Discarica Corcolle

Rifiuti, Pecoraro si dimette, il Governo rinuncia alla discarica a Villa Adriana

_(Fonte articolo, clicca qui) Sembra svanire la possibilità che la nuova discarica di Roma sorga a Corcolle, il contestato sito non distante da Villa Adriana. Sulla scelta, oggetto di forti contestazioni e polemiche nei giorni scorsi 1, il Consiglio dei ministri ha condiviso oggi le considerazioni del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che ha messo in evidenza la responsabilità cronica delle amministrazioni competenti “non in grado di assumere decisioni adeguate e misure efficaci ad assicurare il rispetto delle direttive europee e delle leggi nazionali in materia di gestione dei rifiuti.” Da tempo Clini si oppone alla scelta di Corcolle e preme piuttosto per un deciso rafforzamento della raccolta differenziata nella capitale. Che l’opzione Corcolle stia sfumando lo confermano anche le dimissioni del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, principale sponsor di questa soluzione, dall’incarico di “Commissario delegato” per l’emergenza rifiuti a Roma. Al suo posto il Consiglio dei Ministri “ha deciso di conferire l’incarico al Prefetto Goffredo Sottile”. A Sottile palazzo Chigi ha conferito l’incarico di procedere urgentemente “all’individuazione della discarica necessaria a dare soluzione al problema della gestione del ciclo integrato dei rifiuti della Capitale”. La svolta del governo è stata salutata con soddisfazione dal Pd. “Sgomberato il campo dalla possibilità del tutto insensata di collocare la discarica alle porte di Villa Adriana – affermano i senatori Francesco Ferrante e Roberto Della Seta – ora bisogna che tutte le parti coinvolte, a cominciare dal sindaco Alemanno e dalla governatrice Polverini, si assumano finalmente le loro responsabilità per evitare che nei prossimi mesi Roma precipiti in un’emergenza ambientale e sociale drammatica”. Costretto invece a incassare l’ennessima bacchettata del ministro Clini, il sindaco di Roma Alemanno fa buon viso a cattivo gioco. “Voglio fare un atto di riconoscimento al avoro svolto e alla sua linearità al prefetto Pecoraro”, afferma il primo cittadino della capitale. “Ha portato avanti un lavoro molto buono anche se la proposta finale non era condivisibile, però va dato atto al lavoro svolto – aggiunge Alemanno – Adesso il nuovo commissario avrà il compito di trovare una soluzione realmente sostenibile, vanno fatte nuove valutazione su tutti i siti e sono convinto che si riuscirà a trovare una soluzione che sia più sostenibile di Corcolle. Massima collaborazione da parte nostra”. Ad ogni modo, sottolinea il sindaco “penso ci siano tutte le carte, tutte le analisi per poter giungere, anche in una settimana, ad una decisione. Credo non ci sia bisogno di tempo, ma di un’intensa concentrazione in pochi giorni per giungere ad una decisione”.


Una discarica a 750 metri dalla Versailles dei romani

_Inceneritori bocciati senza se e senza ma fatti miracolosamente riapprovare in tutta fretta e discariche tra antiche rovine romane. Benvenuti nel governo dei tecnici e delle banche.

