Inceneritori, polveri sottili e nanoparticelle
Polveri sottili: inquinamento atmosferico e danni alla salute
La lotta all’inquinamento atmosferico è oggi una priorità per tutti i Paesi industrializzati: sui giornali e alle ‘tavole rotonde’ si fa un gran parlare di danni ambientali e di surriscaldamento del pianeta, ma non bisogna trascurare gli effetti nocivi che l’inquinamento ha sulla salute umana. E’ ormai noto, infatti, che il peggioramento della qualità dell’aria che respiriamo comporta un aumento generale dei problemi di salute (soprattutto nei soggetti più deboli, come i bambini e gli anziani) e una maggiore incidenza di malattie cardiocircolatorie, patologie respiratorie e tumori.
L’Unione Europea ha approvato direttive che stabiliscono i valori limite degli inquinanti dannosi per la salute, in particolare per le particelle sospese, una miscela di polveri di diversa dimensione, origine e composizione che, essendo molto piccole, tendono a rimanere sospese in aria e ad essere trasportate dal vento. Le particelle sospese (o TSP – Particolato Totale Sospeso) comprendono polveri ‘grosse’ PM10, particelle respirabili con un diametro inferiore a 10micrometri (10 millesimi di millimetro) e quindi in grado di penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio (dal naso alla laringe), polveri sottili (PM 2.5 – con diametro inferiore a 2,5 micrometri) e polveri ultrasottili. Le polveri hanno origine dai processi di combustione (gas di scarico di veicoli a diesel o a benzina, processi industriali, produzione energia elettrica, riscaldamento domestico). In inverno i loro valori sono superiori a quelli estivi, cosi come aumentano con la nebbia e con l’assenza di vento. Le polveri sottili ed ultrasottili rappresentano l’inquinante più dannoso per la salute: sono costituite da svariate sostanze tossiche (solfati, nitrati, metalli) e, grazie alle piccole dimensioni, vengono trasportate anche a lunga distanza, penetrano negli ambienti chiusi, vengono facilmente inalate e possono raggiungere le diverse parti dell’apparato respiratorio. Gli effetti nocivi sulla salute Gli effetti sulla salute potenzialmente attribuibili agli inquinanti ambientali possono essere ‘acuti’ (aggravamento di sintomi respiratori e cardiaci in soggetti predisposti, infezioni respiratorie acute, asma bronchiale, disturbi circolatori) oppure – nei casi di esposizione per lungo periodo – di tipo ‘cronico’ (tosse e catarro, diminuzione della capacità polmonare, bronchite cronica, BPCO). I principali studi condotti in Europa e Stati Uniti sulla correlazione fra inquinamento atmosferico e cancro sono concordi nel valutare che alti tassi di polveri sottili comportano sostanziali incrementi dell’incidenza del tumore ai polmoni, soprattutto se in associazione con altri noti fattori di rischio quali il fumo di sigaretta e alcune esposizioni professionali.
Inceneritori, polveri sottili e nano-particelle
Gli inceneritori sono impianti che vengono utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti attraverso un processo di combustione che avviene ad alte temperature. Gli impianti di ultima generazione bruciano a temperature sempre più elevate.
Proprio per quest’ultimo motivo, i nuovi inceneritori sono ancor più pericolosi dei precedenti. Infatti più elevata è la temperatura di combustione più sono piccole le dimensioni delle particelle emesse. Tutti i giorni le respiriamo e le ingeriamo: sono le polveri sottili (di dimensione micrometriche, ovvero del diametro medio compreso tra 10 e 1 micrometro) e le nano-particelle (ancora più piccole, con un diametro medio compreso tra 0,2 e 100 nanometri).
In generale le particelle sono liberate naturalmente in atmosfera dai vulcani attivi, dagli incendi, dall’erosione delle rocce, dalla sabbia sollevata dal vento, ecc. Di solito le particelle di queste provenienze sono piuttosto grossolane. Spesso più sottili e normalmente assai più numerose, sono le particelle originate dalle attività umane, soprattutto quelle che prevedono l’impiego di processi ad alta temperatura. Tra questi processi, il funzionamento dei motori a scoppio, dei cementifici, delle fonderie e soprattutto degli inceneritori. Cliccare qui.
Quindi l’attività di un inceneritore produce delle sostanze – polveri sottili e nano-particelle – di microscopiche dimensioni che s’insinuano nell’organismo umano attraverso l’apparato respiratorio ed anche attraverso l’apparato digerente, dato che le particelle si depositano anche sulle coltivazioni prossime agli impianti.
Qualsiasi sorgente ad alta temperatura provoca la formazione di particolato; più elevata è la temperatura, minore è la dimensione delle particelle prodotte; più la particella è piccola, più questa è capace di penetrare nei tessuti; ed inoltre non esistono meccanismi biologici o artificiali capaci di eliminare il particolato una volta che questo sia stato importato da un organo o da un tessuto: insomma le particelle durano per sempre.
Il corpo, non riconoscendo le nano-particelle, le isola come corpi estranei e questo, nel corso del tempo, può generare un gravissimo processo infiammatorio. In questi casi si parla di nano-patologie.
