arsenico

Arsenico nell’acqua, risarcimento di 100 euro

_Per dare una speranza di vita ai Castelli Romani ed ai suoi cittadini dobbiamo vincere la battaglia contro l’inceneritore di Cerroni, Marrazzo e Polverini. Per farlo abbiamo bisogno del tuo aiuto, informati e non delegare, partecipa attivamente.

_Cari amici, qual e’ la situazione reale ai Castelli romani? Ve lo siete chiesto?

_I ministeri dell’Ambiente e della Salute sono stati condannati dal Tar del Lazio a risarcire con 100 euro ciascuno circa 2.000 utenti di varie regioni (Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Umbria) che lamentano la presenza di arsenico nell’acqua. Lo annuncia il Codacons, che aveva presentato ricorso. Secondo i giudici amministrativi di primo grado, riferisce il Codacons, bere “acqua all’arsenico può produrre tumori al fegato, alla cistifellea e pelle, nonché malattie cardiovascolari“. “La sentenza – afferma il Codacons in una nota – apre una strada di incredibile valore, affermando che fornire servizi insufficienti o difettosi o inquinati determina la responsabilità della pubblica amministrazione per danno alla vita di relazione, stress, rischio di danno alla salute”. “Ora questa strada – prosegue la nota – sarà percorsa anche per chiedere i danni da inquinamento dell’aria e da degrado sia a Napoli che a Roma e nelle altre grandi città in cui la vivibilità è fortemente pregiudicata dal degrado ambientale”. Per Carlo Rienzi, presidente dell’associazione di utenti e consumatori, si “tratta di una vittoria importantissima perché pone termine alla impunità di regioni e ministeri che per non spendere i soldi stanziati o non sapendoli spendere hanno tenuto la popolazione in condizioni di degrado e di rischio di avvelenamento da arsenico. Ora i singoli presidenti delle regioni e i singoli Ministri dell’Ambiente e della Salute succedutisi negli ultimi anni, quando promettevano all’Europa bonifiche delle falde in cambio di aumento dei limiti di presenza del metallo velenoso nelle acque, dovranno essere perseguiti dalla Corte dei Conti per rimborsare l’erario dei soldi che dovranno risarcire agli utenti”.

Per mettere il problema nero su bianco, la Legambiente ha realizzato delle tabelle in cui mostra i comuni a rischio. Alcuni di questi sono riusciti ad ottenere una proroga, ma solo perché il loro limite supera di poco quello stabilito dall’OMS. Infatti, su 157 comuni che ne avevano fatto richiesta per tre parametri (boro, fluoruro e arsenico), 128 non l’hanno ottenuta per le alte concentrazioni di arsenico, mentre è stata concessa a tutte le realtà che superano di poco i limiti (fino a 20mg per litro).

“Per rientrare nei limiti – ha aggiunto Ciafani – è sufficiente procedere ad interventi praticabili in pochi mesi, come è già avvenuto in diverse parti d’Italia. Infatti, nel 2003 le richieste di deroga erano state avanzate da 13 Regioni su 10 parametri mentre nel febbraio 2010 la richiesta di rinnovo inviata dall’Italia ha riguardato solo 6 Regioni (Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria) per tre parametri. Dunque – ha concluso Ciafani – la diminuzione delle richieste, sia in termini di territori coinvolti che di parametri dimostra che, con adeguati investimenti, è possibile uscire dalla deroga garantendo ai cittadini acqua potabile nel rispetto della legge”. Le realtà comunali che hanno ottenuto la deroga devono mettersi in regola entro i prossimi mesi, per intervenire a livello strutturale e tagliare drasticamente le concentrazioni di arsenico, ma anche di fluoruro e boro. Nella regione Lazio abbiamo 78 comuni impattati con 461.539 cittadini interessati. Soltanto nella Provincia di Roma il parametro di interesse e’ il fluoruro con € 33.299.629 previsti per le azioni correttive. Il termine della deroga scade il 2012… (Fonte: Ansa)