_(Fonte articolo, clicca qui) Il Presidente del Consiglio ha confermato la sua piena fiducia al prefetto Pecoraro sulla gestione dei rifiuti della capitale e la discarica si avvicina sempre più a Corcolle. Contro: i ministri dei Beni culturali e dell’Ambiente, il sindaco, il presidente della Provincia, 77 europarlamentari e soprattutto il movimento di intellettuali, ambientalisti e cittadini che si allarga sempre di più. Questa sera raduno davanti a Villa Adriana e sabato 26 maggio, alle 10, un’altra manifestazione. Se il Prefetto e il presidente della Regione credono che la battaglia per la nuova discarica della capitale sia vinta grazie al placet, dato dal Presidente del Consiglio, non hanno calcolato il compatto movimento di protesta che da mesi è coeso nella difesa del territorio e di Villa Adriana. E non sono solo i cittadini che vivono a pochi passi dal sito nel quale si riverseranno “temporaneamente” i rifiuti della città, ma rappresentanti del mondo della cultura nazionale e mondiale. Impensabile ipotizzare per un francese, per un tedesco persino per un giapponese che un’istituzione ratifichi la costruzione di una discarica nell’area nella quale sorge un bene riconosciuto patrimonio dell’UNESCO. E’ come se davanti al Colosseo si attrezzasse un mercato di souvenir e un fast food mobile; come se a Villa Borghese si costruissero dei palchi sui pini secolari; come se Fontana di Trevi diventasse un centro commerciale all’aria aperta… Perché chi vive all’altro capo del mondo capisce che tutto ciò sarebbe inaccettabile e chi, con la macchina blu, può ritrovarsi tutti i giorni comodamente tra la meraviglia, lo ritiene fattibile e, quando può evitarlo, non capisce e ratifica Una prima risposta netta arriva da Andrea Carandini, che ieri ha rifiutato l’invito rivoltogli dal ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, a far parte del nuovo Consiglio superiore dei beni culturali del quale era stato presidente. Un rifiuto maturato anche in seguito alla fiducia di Monti al prefetto. “Non si può costruire una discarica a 750 metri dalla Versailles dei Romani ”, ha chiosato l’archeologo. Il campanello di allarme è arrivato anche al ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri che chiede un ”approfondimento da parte del consiglio dei ministri”. Non si arresta però il coro di proteste dal mondo della cultura e dell’ambientalismo, fuori e dentro la politica. Il sindaco e la Provincia di Roma hanno ribadito il loro no a Corcolle. Unica a confortare la scelta di Pecoraro il presidente della Regione Lazio. Cultura e salute dei cittadini non sembrano elementi ostativi ai progetti in corso. Legambiente fa infatti notare che sotto il sito c’è il condotto dell’Acqua marcia che porta l’acqua a Roma” e ”la falda sotterranea” che alimenta i pozzi di Acea, cioè i rubinetti della capitale. Lo ha fatto notare anche l’altro ministro contrario, il titolare dell’Ambiente, Corrado Clini. Palazzo Chigi risponde anche a questa obiezione, ribadendo il ”convincimento che il commissario sapra’ salvaguardare con le opportune opere le falde, ed evitare altre forme di inquinamento assicurandosi che nella discarica venga depositato solo materiale gia’ trattato”. Chissà cosa risponderà il premier anche ai 77 europarlamentari di diversi Paesi che, su iniziativa di Guido Milana, gli hanno inviato una lettera di protesta? Intanto i cittadini sono pronti a difendere anche fisicamente il proprio territorio con sit in e manifestazioni. Per sabato mattina se ne prepara una importante, appena possibile, si comunicheranno indicazioni precise.