Purtroppo le particelle di dimensioni ancora più ridotte possono penetrare fino all’interno delle cellule, fino addirittura a ledere la struttura del DNA, con gravissime conseguenze come dimostrato dai numerosi casi di feti malformati. Una correlazione drammatica è quella con i soldati venuti a contatto con le nano-particelle prodotte dall’esplosione di armi costruite con materiale altamente tossico.
Fonte: sporchi da morire
INCENERITORI? NO GRAZIE!
Cari amici, ricordiamo ancora una volta il perche’ la via all’incenerimento dei rifiuti e’ una scelta vetusta e dannosa. Esistono delle alternative, tecnologicamente valide ed ecosostenibili. Buona lettura.
Inceneritore per rifiuti (o termovalorizzatore)
Un inceneritore (o termovalorizzatore) è un impianto industriale di incenerimento, per combustione, dei rifiuti.
E’ essenzialmente composto da un forno all’interno del quale vengono bruciati i rifiuti (CDR ovvero Combustibile Derivato da Rifiuti), a volte anche con l’ausilio di gas metano, che serve ad innalzare la temperatura di combustione nel caso il CDR non abbia sufficienti caratteristiche di potere calorifico; il calore prodotto porta a vaporizzazione l’acqua in circolazione nella caldaia posta a valle, e il vapore così generato aziona una turbina che trasforma l’energia termica in energia elettrica.
L’inceneritore o termovalorizzatore è quindi un impianto che utilizza come combustibile i rifiuti (CDR), con due obiettivi: eliminarli e produrre energia con il calore prodotto dalla loro combustione.
Il termine “termovalorizzatore” però, spesso utilizzato, è in realtà inappropriato, oltre che fuorviante, per il semplice motivo che il rendimento della cosiddetta valorizzazione del rifiuto, e cioè la quantità energetica ricavabile dal processo di combustione dei rifiuti, è di molto inferiore al rendimento di qualsiasi centrale elettrica tradizionale, e perchè l’intero processo di incenerimento (dalla raccolta allo smaltimento delle ceneri di scarto) consuma molta più energia di quanta ne occorrerebbe valorizzando il rifiuto con il riuso (raccolta differenziata, trattamento e riciclo).
E’ anche vero che pure il termine inceneritore potrebbe risultare “riduttivo”, poichè in effetti gli inceneritori o termovalorizzatori producono anche energia, ma le caratteristiche peculiari di un inceneritore restano la combustione, con conseguente rilascio in atmosfera di inquinanti sottilissimi e dannosi alla salute, e la produzione di ceneri di scarto che, è bene ricordarlo, rappresentano in peso il 30% del rifiuto in ingresso bruciato. Ciò significa che comunque, al termine del processo di incenerimento, i rifiuti in entrata vengono eliminati solo per il 70% del loro volume, creando quindi un ulteriore problema, quello dello smaltimento delle ceneri stesse
Per quanto riguarda le emissioni inquinanti, questi impianti sono dotati di sistemi di controllo che dovrebbero garantirne un rilascio ridotto, anche se permangono dei dubbi sull’effettiva efficacia della misurazione di tale impatto, poichè le altissime temperature (anche superiori ai 1.000°) utilizzate nel processo di combustione producono nanoparticelle finissime che sfuggono al controllo.
In Italia assorbono il 15% dei rifiuti raccolti, corrispondenti a circa 4 milioni di tonnellate.
Guarda la mappa degli inceneritori in Italia:

Il numero degli impianti di incenerimento attivi in Italia (fonte: ansa.it) per i rifiuti nel 2007 ha subito una leggera flessione, passando da 50 a 47, per il fermo impianto, per diverse cause, di tre di essi. Questo quanto emerge dall’ultimo ‘Rapporto rifiuti’ dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Il 60% degli impianti operativi di incenerimento rifiuti e’ localizzato nel nord Italia, dove su 28 impianti, 3 sono in Lombardia e 8 in Emilia Romagna. Nelle regioni del centro ci sono 12 impianti: 7 in Toscana, 3 nel Lazio e uno rispettivamente nelle Marche e in Umbria. I restanti sette impianti sono localizzati in Puglia (1), Basilicata (2), Calabria (1), Sicilia (1) e Sardegna (2). Per quanto riguarda gli impianti non operativi, quello di Potenza e’ ancora in fase di collaudo, quello di Taranto risulta fermo per problemi di carattere tecnico-gestionale, mentre per l’impianto di Cà del Bue di Verona (fermo dal 2006) si e’ in attesa di una eventuale riconversione tecnologica degli attuali forno a ‘letto fluido’. L’impianto di Siena dovrebbe invece essere riattivato entro fine anno, dopo una serie di interventi di ristrutturazione. Secondo il rapporto Ispra, per quanto riguarda gli impianti pianificati o in costruzione, nel Lazio sara’ operativo, probabilmente entro il 2009, il gassificatore di Roma-Malagrotta e verra’ potenziato l’impianto di S. Vittore del Lazio con la costruzione di una seconda linea capace di 102.700 tonnellate di Cdr. In Campania domani verra’ inaugurato l’impianto di Acerra. Nel 2007, anno su cui si basa il rapporto Ispra, i rifiuti complessivamente inceneriti negli impianti per il trattamento dei rifiuti urbani ammontano a circa 4,5 milioni di tonnellate, di cui 3,5 di indifferenziati, 319 mila tonnellate di frazione secca da trattamento meccanico-biologico, 661 mila tonnellate di Cdr, 489 mila tonnellate di altri rifiuti speciali e 36 mila tonnellate di rifiuti sanitari. I rifiuti pericolosi trattati sono oltre 66 mila tonnellate, costituiti in gran parte da rifiuti del settore sanitario e ospedaliero.