La Villa: residui di gas tossico in discarica

Le esalazioni provocate dal residuo di un tracciante

 

BADIA. Il fortissimo e quasi nauseabondo odore di gas, che a fine Agosto si è diffuso per tutta La Villa spandendosi anche fino a Corvara ha fatto scattare il massimo grado di all’erta per tutti i corpi dei vigili del fuoco volontari della val Badia e ha richiesto anche l’intervento del nucleo specializzato dei vigili del fuoco di Brunico. L’odore però non è stato causato da una fuga di gas come inizialmente si era temuto, bensì dal deposito illegale in discarica, sembra da parte di una ditta edile del posto, di una tanica da 10 litri, semivuota ma contenente ancora proprio il potente additivo «Scentinel E» individuato chimicamente come Mercaptano etilico che viene normalmente impiegato in percentuali ridottissime, proprio per conferire ai gas solitamente inodori, il caratteristico odore che aiuta ad individuarne le eventuali fughe. Se non è usato in soluzione, il Mercaptano etilico puro è classificato come una sostanza ad alta infiammabilità, con tossicità acuta per gli organismi acquatici e con lo stesso grado di pericolosità per la cute umana qualora ne venisse a contatto. La categoria di pericolosità cala di un grado, passando a 2a per l’irritazione oculare e di un altro grado in caso di ingestione mentre il solo odore, data l’altissima volatilità del prodotto, non provoca danni se non inalato puro. I vigili del fuoco della Val Badia sono risaliti abbastanza rapidamente alla fonte dell’allarme, dovuta ad una minima perdita della tanica depositata in discarica, informando i colleghi specializzati di Brunico che, di seguito, hanno provveduto alla neutralizzazione del prodotto ed alla sua custodia in un locale adeguato in attesa delle indagini dell’Autorità giudiziaria. Sull’allarme che si è logicamente diffuso in Alta Badia per l’accaduto, la Comunità comprensoriale di Brunico che gestisce la discarica di Col Maladet ha diffuso ieri un comunicato in cui, scusandosi per l’inevitabile fastidio dato alla puzza che persisterà ancora per qualche giorno, ribadisce però che la sostanza non costituisce alcun pericolo per la popolazione essendo proprio un rilevatore di gas mentre da parte sua anche la Sel ha ribadito l’assenza di qualsivoglia coinvolgimento nella vicenda, pur avendo fornito la sua assistenza nell’intervento.

L’allarme ambientale scattato presso la discarica “Col Maladët” di La Villa, gestita dalla Comunità comprensoriale della Val Pusteria, ha portato a tre denuncie all’autorità giudiziaria: la prima per il personale dell’azienda edile dell’Alta Badia che ha avviato allo smaltimento fuori norma la vecchia tanica contenente abbondanti residui del liquido tracciante tossico “Sentinel”, il mercaptano etilico usato per conferire il caratteristico odore ai gas combustibili in modo da poterne individuare eventuali perdite; e due per il personale operante in discarica che, in contravvenzione alle disposizioni che prevedono un particolare tipo di smaltimento con procedure ad hoc, ha accolto in discarica il rifiuto tossico e pericoloso che poi si sarebbe tentato di smaltire in modo quantomeno estemporaneo, semplicemente interrando la tanichetta fortemente maleodorante.

Un comportamento, quello delle persone denunciate, che però spazia dal procurato allarme fino allo smaltimento inadeguato di sostante pericolose, per cui la normativa in vigore prevede delle sanzioni di carattere penale che ora, chiusa la fase di indagine, spetterà al giudice applicare in sede di valutazione.

Insomma, se quanto appena descritto accade anche nell’integerrimo Alto Adige, non possiamo di certo dormire sonni tranquilli con la discarica di Roncigliano, la quale presenta simili criticità della discarica dell’Alta Badia, la quale è clamorosamente posizionata a monte di una vallata meravigliosa (noto luogo di vacanza) con rischi per le falde acquifere di molti paesi posizionati a valle del medesimo comprensorio.