Rifiuti, via libera di Palazzo Chigi alla discarica di Corcolle

_(Fonte articolo, clicca qui) Sulla discarica vincerà la linea del prefetto Giuseppe Pecoraro. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha delegato il sottosegretario Antonio Catricalà a seguire da vicino il caso della gestione dei rifiuti di Roma, a un passo dall’emergenza. Già venerdì potrebbe svolgersi una riunione, dopoche quelle programmate in precedenza sono slittate a causa dei drammatici fatti di Brindisi e dell’Emilia. Il dossier presentato a Palazzo Chigi. Bene, la settimana scorsa Pecoraro ha presentato un dossier a Palazzo Chigi, supportato da pareri di esperti dell’Università Tor Vergata e dell’Avvocatura di Stato, che sostiene la scelta dell’area di Corcolle (VIII Municipio, non lontano da Villa Adriana). Contro questa ipotesi hanno già preso posizione due ministri: Lorenzo Ornaghi (Beni Culturali) e Corrado Clini (Ambiente). Quest’ultimo ha presentato uno studio in cui si boccia Corcolle (non solo per la vicinanza all’area archeologica di Villa Adriana, ma anche per i vincoli idrogeologici). Ma malgrado l’opposizione di due ministri, l’orientamento di Catricalà (e dunque di Monti) è quello di appoggiare la decisione del prefetto Giuseppe Pecoraro, che è commissario per l’emergenza dei rifiuti a Roma (la nomina era stata confermata, a fine 2011, dal governo Monti). C’è un altro dato: in linea di massima quando si parla di Corcolle si fa riferimento a un’area relativamente piccola, sufficiente a mala pena per due anni, in attesa che Roma e il Lazio facciano viaggiare a pieno regime la raccolta differenziata, gli impianti di trattamento meccanico biologico e i termovalorizzatori (c’è il via libera a quello di Albano). Sulla differenziata, Roma è ferma al 24-25 per cento, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini si era detto pronto a prevedere finanziamenti di 30 milioni di euro in tre anni per raggiungere l’obiettivo del 60 per cento entro il 2014. Una percentuale che però in Campidoglio e all’Ama giudicano molto alta, non sarà semplice raggiungere quel dato in soli due anni e mezzo. In questo scenario, resta aperta anche la seconda ipotesi prospettata ad ottobre dal prefetto Pecoraro, vale a dire l’area di Quadro Alto, nel territorio di Riano, che non sarebbe alternativa ma complementare a Corcolle. Chi appoggia il prefetto Pecoraro? Detto che su Corcolle c’è una forte opposizione anche del mondo culturale, che ha risposto agli appelli del comitato Salviamo Villa Adriana con una mobilitazione anche internazionale contro la discarica, sicuramente Pecoraro ha il pieno sostegno della Regione Lazio, a partire dal presidente Renata Polverini. Anche Alemanno di fatto ha chiesto di lasciare lavorare il prefetto, mentre si è battuto con durezza contro l’ipotesi suggerita dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che invece aveva puntato su Monte Carnevale (non lontano da Malagrotta). Tiepida la Provincia, che aveva suggerito Pian dell’Olmo. All’interno del governo, oltre a Catricalà, Pecoraro ha dalla sua il ministro di riferimento, vale a dire Anna Maria Cancellieri.


Pecoraro presenta a Monti il progetto sul sito di Corcolle

_(Fonte articolo, clicca qui) Il prefetto Giuseppe Pecoraro ha completato il dossier a sostegno della scelta del sito di Corcolle dove realizzare la discarica provvisoria che dovrà consentire la chiusura di Malagrotta. Il vertice. Oggi il prefetto (commissario per l’emergenza rifiuti) trasmetterà il materiale al presidente del Consiglio, Mario Monti, a cui spetterà la decisione finale dopo lo scontro tra Pecoraro e il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, delle ultime settimane. È probabile che nei prossimi giorni vi sia anche un faccia a faccia tra Pecoraro e Monti. Il prefetto nel dossier allegherà gli esiti della ricerca commissionata all’Università di Tor Vergata, con un parere positivo che trova anche il sostegno dell’Arpa. Gli esperti dicono che sarà sufficiente controllare fino a ottobre la falda e impermeabilizzare l’area. Sarà inoltre allegato un parere dell’Avvocatura dello Stato atteso per queste ore. Le proteste. Ieri Urbano Barberini, coordinatore del comitato Salviamo Villa Adriana ha ribadito: «Se apriamo la discarica a Corcolle-San Vittorino, ad un passo da Villa Adriana, i giornali e i media di tutto il mondo ci faranno a pezzi. Il danno di immagine sarà incalcolabile. Illustri quotidiani, come il New York Times, sono pronti a scendere in campo se dovesse essere realizzato lo scempio di una discarica a pochi passi da un sito Unesco patrimonio dell’umanità». Pecoraro ha sempre sostenuto, anche di fronte al no del ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, che la discarica sorgerà al di fuori dell’area di rispetto di Villa Adriana. Polverini. Infine, ieri il presidente della Regione, Renata Polverini (che ha sempre sostenuto il prefetto, commissario per l’emergenza rifiuti) ha ribadito: «Da troppo tempo ormai il dibattito è concentrato sul sito provvisorio e poco su quella che sarà la soluzione definitiva che per la prima volta la Regione Lazio metterà in campo, quella di un ciclo completo dei rifiuti. Ci auguriamo che il prefetto Pecoraro possa avere il sostegno del governo sulle sue scelte. Abbiamo sempre sostenuto il prefetto nelle sue indicazioni». Polverini ieri ha ripetuto che la discarica provvisoria non sorgerà a Pizzo del Prete.