In molti paesi, come l’Olanda, è in atto una politica che prevede la progressiva chiusura degli inceneritori, a favore di prevenzione e raccolta differenziata. In altri, come Finlandia, Grecia e Irlanda, non esistono.
L’utilizzo degli inceneritori come pratica di smaltimento può essere criticata soprattutto per l’idea sbagliata che trasmette, e cioè che sia più semplice sbarazzarsi dei rifiuti bruciandoli anzichè valorizzarli. In realtà, agendo sulla prevenzione, la riduzione dei consumi e dei rifiuti e la raccolta differenziata, è facile dimostrare non solo che l’intero processo di riciclo è assolutamente più rispettoso dell’ambiente e della salute, ma anche economicamente più conveniente.
Non bisogna infatti dimenticare che gli inceneritori godono di finanziamenti pubblici (Cip6) senza i quali, da un punto di vista economico e finanziario, non avrebbero le risorse per funzionare.
Gli inceneritori più diffusi in Italia ed in Europa sono “a griglie”.
Funzionamento di un inceneritore
Il funzionamento di un inceneritore a griglie può essere suddiviso 6 fasi:
- Arrivo dei rifiuti Provenienti dagli impianti di selezione del territorio (ma anche direttamente dalla raccolta del rifiuto indifferenziato), i rifiuti vengono stoccati in un’area dell’impianto dotata di sistemi di aspirazione, per evitare il disperdersi di cattivi odori. Mediante una gru, i rifiuti vengono depositati nel forno.
- Combustione Il forno è solitamente dotato di una o più griglie mobili per permettere il continuo movimento dei rifiuti durante la combustione. Una corrente d’aria forzata viene inserita nel forno per apportare la necessaria quantità di ossigeno che permetta la migliore combustione, mantenendo così molto alta la temperatura (fino a 1000° C e più). Per mantenere tali temperature, qualora il potere calorifico del combustibile sia troppo basso, talvolta viene immesso del gas metano.
- Produzione del vapore La forte emissione di calore prodotta dalla combustione di metano e rifiuti porta a vaporizzare l’acqua in circolazione nella caldaia posta a valle, per la produzione di vapore.
- Produzione di energia elettrica Il vapore generato mette in movimento una turbina che, accoppiata ad un motoriduttore ed alternatore, trasforma l’energia termica in energia elettrica.
- Estrazione delle ceneri Le componenti dei rifiuti non combustibili (circa il 10% del volume totale ed il 30% in peso, rispetto al rifiuto in ingresso) vengono raccolte in una vasca piena d’acqua posta a valle dell’ultima griglia. Le scorie, raffreddate in questo modo, sono quindi estratte e smaltite in discariche speciali, mentre le polveri fini (circa il 4% del peso del rifiuto in ingresso) intercettate dai sistemi di filtrazione sono normalmente classificate come rifiuti speciali pericolosi. Entrambe vengono smaltite in discariche per rifiuti speciali; esistono esperienze di riuso delle ceneri pesanti.
- Trattamento dei fumi Dopo la combustione i fumi caldi passano in un sistema multi-stadio di filtraggio, per l’abbattimento del contenuto di agenti inquinanti sia chimici che solidi. Dopo il trattamento e il raffreddamento i fumi vengono rilasciati in atmosfera a circa 140° C.
Attualmente, nessun sistema di filtraggio oggi disponible sul mercato è in grado di trattenere le particelle inquinanti (particolato) con diametro inferiore ai 2,5 nanometri: è questo il principale problema di qualunque inceneritore, ed allo stesso tempo la causa di un inquinamento “sconosciuto” (i misuratori di particelle inquinanti arrivano a misurare solo diametri superiori), che desta allarme presso i cittadini e la comunità scientifica.
Fonte: Educambiente
Roma rifiuti zero?
_Differenziati.org oltre 60.000 visite. Grazie a tutti per la fiducia che ci date nel riportare le notizie e per come ci seguite.
_ATTENZIONE, PROSSIMI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA RIGUARDANTI LA VERTENZA INCENERITORE E DISCARICA, LA CITTADINANZA E’ CHIAMATA ALLA PARTECIPAZIONE.
- Venerdì 14 Ottobre ore 17 assemblea cittadina ad Albano, Piazza san Pietro
- Domenica 16 Ottobre ore 10.30 assemblea pubblica a Montagnano, loc casette rosse
- SABATO 22 OTTOBRE CORTEO CITTADINO IN CONCOMITANZA CON IL PRONUNCIAMENTO DEL TAR LAZIO SULL’INCENERITORE DI CERRONI-AMA-ACEA. ORE 15:00 PIAZZA MAZZINI ALBANO LAZIALE. LA CITTADINANZA E’ CHIAMATA ALLA PARTECIPAZIONE MASSICCIA.