Il caso è stato lungamente trattato stamani anche da Uno Mattina (Rai uno) con la testimonianza di “Luca” residente della zona. Gli interessi alevati afferenti lo smaltimento di rifiuti ha consigliato a questo onesto cittadino di non mostrare il viso nel corso della popolare trasmissione televisiva.

Questa vicenda dimostra ancora una volta quanto le discariche non rappresentino un modo sicuro e sostenibile per smaltire i rifiuti.


Albano, acqua tossica e discarica fuorilegge

_Fonte articolo Terra, clicca qui. I segni della contaminazione sono lampanti. La discarica di Albano inquina le acque limitrofe e sottostanti. Nel 1999 erano fuori limite ammonica e nitriti, nel 2004 ferro e zinco, nel 2010 cloroformio e arsenico. È quanto emerge dai prelievi dell’Arpa Lazio che, ad un attenta analisi dicono molto di più: nelle acque dei pozzi spia è stata rinvenuta una miriade di composti organici, un mix di sostanze tossiche che non essendo presente nelle falde per natura conferma l’ipotesi che la contaminazione sia riconducibile alla discarica. Il percolato, un liquido altamente tossico prodotto dalla decomposizione dei rifiuti, è fuoriuscito dagli invasi e ha contaminato le acque. «Nel 2005 ci sono stati due picchi di concentrazione organica inquinante, superiore ad altri anni, che non possono essere attribuiti a cause naturali ma molto realisticamente a un abbondante penetrazione di percolato proveniente dalla discarica» spiega Aldo Garofalo, chimico del Coordinamento cittadino per la chiusura del sito di smaltimento rifiuti, in un resoconto dettagliato.

I dati dei prelievi effettuati dall’Arpa non danno adito a dubbi: «la discarica inquina in modo discontinuo ma significativo le vicine falde acquifere, specialmente quelle più prossime agli invasi compromessi». La tenuta dei teli isolanti non è eterna: dopo circa vent’anni gli invasi cedono e il percolato penetra nel terreno contaminando le acque. Le istituzioni competenti ne sono al corrente ma fanno finta di niente. «Gli sforamenti registrati non hanno avuto alcuna conseguenza sull’attività della discarica e sono stati archiviati da tutti come accidenti occasionali, compreso l’ultimo del 2010, quando è stata trovata una quantità di cloroformio sei volte sopra il limite in uno dei pozzi e percentuali di arsenico superiori a quella consentite in tutte le fonti» denuncia il chimico. Nonostante la concentrazione delle sostanze tossiche ecceda frequentemente il limite stabilito dalla legge, il fenomeno viene inquadrato come un insieme disordinato di casi fortuiti.

«La stessa Arpa, forse timorosa per aver osato troppo, si è affrettata a dichiarare che un dato da solo non dice niente, che c’è una variabilità statistica e via dicendo». La discarica di Albano è satura e malandata. Da trent’anni ormai è la pattumiera dell’intero bacino dei Castelli romani e di gran parte dei Comuni del litorale. E invaso dopo invaso continua a crescere e a mangiare squisite porzioni di territorio, destinato per tradizione alla produzione di vini doc e cibi biologici. Il proprietario del sito è lo stesso della discarica di Malagrotta, dell’invaso di Monti dell’ortaccio e dell’area di Testa di Cane. È il monopolista della gestione dei rifiuti nel Lazio Manlio Cerroni che ha fatto in modo di acquistare in zona quanti più appezzamenti di terreno fosse possibile.