Rifiuti Roma, si va verso l’ok di Corcolle

_(Fonte articolo, clicca qui) «O si farà la nuova discarica a Corcolle, o a Roma dal 1° luglio sarà emergenza rifiuti». Giuseppe Pecoraro, prefetto e commissario di governo per i rifiuti, va per la sua strada. Dopo mesi di discussioni, ha scelto il sito per la nuova discarica, a nord est della capitale, un chilometro circa dai resti di Villa Adriana. Il suo piano è questo: se il governo approverà Corcolle, ci sarà una proroga -ultima di una lunghissima serie- per l’attuale discarica di Malagrotta. Altrimenti, il 30 giugno Malagrotta chiude per sempre e occorrerà trovare di corsa una soluzione per le 5000 tonnellate al giorno di rifiuti che i romani producono. Con lo spettro di Napoli sommersa di cartacce e liquami, che si profila… Nessuno, insomma, si aspetti che Malagrotta venga tenuta aperta per altri sei mesi solo per continuare l’osceno balletto delle discariche possibili. Pecoraro attende l’ultimo parere su Corcolle dall’Avvocatura dello Stato e poi -presumibilmente domani- riferirà al presidente del Consiglio. Monti potrebbe avallare la scelta di Pecoraro, o convocare il consiglio dei ministri, dove Corcolle verrebbe fortemente avversata da Clini (Ambiente) e Ornaghi (Beni culturali). Ieri Clini ha espresso una convinzione clamorosa, del tutto in contrasto con l’idea del prefetto: «Il proseguimento di Malagrotta mi pare una possibilità, non essendoci al momento altre soluzioni». Monti ha sulle spalle enormi problemi e rivoltare una decisione di un funzionario governativo è un passo difficile. Tra l’altro, Pecoraro, in otto mesi di commissariato, si è mosso a largo raggio. Per tre volte ha avuto contatti anche con gli uomini del Quirinale, interessati allo svolgimento del delicatissimo compito. Tuttavia, la scelta di Corcolle contiene una quota di rischi, che potrebbero causare nuovi ritardi. L’Europa, innanzitutto. Il commissario europeo all’Ambiente sta studiando il caso Corcolle-Villa Adriana e non si può escludere l’apertura di una procedura d’infrazione. L’Italia è già sotto procedura a causa di Malagrotta che, in barba alle regole di Bruxelles, accoglie rifiuti non trattati. Poi, c’è il deputato europeo Pd, Guido Milana, che sta raccogliendo firme contro Corcolle fra i suoi colleghi di ogni orientamento, è già quasi a quota 50, vuole arrivare a 100, per poi consegnarle a Monti. Inoltre le 5000 firme di intellettuali del mondo, il comitato «Salviamo Villa Adriana», guidato dal principe Barberini e l’opposizione del sindaco Alemanno e del presidente della Provincia, Zingaretti. Al fianco del prefetto resta la governatrice del Lazio, Polverini. E ci sarebbe anche una disponibilità dei proprietari dei terreni di Corcolle -la società Brixia- che ha trasferito la sede dalla Svizzera a Roma per prepararsi all’esproprio. Perché tanta insistenza su Corcolle? Il prefetto avrebbe voluto segnare una svolta nella storia dello smaltimento dei rifiuti a Roma. Da oltre trent’anni questo «lavoro sporco» è stato affidato da una quindicina di sindaci di diverso colore a un solo uomo, l’avvocato Manlio Cerroni, proprietario e gestore di Malagrotta. Pecoraro vorrebbe intaccare il monopolio. Cerroni, che ha 87 anni e ormai smaltisce rifiuti dalla Norvegia al Brasile, non pensa però di aver perso la partita. «Nel lontano 1975 -racconta- misi anche io l’occhio su Corcolle per fare una discarica, ma in molti mi spiegarono che per ragioni paesaggistiche e archeologiche nessuno avrebbe mai dato l’autorizzazione. Ripiegammo su Malagrotta». Da tre anni Cerroni ha presentato un piano che prevede la sostituzione di Malagrotta con uno fra tre siti, Monti dell’Ortaccio, Quadro Alto e Pian dell’Olmo, tutti su terreni suoi. Monti dell’Ortaccio è il suo preferito, si trova a due passi da Malagrotta e soprattutto dai suoi impianti di trattamento dei rifiuti. C’è il problema degli abitanti della zona, che hanno patito per Malagrotta e vorrebbero finalmente respirare. «Sarebbe stato giusto indennizzare adeguatamente quei cittadini, per superare le resistenze», dice Cerroni. Che per ora tiene aperte le carte degli altri due siti. Secondo lui -contrariamente a quanto detto ieri dal ministro Clini- «la storia di Malagrotta è finita. Oltre il 31 dicembre non si va. A meno di far crescere una piramide di rifiuti, che io non ho intenzione di creare. Una cosa è sicura: io non farò finire Roma sotto i rifiuti come Napoli. I romani possono stare tranquilli…». Cerroni si presenta come l’unico che – di fronte all’emergenza – può spazzare Roma. Garantisce che sia a Pian dell’Olmo sia a Monti dell’Ortaccio tutto sarebbe pronto in cento giorni, o meno. Per qualsiasi nuova discarica -Corcolle compresa- fra espropri e gare d’appalto i tempi sarebbero assai più lunghi. All’orizzonte di tutto questo c’è una strada che -separatamente- sia il prefetto sia Cerroni prendono in esame: una società, pubblica e privata, per aprire la nuova era dei rifiuti a Roma (che naturalmente significa, prima di ogni cosa, più raccolta differenziata e trattamento biologico di gran parte dei rifiuti). Ama e Acea da una parte, grandi imprenditori privati della città, cooperative e Cerroni dall’altra. Vedremo.