_Domani si terrà un Convegno che vedrà come protagonisti alcuni esponenti politici appartenenti all’attuale maggioranza comunale (Roma) e Regionale, fin qui dediti alla solita, vecchia e anti economica politica fatta di scavi, buche, discariche e….. Manlio Cerroni.
Basti vedere la recente individuazione di Riano quale nuovo sito, sostitutivo dell’ormai devastata Malagrotta. Tristissima vicenda culminata in questi giorni con manifestazioni di contestazione delle popolazioni locali e, udite udite, con la partecipazione di Piero Marrazzo, ormai arrivato a manifestare persino contro se stesso e la sua scellerata gestione rifiuti, promossa in qualità di Presidente della Regione.
Non ci credete? Ecco qua: clicca qui.
Si può andare avanti con certa gente? Crediamo proprio di no.
Tornando a bomba, domani dovrebbero spiegarci come si farà la Roma dei rifiuti zero. Ci si può credere?
Pubblichiamo affinchè la cittadinanza si mobiliti e determini un reale cambiamento su una questione che dovrebbe essere “bipartisan”, qual’è quella riguardante la salute pubblica. Nel merito sarà interessante la presenza di Jack Macy, direttamente da San Francisco, per un seria testimonianza di come si possa riciclare oltre il 70% dei rifiuti anche in una grande città, così come quella del Presidente del Comitato di Malagrotta Sergio Apollonio.
Tutti gli altri bisognerà registrarli, filmarli e memorizzarli a dovere, affinchè mantangano (si spera) una posizione coerente rispetto ai temi del Convegno, apparentemente in linea con quanto Differenziati va promuovendo da anni. Ovviamente bisognerà capire come intendano arrivare all’obiettivo. Unica alternativa NON accettabile, è quella dell’incenerimento. Qui non si passa e non si passerà mai!
Per chi volesse partecipare e/o vigilare, eccone i dettagli:
Martedì 11 ottobre, alle ore 17.30 presso la Sala Quaroni nella sede di Eur SpA in via Ciro il Grande n. 16, si terrà il convegno dal titolo: “Roma futura, un’idea di città – Obiettivo RRZ: Roma a Rifiuti Zero”.Interverranno il Responsabile Commerciale del Progetto Zero Waste del Dipartimento Ambiente della Città e della Contea di San Francisco Jack Macy, il Deputato Pdl e componente della Commissione Cultura della Camera Fabio Rampelli, il Presidente della Commissione Ambiente e Verde Pubblico di Roma Capitale Andrea De Priamo, il Presidente di AMA Piergiorio Benvenuti, il Presidente del Comitato di Malagrotta Sergio Apollonio e Mario Caniglia del Movimento EcoItaliaSolidale
Ringraziamo: http://www.eur.roma.it/news.php?news=3370#ixzz1aPJZo9qD
Intervento della Dott.ssa Patrizia Gentilini al convegno “ecoBALLE & ecoMAFIE”
_Gli effetti sanitari (quelli veri) inerenti la termocombustione dei rifiuti, gli studi “travisati” o non rispettati nel loro rigore scientifico, la logica che muove l’incenerimento del Cdr e l’informazione distorta che a cascata spesso (non sempre) viene fatta al cittadino. Questi video (in ordine) riportano l’intervento della dott.ssa Patrizia Gentilini al convegno “ecoBALLE & ecoMAFIE” tenutosi a Marino lo scorso diciotto dicembre. Ogni cittadino ancora convinto della validità dei termoinceneritori come metodica sanitaria ed economica per il trattamento dei rifiuti ha “l’obbligo” morale di visionare questi video, chi invece è già ampiamente informato è chiamato ad inoltrare il presente post ad altre persone ancora poco consapevoli o favorevoli circa la tematica inceneritori. Mettetevi comodi, cinquanta minuti di verità e trasparenza scientifica spiegate con estrema semplicità. Il nostro più sincero grazie alla dott.ssa Patrizia Gentilini e all’ISDE per il loro fondamentale operato. No al “gassificatore” dei Castelli Romani – Albano Laziale. Buona visione.
_Parte prima.
_Parte seconda.
_Parte terza.
_Parte quarta.
_Parte quinta.
_Parte sesta.
_Parte settima ed ultima.