All’ennesima richiesta di ampliamento la Asl-Rm H ha bocciato il progetto ribadendo l’urgenza di bonificare l’intera area, la Conferenza dei servizi ha ribadito il no ma dal dipartimento territorio della Regione Lazio è inspiegabilmente arrivato il placet. I comitati hanno fatto ricorso al Tar denunciando errori progettuali e rischi ambientali. Ora arrivano i prelievi dell’Arpa, analisi che dopo l’emergenza arsenico avrebbero dovuto essere più frequenti e che invece si sono diradate nel tempo passando da una cadenza trimestrale a quella annuale. «Ma il tempo che la verità venga a galla è arrivato – ripetono dal comitato di Albano – la salute dei cittadini non deve essere subordinata al business dei privati».


Riassunto della situazione acque “potabili” nei castelli romani

Come promesso tempo fa, continuiamo con l’informazione sulle acque “potabili” dei castelli romani.

Ringraziamo il Dott. Aldo Garofalo.

Alleghiamo un elenco delle acque a “codice rosso” distribuite da Acea nei Castelli e analizzate da Arpa Lazio tra il 2010 e i primi mesi del 2011.

Ariccia centro, superamento contemporaneo dei limiti di arsenico, fluoro e vanadio:

fontanella pubblica

As

F

Va

limiti legali

10g/L

1,5mg/L

50g/L

Corso Repubblica

31/05/2010

16

2,0

61

Lanuvio tra maggio 2010 e marzo 2011: sforamenti generalizzati dei limiti sia in centro che in zone periferiche, ma a piazza Ugo La Malfa per 9 mesi consecutivi l’acqua della fontanella pubblica conteneva valori altissimi di arsenico, fluoro e vanadio:

fontanella pubblica

As

F

Va

limiti legali

10g/L

1,5mg/L

50g/L

via Gramsci

31/05/2010

19

1,3

40

piazza U. Lamalfa

07/06/2010

22

2,3

64

via Gramsci

24/01/2011

12

1,1

32

piazza U. Lamalfa

24/01/2011

19

2,3

64

piazza U. Lamalfa

02/02/2011

19

2,2

64

piazza A. Moro

04/03/2011

18

1,5

41

via Laviniense

04/03/2011

16

1,5

39

Genzano, il controllo è stato limitato al pozzo Piagge e non comprendeva le zone Appia vecchia, Montecagnoletto e Landi, tuttavia segnala il superamento dei limiti dell’arsenico per 8 mesi consecutivi:

fontanella pubblica

As

F

Va

limiti legali

10g/L

1,5mg/L

50g/L

via Pedica, (da pozzo Piagge)

07/06/2010

14

1,1

35

via Pedica, (da pozzo Piagge)

02/02/2011

15

1,1

38

Marino è stata monitorata a fondo con oltre 100 controlli nel 2010 e formalmente tutte le acque rientravano nei limiti di arsenico e vanadio. In realtà, a differenza di altri comuni dei Castelli a Marino il vanadio è compreso tra 36 e 42 microgrammi/L nella quasi totalità delle acque.

A Velletri è stato accertato uno dei più gravi livelli di sforamento limiti dell’acqua distribuita alla cittadinanza:

fontanella pubblica

As

F

Va

limiti legali

10g/L

1,5mg/L

50g/L

via Le Corti, da pozzo Le Corti

24/05/2010

19

1,1

24

via del Paradiso

30/07/2010

37

1,7

32

via Le Corti, da pozzo Le Corti

17/08/2010

20

1

26

piazza Garibaldi

31/08/2010

53

2,2

41

via del Paradiso viaVelletrano

31/08/2010

51

2,1

41

via delle Mura, fontanella

01/09/2010

22

0,9

23

via Lata, fontanella

01/09/2010

57

2,4

43

via del Corso, fontanella

17/09/2010

44

1,9

37

via Lata, fontanella

17/09/2010

44

1,9

37

via Ottavia, fontanella

07/10/2010

57

2,3

39

Corso della Repubblica

07/10/2010

58

2,1

39

via Lata, fontanella

15/10/2010

31

1,7

26

via di Castello

18/10/2010

30

1,4

25

via di Castello

18/10/2010

39

1,8

32

Corso della Repubblica 277

18/10/2010

29

1,4

24

piazza Caduti del lavoro 19

18/10/2010

24

1,2

20

vicolo S. Francesco 15

18/10/2010

22

1,2

18

La fontanella pubblica angolo via Velletrano è adiacente ad una affollatissima scuola media che riapriva il giorno dopo e quella di piazza Garibaldi è usatissima sempre e si trova nella più grande e frequentata piazza del paese. Caso gravissimo e con pochi precedenti in cinque diverse zone nel periodo agosto-ottobre 2010 i valori di arsenico erano superiori a 50 g/L.