Rifiuti, due ipotesi e un salvagente… intanto rispunta la proroga di Malagrotta

_(Fonte articolo,clicca qui) Prima riunione, ieri sera, della commissione insediata dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per risolvere il rebus discariche del Lazio a un passo dall’emergenza. Coordinata dal segretario generale del Ministero, vi partecipano i tecnici di Comune, Provincia e commissario per l’emergenza rifiuti (vale a dire del prefetto Giuseppe Pecoraro). Il 22 marzo ci sarà un nuovo vertice con Clini: ci sono nove giorni per decidere. Avendo ben chiaro che il 30 giugno scade l’ultima proroga di Malagrotta e sarà assai arduo trovare qualcuno che si prenda la responsabilità di firmarne un’altra: il presidente della Regione, Renata Polverini, ha già detto che non lo farà; Pecoraro a questo punto non sembra disponibile. Il prefetto ribadisce le due scelte fatte per i siti: Corcolle e Quadro Alto (Riano). Ma ormai, anche alla luce dei vincoli posti dal Ministero per i Beni culturali, su Corcolle si va verso i titoli di coda.  Ieri il ministro per i Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, lo ha detto senza timidezze: «Che si riesca a difendere e ad avere successo per Villa Adriana è un motivo di felicità per tutto il ministero, oltre che di soddisfazione per tutti i cittadini. Fin dal sorgere della vicenda il Mibac ha tenuto costantemente sotto controllo la questione e, su mia decisione, ha esercitato i suoi poteri di vincolo senza alimentare polemiche inutili». In sintesi: Corcolle addio. Ed era la soluzione per i quali i tempi sarebbero stati più rapidi.