La Dottoressa Patrizia Gentilini al convegno “ecoBALLE & ecoMAFIE”
Importanti studi epidemiologici non trovano sufficiente visibilità su organi di stampa nazionale. La Dott.ssa Patrizia Gentilini, membro dell’ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) ha partecipato al convegno “ECOBALLE & ECOMAFIE: Smaltire i rifiuti è una necessità, bruciarli è una speculazione” tenutosi lo scorso 18 dicembre 2009 al Museo Civico di Marino Laziale (RM) ed organizzato da DIFFERENZIA-TI, associazione impegnata nella lotta contro il gassificatore dei Castelli Romani. Il tema della conferenza e’ stato il trattamento dei rifiuti e il loro impatto sull’ambiente e, quindi, le ricadute sulla salute dei cittadini. La principale missione dell’ISDE vuole essere quella di offrire un servizio non soltanto alla cittadinanza, ma anche alla classe politica, troppo spesso chiamata a decidere sulle tematiche in oggetto in base a studi e pubblicazioni caratterizzati da minimi requisiti scientifici. Quale specifico esempio e’ stato ricordato l’importante studio di Elliot, recentemente travisato da eminenti rappresentanti della comunita’ scientifica italiana, rei di aver minimizzato l’incidenza dei tumori in relazione alla vicinanza delle popolazioni agli impianti di incenerimento/termovalorizzazione. In sostanza l’esatto contrario dei contenuti essenziali di tale eminente studio. Risulta quindi automatico associare al semplice business molte delle pregresse decisioni politiche regionali in tema di trattamento dei rifiuti. Le multiutility dell’Emilia Romagna sono ad esempio oggetto di indagine magistratuale poiche’ correlate all’ex sottosegretario, On. Cosentino, oggi accusato di associazione con il clan camorristico dei Casalesi. La conseguenza ulteriore potrebbe quindi essere quella di un’informazione mediatica condizionata nei suoi contenuti reali e scientifici, allo scopo di favorire un’enorme affare economico. Tuttavia gli inceneritori sono classificati come Industria Insalubre di prima classe, poiche’ capaci di minacciare i territori ove questi vengono costruiti. Tra i prodotti della combustione, i più importanti e dannosi sono le diossine e i particolati contenenti metalli pesanti. Le diossine prodotte, unitamente alla vaporizzazione dei metalli non possono considerarsi come realmente volatili, in virtu’ del principio della Termodinamica enunciato da Lavoisier, secondo il quale in natura nulla si crea e nulla si distrugge. Per questo motivo il particolato e le diossine prodotti da questi ecomostri, finiscono per ricadere sui territori vicini ed entrare inevitabilmente nella catena alimentare, con incalcolabili conseguenze dannose. Tra gli impatti sulla salute umana si ricorda quello determinato dalla diossina che si accumula a livello di tessuto adiposo (grasso), piu’ marcatamente nelle Donne e conseguentemente sui feti e quindi sui neonati. A proposito della diossina, oggi nei Paesi piu’ avanzati vengono imposti circa tre controlli annuali presso gli inceneritori, ciascuno dei quali pari a 6/8 ore (controlli delle emissioni al camino). I risultati di questi controlli hanno dato vita ad alcuni studi molto complessi ed incrociati, capaci di determinare quali siano le maggiori fonti di inquinamento in grandi citta’ come Parigi, dotate di tali strutture. I risultati di tali studi hanno dimostrato inequivocabilmente che gli inceneritori, insieme al riscaldamento domestico e al traffico veicolare, sono la causa principale di inquinamento atmosferico. In Svezia e’ stato recentemente determinato come una percentuale che va dal 17% al 30% del particolato totale, sia prodotto dai piu’ moderni impianti di incenerimento dei rifiuti (ove presenti), ovvero quegli stessi impianti che molta letteratura vuol far passare come per “sicuri”. Il particolato puo’ avere varie misure e oggigiorno ne sentiamo reiteratamente parlare poiche’ associato all’inquinamento da traffico automobilistico, spesso causa di crociate mediatiche e blocchi alla normale circolazione. Ma questo e’ un particolato piu’ grossolano e, paradossalmente, meno pericoloso di quello prodotto da qualsiasi inceneritore. Le altissime temperature necessarie per bruciare la plastica (e non solo…) puo’ produrre un particolato ultrafine classificato come 0,1 con una misura paragonabile ai virus per cui capace di veicolare sostanze nocive nel sangue e in tutti i distretti dell’organismo, inclusi sistema cardiovascolare e Genoma. E’ stato inoltre calcolato che il 64% delle diossine totali vengono prodotte dalla combustione dei rifiuti e soltanto l’1,1% dal piu’ famoso “traffico” cittadino. Insomma, quanto piu’ si risiede nei pressi di uno di questi impianti, tanto piu’ aumenta l’incidenza di processi infiammatori cronici (fase iniziale), asma (specie nei Bambini), sviluppo con basso peso corporeo, fino ad arrivare ad esiti piu’ infausti come il tumore, danni ossidativi (morbo di Alzheimer) ed altre patologie neuro degenerative. Tutte malattie con futuribili costi sociali a crescita esponenziale. I metalli prodotti e veicolati da questi processi di combustione possono essere il piombo (cancerogeno al pari della diossina), il cadmio (danni alla tiroide e al sistema di riproduzione), il cromo e l’arsenico (danni ai polmoni, neuropsichici e al piu’ generale tessuto cerebrale). Sostanze acclaratamente capaci di entrare nella nostra catena alimentare, accumulandosi nei circostanti organismi viventi, anche i piu’ lontani. La gia’ citata diossina puo’ determinare sarcomi, linfomi proprio per la sua capacita’ immunosoppressiva, ovvero deprimente le difese nel nostro sistema immunitario (vedi l’azione dei linfociti T regolari). La criticita’ maggiore e’ che gli impianti in questione vengono spesso gestiti in maniera non corretta, come nel recente caso di sequestro