a 350 g/L.
L’Arpa ha accertato che nei giorni precedenti Natale l’impianto di trattamento non funzionava minimamente e l’acqua utilizzata anche in reparti delicatissimi come il neonatale era come quella che usciva dai pozzi e quindi pericolosissima:
| Pozzi 1-2 |
As |
F |
Va |
||
| limiti legali |
10g/L |
1,5mg/L |
50g/L |
||
| ospedale Velletri |
21/12/2010 |
88 |
3,2 |
30 |
lavaggio stoviglie |
| ospedale Velletri |
21/12/2010 |
90 |
3,2 |
31 |
medicheria neonatale |
Dopo venti giorni passati a mettere pezze all’impianto per farlo funzionare, l’arsenico, anche se più basso, era ancora oltre il limite di legge:
| ospedale Colombo |
11/01/2011 |
13 |
6 |
dopo trattamento | |
| ospedale Colombo |
11/01/2011 |
13 |
7 |
lavaggio stoviglie | |
| ospedale Colombo |
11/01/2011 |
12 |
6 |
lavello medicheria |
Lariano, ha avuto nel corso del 2010 livelli molto alti di arsenico, solo in parte rientrati nei primi mesi del 2011:
| fontanella pubblica |
As |
F |
Va |
|
| limiti legali |
10g/L |
1,5mg/L |
50g/L |
|
| piazza Centogocce |
03/03/2010 |
22 |
1,3 |
30 |
| piazza L. Bross |
03/03/2010 |
15 |
1 |
35 |
| piazza Centogocce |
16/07/2010 |
19 |
1,1 |
27 |
Un saluto a tutti e cercate di diffondere le informazioni, e ricordate delle date IMPORTANTISSIME a cui non dobbiamo mancare:
12/13 GIUGNO, VOTA 4 SI AL REFERENDUM SU ACQUA, NUCLEARE E LEGITTIMO IMPEDIMENTO.
18 GIUGNO ORE 15:30 PIAZZA MAZZINI, ALBANO LAZIALE, CORTEO CITTADINO CONTRO L’INCENERITORE E CONTRO L’AMPLIAMENTO DELL’ILLEGITTIMA DISCARICA DEI CASTELLI ROMANI.
Discarica di Albano, smaltire i rifiuti qui costa il doppio rispetto a tutto il Lazio
Aggiornamenti stampa inceneritore:
• 10 Comuni in lotta con i “No Inceneritore”. Clicca qui. (Cliccare sull’articolo per ingrandire)
• Inceneritore Albano, i sindaci uniti anche davanti al Consiglio di Stato. Clicca qui.
Aggiornamenti stampa emergenza acqua:
• Anche Ariccia chiude i rubinetti. Clicca qui. (Cliccare sull’articolo per ingrandire)
• Arsenico, si allarga la mappa dei divieti. Clicca qui. (Cliccare sull’articolo per ingrandire)
(Fonte articolo, Roma Today, clicca qui). Dai microfoni di Radio Libera Tutti, la web radio dei Castelli Romani, Daniele Castri rappresentante legale del Comitato No Inc che si oppone alla costruzione dell’inceneritore di Albano, ha denunciato come i costi della gestione dei rifiuti nei Castelli Romani abbiamo livelli altissimi, quasi il doppio rispetto al resto della Regione Lazio, il tutto per un decreto del 2006 che favorisce la Pontina Ambiente che gestisce la discarica in cui sversano i rfiuti dieci comuni. Durante un’intervista rilasciata lo scorso lunedì nella trasmissione di approfondimento “A passeggio con Melampo” Daniele Castri ha raccontato come nella preparazione dell’istruttoria per il ricorso al TAR contro la costruzione del termovalorizzatore si sia imbattuto insieme ai colleghi avvocati e commercialisti in una serie di fatture attestanti i costi della gestione dei rfiuti e lo sversamento dei rifiuti nella discarica di Roncigliano a partire da marzo 2006.
Il costo dello smaltimento dei rifiuti nelle discariche della Regione Lazio è regolato da alcuni decreti e per i Castelli Romani sono molto più alti rispetto alla media grazie ad un decreto straordinario emanato dall’ex Presidente Regionale Piero Marrazzo, il n. 4 del 3 marzo 2006. Un decreto che a differenza di tutti quelli straordinari non dura sei mesi, ma per chi gestisce la discarica ha una scadenza illimitata. I comuni del bacino della discarica di Roncigliano a fronte di un costo medio di 72 euro a tonnellata di rifiuti ne pagano 130 di euro, come attestano le fatture del 2010 di diversi comuni della zona. “La Pontina ambiente – ha spiegato Daniele Castri – continua ad avvalersi del decreto straordinario del 2006 non specificando che visto la straordinarietà per legge doveva scadere in sei mesi. Inoltre nel 2008 è stato emesso un ulteriore decreto ordinario per i costi dei rifiuti non rispettato. Il tutto con un tacito consenso dei dieci assessori al bilancio dei Comuni che conferiscono i rifiuti a Roncigliano” “Facendo un esempio se si guarda alla fattura del comune di Albano di aprile 2010, ottenuta con un regolare accesso agli atti, si nota che il comune di Albano ha prodotto circa 1900 tonnellate di rifiuti indifferenziati che oltre a costare 130 euro a tonnellata va aggiunto sul totale 7 euro a tonnellata per l’incenerimento del cdr. Peccato che la Pontina Ambiente stessa dichiara che il cdr ammonta a meno del 30% e solo una parte viene bruciata, ma il rincaro viene calcolato su il totale dei rifiuti. Questi costi ci hanno portato a presentare degli esposti al tribunale di Velletri”