Anche su Quadro Alto, la presenza di una falda acquifera (ma non solo) potrebbe convincere Clini a suggerire soluzioni differenti. Come se ne esce? Cosa succederà ai rifiuti del Lazio dal primo luglio? Ieri dal Veneto i primi schiaffi. L’assessore regionale all’Ambiente, Maurizio Conte: «Dopo le risorse per Roma capitale ci toccherà pure sborsare un’infinità di quattrini per Roma pattumiera e magari accettare proni i loro rifiuti. Così non sarà. Con i cospicui finanziamenti statali ricevuti da Alemanno e chi lo ha preceduto l’autosufficienza nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti non è stata raggiunta». In sintesi: il Veneto non accoglierà i rifiuti del Lazio. Al di là delle polemiche, ora sono due le soluzioni praticabili: la prima guarda a Pian dell’Olmo, alla cave nel territorio di Roma (ma molto vicine a Riano). Questa tesi ieri è stata sostenuta anche dal capogruppo in Comune del Pd, Umberto Marroni: «Dopo che le amministrazioni di centrodestra hanno portato il sistema rifiuti regionale e romano in emergenza è necessario voltare pagina e aprire un tavolo con Governo, istituzioni e forza di maggioranza ed opposizione per affrontare le priorità, fra cui l’individuazione di un sito idoneo per una discarica temporanea, valutando l’ipotesi delle cave di Pian dell’Olmo, ed uno definitivo per inerti e Fos». La seconda, forse più probabile, è quella molto temuta dagli abitanti di Malagrotta e di tutta l’area di Valle Galeria: Monti dell’Ortaccio (a ridosso di Malagrotta), dove di fatto una discarica è già pronta. Ieri il presidente del Municipio XV, Gianni Paris, ha chiesto di incontrare Clini: «Tornare a prendere in considerazione Monti dell’Ortaccio è aberrante, è un crimine».


La nuova discarica di Roma a Monti dell’Ortaccio. Abolizione Ici e Tari in zona

_Finisce com’era iniziata. In casa di Manlio Cerroni. Che vergogna.

  • Tutto da rifare, si rivaluto Monti dell’Ortaccio, clicca qui.

_(Fonte articolo, clicca qui) Un vertice di un’ora e mezza per trovare una soluzione e scongiurare l’emergenza rifiuti. Alemanno, Zingaretti, Polverini e il prefetto-commissario Pecoraro hanno incontrato il ministro dell’Ambiente Clini: un tavolo tecnico per individuare il sito per la nuova discarica. Sette le aree individuate, una la scelta: Monti dell’Ortaccio. Sarà qui, nei terreni che confinano proprio con l’attuale impianto di smaltimento di Malagrotta, che arriveranno i rifiuti di Roma e provincia. Una scelta, che sarà ufficializzata tra una quindicina di giorni, dettata da motivazioni oggettive: la zona, che insiste sui terreni di proprietà della Colari (l’azienda di Manlio Cerroni già proprietaria di Malagrotta), è la sola che risponde alla lettera ai severi vincoli della Comunità europea. Naturalmente la scelta provocherà una sommossa popolare, o giù di lì: il sindaco Alemanno, infatti, si era più volte esposto in prima persona garantendo che il territorio compreso tra il XV e il XVI municipio non avrebbe più avuto a che fare con l’immondizia. Promesse che, ad oggi, non possono esser più mantenute. Per questo motivo nei prossimi giorni si metterà a punto un piano speciale. Di cosa si tratta? I cittadini che vivono in un raggio di 15 km dalla discarica di Monti dell’Ortaccio avranno dei benefit: saranno esentati dal pagamento della Tari e dell’Ici. Un provvedimento per rendere meno amara la medicina. Ora è solo questione di tempi: i lavori sono stati avviati (lungimiranza?) da tempo e sono in fase di ultimazione. Nel futuro impianto di smaltimento è prevista anche una linea ferroviaria per far confluire l’immondizia con speciali treni. Ma ciò che ha sbaragliato le carte in tavola sulla scelta del nuovo sito è stato proprio il vertice tra amministrazioni locali e governo. Il ministro Clini ha voluto vederci chiaro e sono emerse tutte le criticità sulle zone scelte dal Prefetto Giuseppe Pecoraro (che, ricordiamolo, è commissario straordinario per l’emergenza rifiuti). «Quello che non possiamo permetterci – ha detto il ministro – è che per ragioni varie fondate dal punto di vista ambientale, ma molto di più sostenute da ragioni politiche, si possa rischiare la reale emergenza rifiuti nella Capitale d’Italia».