registrato a Colleferro (RM). Non e’ quindi accettabile che l’Istituto Superiore di Sanita’ (ISS), il Ministero del Welfare e della Sanita’ possano dichiarare ufficialmente (dati pubblici) che l’impianto di Acerra (NA) produrra’ un impatto ambientale sulle popolazioni residenti paragonabile al traffico urbano. In citta’ come Brescia, comune da tempo ospitante uno tra i termovalorizzatori piu’ grandi d’Europa, e’ stata recentemente scoperta nel latte materno di una donna (residente nelle vicinanze), una preoccupante percentuale di diossina, addirittura superiore ai limiti di legge fissati per il latte vaccino normalmente in commercio. Sarebbe come dire che l’alimento da sempre considerato come sano per eccellenza, sia oggi non commerciabile in alcune zone del nostro Paese! Problema informativo? La Dottoressa Patrizia Gentilini ha concluso il Suo prezioso intervento ricordando come importanti studi epidemiologici, incentrati sui fattori di rischio fin qui analizzati, abbiano trovato spazio soltanto su qualche quotidiano locale. Purtroppo e’ finora mancata la dovuta attenzione da parte degli organi di stampa nazionali. Illuminati ricercatori indipendenti (internazionalmente riconosciuti) hanno reso possibile la comprensione del fenomeno senza condizionamenti politici e senza diretti interessi economici, perche’ animati soltanto dal sacro spirito scientifico. Sensibilizzare oggi le popolazioni all’incentivo della raccolta differenziata, del riciclo e del riuso di gran parte dei rifiuti (intesi quale risorsa), sarebbe tanto piu’ importante per quelle localita’ gia’ gravate da elevati inquinamenti industriali come la Pianura Padana. Non esistono al mondo tecnologie in grado di produrre dei filtri arginanti le emissioni nocive degli inceneritori, oltretutto necessitanti di vicine ed insane discariche, inevitabilmente destinate anche ai residui della combustione (ceneri) da trattare come rifiuti speciali. A conclusione dei lavori ci piace sottolineare la citazione della nostra graditissima ospite, secondo la quale “incenerire i rifiuti resta una follia che”, come detto da Prof. Tomatis, “le generazioni future non ci perdoneranno”.
Un sentito grazie alla Dottoressa Patrizia Gentilini e ai Medici per l’Ambiente ISDE.
Autore articolo, Associazione DIFFERENZIA-TI. Seguirà video del convegno a breve.
“ecoBALLE & ecoMAFIE”, anche DIFFERENZIA-TI contro il gassificatore
“Ecoballe e Ecomafie – Smaltire i rifiuti è una necessità, bruciarli è una speculazione”. Questo è il titolo dell’incontro che avrebbe dovuto tenersi presso l’Aula magna del Tribunale di Velletri, ma che all’ultimo momento è stato spostato a Marino, al museo civico, non senza una discreta coda di polemiche. L’incontro è stato aperto dai rappresentanti di “Differenzia-ti”, l’associazione promotrice, che come scopo ha quello di «fare sistema sul territorio e coltivare la cultura del dubbio, ovvero quella cultura che vuole conoscere e che non dà niente per scontato», come hanno ricordato Renato Sabelli e Luca Tittoni. Dopo l’intervento dell’avvocato dei No Inc, Daniele Castri, che ha ripercorso le vicende legali legate alla costruzione dell’impianto di Roncigliano, è stata la volta di un saluto da parte del sindaco Palozzi e dell’intervento del deputato Antonio Rugghia. Il primo cittadino marinese ha ribadito la ferrea necessità di porre prima d’ogni altra cosa la differenziata, poi ha chiuso dicendo: «si cerchi una soluzione che rispetti la vita dei cittadini». Dopo di che ha dato la sua disponibilità a firmare la richiesta di sospensiva dell’AIA, come hanno già fatto alcuni altri suoi colleghi. L’intervento di Antonio Rugghia (Membro Commissione Bicamerale Rifiuti e anche lui fra i firmatari del documento di cui sopra) è stato molto articolato e, basandosi anche sul lavoro in Commissione rifiuti, il deputato ha parlato della situazione del Lazio partendo dall’emergenza del 1999 e ricordando che la Giunta Storace, nel suo piano, prevedeva l’esistenza alla fine dei lavori di sette impianti per la termovalorizzazione. Il politico ha poi espresso il suo punto di vista sui rapporti fra istituzioni «non è possibile imporre con la forza le scelte alle popolazioni, non si può ricorrere sistematicamente a decreti o dichiarare emergenze. Si deve parlare invece con le istituzioni locali, si deve rispettare chi fa politica sul territorio». Ma Rugghia ha anche parlato del concetto di valutazione ambientale, che a suo avviso dev’essere «di tipo strategico» e deve tenere conto di molti fattori. L’intervento si è chiuso con il racconto, una sorta di messa in guardia, sulle vicende legate all’impianto di Colleferro e alle differenze fra come sembrava che le cose stessero andando e come andavano davvero. Conclusosi il turno di Antonio Rugghia hanno preso la parola Patrizia Gentilini (Isde, International society of doctors for the environment), Massimo Morigi (Ispra, Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale), che ha contestato i valori di alcune analisi date fino ad oggi per buone, Massimo Gargano (Presidente Coldiretti Federazione Regionale e Vicepresidente nazionale), il cui intervento ha destato non poche polemiche, visto che il numero uno di Coldiretti si è scagliato contro i politici che hanno cambiato bandiera e si è tirato fuori dalla lotta e Veronica Trasmondi, Responsabile Eno-Turismo di un’Azienda vitivinicola del territorio. (Fonte: Castellinews, per l’articolo clicca qui)
Comunicato stampa convegno “ecoBALLE & ecoMAFIE”
Comunicato stampa | 05
Oggetto: convegno ecoBALLE & ecoMAFIE, Marino Laziale
Si è svolto oggi presso il Museo Civico di Marino Laziale (Roma) il convegno “Ecoballe & Ecomafie” organizzato dall’associazione Differenzia-ti in merito anche e soprattutto al costruendo gassificatore di Albano Laziale.