Ma il caso dell’Ospedale Colombo di Velletri è allucinante come certificato dalle analisi fatte a dicembre scorso. Per inciso la struttura Ospedaliera si avvale di due pozzi locali le cui acque contengono quantità incredibili di arsenico (72-96 g/L) e fluoro (3,2 mg/L) e quindi debbono essere trattate, si presume con osmosi inversa, prima di utilizzarle. E’ semplicemente folle la decisione di avvalersi di tali pozzi la cui depurazione per osmosi comporta uno scarto d’acqua del 25% che finisce al mare con livelli di arsenico intorno a 350 g/L.

L’Arpa ha accertato che nei giorni precedenti Natale l’impianto di trattamento non funzionava minimamente e l’acqua utilizzata anche in reparti delicatissimi come il neonatale era come quella che usciva dai pozzi e quindi pericolosissima:

Pozzi 1-2

As

F

Va

limiti legali

10g/L

1,5mg/L

50g/L

ospedale Velletri

21/12/2010

88

3,2

30

lavaggio stoviglie
ospedale Velletri

21/12/2010

90

3,2

31

medicheria neonatale

Dopo venti giorni passati a mettere pezze all’impianto per farlo funzionare, l’arsenico, anche se più basso, era ancora oltre il limite di legge:

ospedale Colombo

11/01/2011

13

6

dopo trattamento
ospedale Colombo

11/01/2011

13

7

lavaggio stoviglie
ospedale Colombo

11/01/2011

12

6

lavello medicheria

Lariano, ha avuto nel corso del 2010 livelli molto alti di arsenico, solo in parte rientrati nei primi mesi del 2011:

fontanella pubblica

As

F

Va

limiti legali

10g/L

1,5mg/L

50g/L

piazza Centogocce

03/03/2010

22

1,3

30

piazza L. Bross

03/03/2010

15

1

35

piazza Centogocce

16/07/2010

19

1,1

27

Un saluto a tutti e cercate di diffondere le informazioni, e ricordate delle date IMPORTANTISSIME a cui non dobbiamo mancare:

12/13 GIUGNO, VOTA 4 SI AL REFERENDUM SU ACQUA, NUCLEARE E LEGITTIMO IMPEDIMENTO.

18 GIUGNO ORE 15:30 PIAZZA MAZZINI, ALBANO LAZIALE, CORTEO CITTADINO CONTRO L’INCENERITORE E CONTRO L’AMPLIAMENTO DELL’ILLEGITTIMA DISCARICA DEI CASTELLI ROMANI.


Albano, stop al Piano Regolatore “Mattei”, festeggiano i “No Inc”

GRAZIE ALL’ESTENUANTE OPERATO (LEGALE, DI INFORMAZIONE ECONOMICO/SCIENTIFICA, DI MOBILITAZIONE CIVILE E DI ALTERNATIVE PROPOSTE) DEI MOVIMENTI CITTADINI, L’INCENERITORE DEI CASTELLI ROMANI E’ STATO BOCCIATO DAL TAR DEL LAZIO.