Corrado Clini: “Non possiamo permetterci l’emergenza a Roma”

_Avviso per tutta la cittadinanza: PER L’INCENERITORE DI ALBANO – CASTELLI ROMANI SI ATTENDE LA PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA DA PARTE DEL CONSIGLIO DI STATO.

_A Roma il Prefetto Giuseppe Pecoraro (Commissario ai rifiuti per Roma Capitale) viene accolto così. Per la cronaca oggi il Ministro Clini lo ha commissariato, cioè ha commissariato il commissario.


Stop a uno dei due siti per sostituire Malagrotta ‎

_Avviso per tutta la cittadinanza: PER L’INCENERITORE DI ALBANO – CASTELLI ROMANI SI ATTENDE LA PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA DA PARTE DEL CONSIGLIO DI STATO.

_Avviso per tutta la cittadinanza: SABATO 10 MARZO ORE 17 INCONTRO PUBBLICO NO DISCARICA NO INCENERITORE PRESSO LA SALA CIRCOSCRIZIONALE DI CECCHINA, SITUATA IN VIA ROCCA DI PAPA

_(Fonte articolo, clicca qui) Stop a Corcolle, uno dei due siti individuati a Roma per sostituire la famigerata discarica di Malagrotta. Nella conferenza di servizi convocata ieri dalla regione Lazio per valutare le posizioni delle amministrazioni interessate, la Provincia di Roma dice un no secco. Parere negativo alla localizzazione – sarebbe destinata ad accogliere i rifiuti speciali – in località San Vittorino-Corcolle, alle porte di Roma e, soprattutto, a ridosso di Villa Adriana. L’alt deciso dal presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, è una scelta netta: non solo tecnica, nel parere lungo due pagine presentato ieri in conferenza servizi, ma soprattutto politica. La bocciatura decisa dalla Provincia al progetto preliminare messo a punto dal commissario straordinario, Giuseppe Pecoraro, porta la patata bollente alla Regione e al suo presidente, Renata Polverini. Il Comune di Roma e il sindaco, Gianni Alemanno, sostengono il progetto proposto, ma la partita in campo a questo punto è soprattutto tra Zingaretti e Polverini. Se lo scontro non si compone – e nulla al momento lascia intendere che possa accadere – c’è il rischio molto probabile che il sito di Corcolle salti definitivamente. Il piano emergenza rifiuti definito dalle amministrazioni locali, Regione in testa, a quel punto è messo in discussione, se non tutto quasi. Abbandonato Corcolle, e in attesa di andare avanti con tutte le procedure di rito con l’altro sito, quello di Riano Flaminio – contestatissimo – serve trovare un nuovo luogo per una discarica di rifiuti speciali. Punto e da capo, insomma, con una ricerca che può durare mesi. Con il risultato, da ieri ormai considerato scontato, che la discarica di Malagrotta, già prorogata fino a giugno di quest’anno, avrà un’ulteriore proroga, verosimilmente fino a fine anno. L’intoppo di ieri, insomma, non solo riaccende lo scontro politi tra i protagonisti delle istituzioni romane ma riapre anche con toni ancora più drammatici una questione – quella dei rifiuti di Roma – dalla quale sembra impossibile uscire con una soluzione rapida, condivisa ed efficace. In molti hanno detto di un rischio «Roma come Napoli» vale a dire i sacchi di immondizia per strada, nella capitale stavolta. È un tema tenuto sotto stretta osservazione anche a livelli istituzionali più alti: dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, fino al titolare dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, che rischia davvero di occuparsene se il problema diventasse una questione di ordine e sicurezza pubblica.