Il convegno, decisamente impostato sui prestigiosi contributi tecnico-scientifici della Dott.ssa Patrizia Gentilini (Isde – International Society of Doctors for the Environment) e del Dott. Massimo Morigi (ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), si è svolto con l’obiettivo di riunire ed informare con competenze tecniche ed autorevoli le più diverse realtà presenti sul territorio: da quelle associative, fino a quelle politico amministrative passando per le realtà imprenditoriali dei Castelli Romani. Il livello e l’esperienza dei relatori presenti, tra cui l’On. Antonio Rugghia (Commissione bicamerale attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti), Dott. Aldo Garofolo (chimico e tecnico del Coordinamento No inceneritore Albano), Dott. Daniele Castri (referente legale del Coordinamento No inceneritore Albano) e Veronica Trasmondi esperta nel settore dell’enoturismo, ha mostrato la situazione attuale del comprensorio e dimostrato poi gli inquietanti scenari verso cui verrebbero proiettati i Castelli Romani.
Al convegno ha inoltre partecipato, in veste di relatore, il Dott. Massimo Gargano (presidente Coldiretti Federazione regionale e vicepresidente nazionale), che ha sostenuto l’opposizione alla costruzione di inceneritori nel territorio laziale. In particolare, tale contrarietà è rafforzata, laddove questi impianti di termocombustione dovessero sorgere nei pressi di aree agricole di pregio, minacciando così i marchi DOC, DOP ed IGP, volani dell’economia. Si contravverrebbe infatti a quanto stabilito dall’art.21 del D.Lgs. 228/01, che introduce il concetto di “interferenza” riferito alla localizzazione degli impianti di smaltimento di Rsu rispetto alle aree a vocazione agricola di pregio, ed il regolamento Cee n° 2092/91, volto a tutelare le superfici nelle quali si ottengono prodotti con tecniche che si rifanno a principi di agricoltura biologica e zone aventi specifico interesse agrituristico.
L’associazione Differenzia-ti ha poi apprezzato gli interventi del Sindaco di Marino Laziale, On. Adriano Palozzi, che ha offerto la sua disponibilità a sostenere l’azione di sospensiva cautelare dell’AIA ed ha contribuito a ringraziare l’associazione stessa per la sede scelta, considerando inoltre il convegno come una preziosa possibilità di informazione.
Tra i presenti, inoltre, il presidente della Commissione ambiente della Regione Lazio, l’On. Claudio Bucci già firmatario della sopra citata sospensiva attinente il possibile impianto castellano, ed il candidato sindaco ad Albano Laziale per la coalizione di centro-sinistra, Dott. Nicola Marini.
Verso la chiusura del convegno la Dott.ssa Patrizia Gentilini ha illustrato dettagliatamente le alternative ad impatto zero e tecnologicamente all’avanguardia nella gestione/smaltimento dei rifiuti; un accento propositivo che l’associazione Differenzia-ti ha messo da subito tra i suoi obiettivi principali per una corretta campagna di confronto e informazione tra gli attori coinvolti nella vertenza: società civile, economica, politica e associazionismo attivo sul territorio.
Variazione sede convegno “ecoBALLE & ecoMAFIE”
Gentile invitato,
causa improvvisa indisponibilità tecnica comunicataci in data odierna dell’Aula Magna del Tribunale di Velletri, il convegno si terrà presso:
la sala del Museo Civico Umberto Mastroianni
Piazza Giacomo Matteotti, 13
Marino, Roma
Si svolgerà dalle ore 9.30 alle ore 13.30, la scaletta dei relatori invitati non ha subito alcuna variazione.
Ricordiamo che saranno presenti relatori di spicco quali, ad esempio la Dott.ssa Patrizia Gentilini (ISDE, International Society of Doctors for the Environment), l’On. Antonio Rugghia (Commissione parlamentare di inchiesta sulle attivita’ illecite connesse al ciclo dei rifiuti), il Dott. Massimo Morigi (ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), Dott. Massimo Gargano (Presidente Coldiretti Fed. Regionale e Vicepresidente nazionale) e la Dott.ssa Carla Poli del centro di riciclo di Vedelago (TV) ed altri.