(Fonte articolo: Il Tuscolo, clicca qui). Il consiglio comunale di Albano ha bocciato (20 voti a favore contro 7) la mozione presentata dai consiglieri di centrodestra per chiedere al sindaco Nicola Marini (Pd) di inviare al più presto alla Regione Lazio, per il via libero definitivo, il progetto di nuovo Piano Regolatore urbanistico varato prima del termine del suo mandato dall’ex sindaco Marco Mattei oggi assessore all’Ambiente della Regione Lazio. Un piano atteso da cittadini e imprenditori da 35 anni, ma che la nuova amministrazione di centrosinistra, forte della vittoria conquistata alle elezioni comunali battagliando sui temi ambientali, intende rivedere «con la massima attenzione». Al suo interno, infatti, il Prg stoppato dal sindaco Marini conterrebbe anche il cambio di destinazione d’uso del terreno di 60 ettari che da «agricolo» diventerebbe «industriale» per ospitare l’impianto d’incenerimento dei rifiuti avversato dai cittadini.  All’ordine del giorno del consiglio comunale era prevista anche una mozione del centrosinistra per chiedere la revoca totale delle modifiche apportate dal Prg di Mattei (sopra) e ora si comprende certamente meglio la posta in gioco che ha fatto fibrillare il governo cittadino.

La scorsa settimana, infatti, un consigliere dell’Udc, insieme agli esponenti del centrodestra, ha provato a sfiduciare il nuovo sindaco Nicola Marini (sotto), ma il golpe non è riuscito e ora la maggioranza esce rinforzata dall’ultimo consiglio comunale. «Puntiamo a uno sviluppo sostenibile per la città – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici Maurizio Sementilli – alla perimetrazione delle zone abusive e a una seria programmazione compatibile con le aspettative della stragrande maggioranza dei cittadini. Questo Prg non rientra negli standar urbanistici e prefigura un peggioramento della qualità della vita». In altre parole, fino a prova contraria, Albano dichiara guerra all’inceneritore che invece sembra stare tanto a cuore alla Polverini e allo stesso Mattei. Ma sarà veramente così? Secondo il quotidiano ecologista «Terra», che segue da vicino la vicenda, nei giorni scorsi, prima del consiglio comunale, Manlio Cerroni, proprietario della discarica di Albano e monopolista della gestione rifiuti nel Lazio avrebbe fatto visita al primo cittadino.

«I contenuti dell’incontro – scrivono – non sono noti ma considerati gli interessi che l’imprenditore romano vanta sull’area, ovvero la realizzazione di un impianto di incenerimento rifiuti, oggi bloccato dal Tar, e l’ampliamento della discarica, non è poi così difficile immaginarli». Marini, comunque, sembra convintamente andare verso la soluzione auspicata dai cittadini e dal Comitato No Inc guidato da Daniele Castri (sotto), preoccupati per l’inquinamento da arsenico delle falde acquifere e che si battono contro l’impianto bruciarifiuti. Lo ha fatto convocando le Conferenze di bacino contro l’inceneritore; firmando la richiesta di sospensiva cautelare dell’Aia in attesa della sentenza del Tar; appoggiando il ricorso del coordinamento cittadino contro la realizzazione dell’impianto, ed emettendo l’Ordinanza per la rimozione dei pezzi per la sua costruzione parcheggiati all’interno del perimetro della discarica.


Acqua potabile? E l’arsenico e il fluoro? ACEA – SALUTE – BOLLETTE

Inoltriamo il volantino per la manifestazione a Roma circa la difesa delle falde acquifere dei Castelli Romani. Invitiamo TUTTA la popolazione dei Castelli Romani e di Roma a partecipare alla manifestazione.

E’ di fronte agli occhi di tutti la progressiva perdita di volume delle acque dei laghi castellani; questo fenomeno misura l’abbassamento della falda e la crisi idrica del nostro territorio. Che ciò sia dovuto ad un eccesso di captazione e ad uno squilibrio tra consumi pubblici e privati, domestici, agricoli e industriali, rispetto alla capacità di rigenerazione naturale delle falde, è altrettanto evidente.
Tra il 2003 e il 2005 cominciarono a circolare semi clandestinamente i risultati di analisi che davano quantità preoccupanti di elementi nocivi nelle acque potabili:
arsenico fino a 80 microg/lt e fluoro fino a 4 millig/lt, quando dal 2001 i limiti massimi erano stati fissati a 10 microg/lt per l’arsenico e a 1,5 millig/lt per l fluoro.
Sono passati sei anni di deroghe che probabilmente abbiamo pagato in termini di patologie specifiche e no. Siamo passati dalla gestione casareccio-clientelare di comuni e consorzi (Simbrivio, Doganella) a quella industriale, ma altrettanto clientelare di ACEA-Caltagirone, e sempre alle deroghe stiamo!
Stavolta la sponda è la Commissione Europea, dopo che la Polverini ha emanato l’ultima deroga sul vanadio nel maggio scorso. La Commissione Europea però, il 28 ottobre 2010, ha respinto la richiesta di deroga.
Sia i nostri dati che quelli di ACEA confermano lo sforamento dei livelli di legge per tutto il 2010 ed anche per il primo mese del 2011, per ampie fasce di territorio.
La circolare ultima dell’assessore regionale all’ambiente Mattei, circa una presunta accettabilità del limite di 20 microg/lt per l’arsenico è del tutto priva dei fondamento e vìola apertamente le disposizioni della Commissione Europea.
ACEA sta stracciando gli standard di servizio più basilari.

VENERDI 18 FEBBRAIO ORE 20.30 – c/o centro anziani di Pavona via Roma ASSEMBLEA PUBBLICA

VENERDI 25 FEBBRAIO ORE 11 piazzale Ostiense Roma davanti sede ACEA spa PRESIDIO MANIFESTAZIONE

Fonte: www.noinceneritorealbano.it


ACEA e arsenico: l’amore mai finito.

_Ancora ACEA e ancora arsenico.

Durante le feste avremmo voluto semplicemente darvi buone notizie come la recente sentenza da parte del TAR sul gassificatore di Albano Laziale favorevole ai movimenti No Inc., ma  vi segnaliamo le ultime analisi delle acque dove ci sono sforamenti sui limiti di arsenico nella zona dei castelli romani ovest e sud-ovest. Tutto questo mentre il Comune ci assicura che ad Albano la situazione è in miglioramento, o che comunque è meglio che in tutti gli altri comuni dei castelli romani. Della serie meglio azzoppati che morti. Vedremo.

Intanto a Velletri si beve acqua all’arsenico negli asili. Siamo, infatti, venuti a conoscenza di una lettera di ACEA indirizzata al sindaco di Velletri, in cui si elencano delle scuole elementari (!!) dove sono stati trovati livelli di arsenico superiori ai 10 mcg/L, o addirittura oltre i 20 mcg/L. ACEA sorvola il problema dando acqua potabile in bottiglia ai bambini e agli insegnati. Un’ammissione indiretta di servire acqua avvelenata alla popolazione, fregandosene, però, dei danni apportati ai cittadini che hanno più di 6 anni, e soprattutto a tutta la popolazione che per anni, se non decenni ha bevuto acqua tossica senza saperlo, ma pagandola per buona. Anzichè preoccuparsi a fare controllo capillari sulla zona e segnalare TEMPESTIVAMENTE le situazioni di pericolo, si limita a dare acqua in bottiglie di plastica (producendo altri rifiuti) e mandare richieste di pagamento a chi si rifiuta di pagare un’acqua per buona che in verità buona non è.

Per la tabella dei valori di arsenico, vedi sotto; per la lettera di ACEA clicca qui e qui .

Vi auguriamo i nostri auguri di un buon Natale e Anno Nuovo.

ASS. DIFFERENZIA-TI.