Hanno inoltre confermato la loro partecipazione esponenti del mondo dei media, dell’imprenditoria, delle associazioni, del delle forze dell’ordine, dell’ambito giudiziario, della politica, degli organi sanitari.
La preghiamo di volerci scusare per questo cambiamento di programma e contiamo sulla Sua presenza a questo importante evento, al fine di ideare e sviluppare sinergie volte alla salvaguardia e allo sviluppo dell’ambiente nei Castelli Romani proponendo soluzioni reali.
Con la speranza di fare cosa gradita porgiamo cordiali saluti.
Verso “ecoBALLE & ecoMAFIE” – Velletri 18 dicembre 2009
ATTENZIONE, il luogo del convegno ecoBALLE & ecoMAFIE è stato modificato, vai all’ultimo post pubblicato nel sito per tuttigli aggiornamenti o contatta l’associazione.
L’Associazione DIFFERENZIA-TI lavora al convegno “ecoBALLE & ecoMAFIE” che si svolgerà il 18 dicembre 2009 dalle ore 9:30 alle ore 16:00 presso l’Aula Magna del Tribunale di Velletri. Per informazioni dettagliate sul programna, sui relatori e su come partecipare visita la pagina contatti del portale. Giovedi 17 dicembre incontreremo la Dott.ssa Patrizia Gentilini in una cena aperta al pubblico per festeggiare insieme la costituzione della nostra associazione presso un agriturismo di pregio dell’area Castelli Romani. Per informazioni visitate la pagina contatti.
E’ la Tua terra – verso il convegno “EcoBALLE & ecoMAFIE”.
Presentazione convegno “ecoBALLE & ecoMAFIE”
L’associazione DIFFERENZIA-TI promuove un convegno di studi sul tema dei gassificatori, con particolare riferimento al costruendo “gassificatore” di Albano Laziale, dal titolo: “ecoBALLE & ecoMAFIE” – Smaltire i rifiuti è una necessità, bruciarli è una speculazione. Dall’emergenza dei rifiuti al rifiuto dell’emergenza, politiche attuali e possibili alternative in tema di smaltimento e riutilizzo -.
Il convegno avrà luogo venerdi 18 dicembre 2009 presso l’Aula Magna del Tribunale di Velletri dalle ore 09:30 alle ore 16:00 circa.
Interverranno esponenti di spicco del mondo scientifico, politici, amministratori locali dell’area Castelli Romani e non solo, esponenti delle forze dell’ordine, imprenditori nei settori dello smaltimento dei rifiuti, della produzione agroalimentare, del turismo e di altri aspetti caratterizzanti della società.
Presentazione “ecoBALLE & ecoMAFIE” – Smaltire i rifiuti è una necessità, bruciarli è una speculazione. Dall’emergenza dei rifiuti al rifiuto dell’emergenza -
Tale convegno, a significativa valenza tecnico-scientifica, nasce dall’esigenza di sopperire a una carenza di un’informazione autorevole in materia ambientale su tematiche che interessano il territorio dei Castelli Romani, soprattutto alla luce del temuto inizio dei lavori per la costruzione del “gassificatore” nel Comune di Albano Laziale. A tal fine saranno ospiti, in qualità di relatori, personalità di spicco tra cui: la Dott.ssa Patrizia Gentilini (ISDE, International Society of Doctors for the Environment), l’On. Antonio Rugghia (membro della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attivita’ illecite connesse al ciclo dei rifiuti), il Dott. Massimo Morigi (ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), Dott. Massimo Gargano (Presidente Coldiretti Fed. Regionale e Vicepresidente nazionale) e la Dott.ssa Carla Poli del centro di riciclo di Vedelago (TV). Interverranno inoltre: il Dott. Daniele Castri, referente legale del “Coordinamento No inceneritore Albano”, il giornalista d’inchiesta Dott. Claudio Oberlechner (Presidente dell’ass.ne Onlus Diritti e Partecipazione) e la Sig.ra Veronica Trasmondi Responsabile Eno-Turismo di un’Azienda Vitivinicola del territorio. A tale convegno l’associazione DIFFERENZIA-TI invita tutti gli organi di stampa, rappresentanti del mondo dell’imprenditoria, delle forze dell’ordine, dell’ambito giudiziario, della politica, degli organi sanitari, esponenti di tutte le amministrazioni comunali dell’area e delle associazioni per la tutela dell’ambiente e della società civile nel suo complesso. L’Associazione DIFFERENZIA-TI Onlus ritiene fondamentale la Sua presenza a questo convegno, affinchè le più diverse componenti del nostro territorio acquistino consapevolezza circa le potenzialità e le problematiche ad esso connesse, ma soprattutto per ideare e sviluppare sinergie volte alla salvaguardia e allo sviluppo dell’ambiente nei Castelli Romani proponendo soluzioni reali.
Importante: Per informazioni o inviti attinenti il convegno “ecoBALLE & ecoMAFIE” organizzato dall’Associazione DIFFERENZIA-TI visita la pagina “CONTATTI” del nostro sito e scrivi ai vari indirizzi e-mail opportunamente indicati. La partecipazione è subordinata al ricevimento dello specifico invito. Grazie.