 

Analisi chimica1

Acque ad uso potabile distribuite dal gestore Acea

Zone con valori di arsenico prossimi o eccedenti i limiti di 10g/L della legge 31/2001; periodo novembre-dicembre

Località di prelievo data arsenico g/L
Genzano
Via Monte Cagnoletto medio, utenza 13/12/10 9.6
Via Monte Cagnoletto basso, zona ex cantina sociale, utenza 13/12/10 12.8
Via Appia antica, zona Fornaci, utenza 13/12/10 16.3
Lanuvio
Piazza Carlo Fontana, zona centro 13/12/10 19.3
Velletri
Piazza Mazzini fontana artistica 15/11/10 20.8
Via Appia vecchia, fontanile alla rotatoria 14/11/10 26.0
Via B. Buozzi 164 utenza 15/11/10 15.0
Via Colle Zioni fontanella 17/11/10 21.2
Via della Peiola 34 utenza 26/11/10 15.2
Via Castagnoli utenza 26/11/10 16.5
Via Colle Ottone alto 96 utenza 30/11/10 17.1
Via Appia vecchia 48 utenza 30/11/10 15.8
Via Rioli 282 utenza 1/12/10 12.4
Via Appia vecchia 57 utenza 1/12/10 17.4
Via S. Paolo traversa Via Vascucce 3/12/10 19.7
Via Redina Pennacchi, utenza 3/12/10 15.1
Via Rioli, utenza 13/12/10 18.1
Ardea
Incrocio via Montagnano – Nettunense, fontanella 5/12/10 11.3
Via Ardeatina km 26, utenza 5/12/10 10.2
Via Innocenzo XII, utenza 5/12/10 10.3
Albano
Stazione di Cecchina, fontanella 5/12/10 10.6
Via Torino angolo – Pavona 4/12/10 10.0
Lariano
Via Colle Cagioli, utenza 15/12/10 15.1
Cisterna
Località Le Castella, utenza 5/12/10 12.6

1Analisi a titolo gratuito per conto di associazioni senza fini di lucroOrdine dei chimici 1895

Si ringrazia il dott. Aldo Garofalo per le analisi.

Analisi chimica1

Acque ad uso potabile distribuite dal gestore Acea

 

 

Zone con valori di arsenico prossimi o eccedenti i limiti di 10g/L della legge 31/2001

periodo novembre dicembre

Località di prelievo data arsenico g/L
Genzano
Via Monte Cagnoletto medio, utenza 13/12/10 9.6
Via Monte Cagnoletto basso, zona ex cantina sociale, utenza 13/12/10 12.8
Via Appia antica, zona Fornaci, utenza 13/12/10 16.3
Lanuvio
Piazza Carlo Fontana, zona centro 13/12/10 19.3
Velletri
Piazza Mazzini fontana artistica 15/11/10 20.8
Via Appia vecchia, fontanile alla rotatoria 14/11/10 26.0
Via B. Buozzi 164 utenza 15/11/10 15.0
Via Colle Zioni fontanella 17/11/10 21.2
Via della Peiola 34 utenza 26/11/10 15.2
Via Castagnoli utenza 26/11/10 16.5
Via Colle Ottone alto 96 utenza 30/11/10 17.1
Via Appia vecchia 48 utenza 30/11/10 15.8
Via Rioli 282 utenza 1/12/10 12.4
Via Appia vecchia 57 utenza 1/12/10 17.4
Via S. Paolo traversa Via Vascucce 3/12/10 19.7
Via Redina Pennacchi, utenza 3/12/10 15.1
Via Rioli, utenza 13/12/10 18.1
Ardea
Incrocio via Montagnano – Nettunense, fontanella 5/12/10 11.3
Via Ardeatina km 26, utenza 5/12/10 10.2
Via Innocenzo XII, utenza 5/12/10 10.3
Albano
Stazione di Cecchina, fontanella 5/12/10 10.6
Via Torino angolo – Pavona 4/12/10 10.0
Lariano
Via Colle Cagioli, utenza 15/12/10 15.1
Cisterna
Località Le Castella, utenza 5/12/10 12.6

1Analisi a titolo gratuito per conto di associazioni senza fini di lucroOrdine dei chimici 1895