Siamo al Vostro fianco!

28 febbraio 2012. D-DAY dei rifiuti. Il Consiglio di Stato si prouncia circa l’inceneritore dei Castelli Romani. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per difendere questo territorio, se esiste giustizia questo impianto deve essere nuovamente bocciato.

Avviso a tutti i lettori, da oggi per ogni info circa l’inceneritore di Albano e la discarica di Albano ci trovate agli indirizzi www.differenziati.org e www.differenziati.com. PASSAPAROLA!

Villa Adriana bloccata per un’ora: in tremila contro la discarica

Il Messaggero
ROMA – Protesta davanti a Villa Adriana a Tivoli, vicino a Roma, contro l’apertura di una discarica a Corcolle, una zona della capitale non distante dal sito archeologico di epoca romana dichiarato patrimonio dell’Unesco. Circa mille persone questa

Protesta il popolo anti-discarica corteo da Villa Adriana a Villa

La Repubblica
In centinaia hanno attraversato il quartiere medievale per dire ‘no’ alla realizzazione dell’impianto a Corcolle. Presente Franca Valeri. Il sindaco di Tivoli chiede l’intervento di Monti Diverse centinaia di persone, tra comitati, associazioni,

Rifiuti: protesta Corcolle a Tivoli,’bloccata’ Villa Adriana

ANSA.it
(ANSA) – ROMA, 18 FEB – Protesta davanti Villa Adriana a Tivoli contro la discarica a Corcolle, vicina al sito romano patrimonio dell’Unesco. Circa mille persone – secondo gli organizzatori – si sono radunate davanti alla villa con lo slogan

Dario Fo contro la discarica Sabato corteo a Villa Adriana

Corriere della Sera
Anche Dario Fo dice «no» alla discarica di Riano mentre sabato mattina ci sarà una nuova manifestazione di protesta davanti all’ ingresso di Villa Adriana contro quella prevista a Corcolle. Italo Arcuri, assessore alla Cultura del Comune di Riano,

«Villa Adriana chiusa contro la discarica»

Corriere della Sera
Contro i rifiuti a Corcolle, manifestazione il 18 febbraio alle 9.30: stop ai botteghini, ma i turisti potranno entrare. E Dario Fo firma per il No al progetto dell’altra Malagrotta bis a Riano Contro i rifiuti a Corcolle, manifestazione il 18 febbraio

Protesta contro il piano rifiuti, “occupata” Villa Adriana

Online-News
Oltre tremila persone, secondo gli organizzatori, hanno “occupato” stamattina Villa Adriana a Tivoli, vicino a Roma, per protestare contro l’apertura di una discarica a Corcolle, a due passi dal sito archeologico di epoca romana dichiarato patrimonio

Roma: Nanni, a Villa Adriana barbarie che il mondo ci contesta

Roma.OggiNotizie.it
Roma – “Una discarica accanto a Villa Adriana e’ una barbarie che il mondo intero ci contesta. Dieci anni fa i talebani distruggevano le due statue di Buddha della valle di Bamiyan, uno dei maggiori monumenti della tradizione buddhista, quelle immagini

Rifiuti: da Corcolle 3mila no a discarica

LiberoQuotidiano.it
Roma, 18 feb. (Adnkronos) – “Tremila no decisi contro la discarica di Corcolle e no all’affossamento definitivo di qualsiasi prospettiva di sviluppo del territorio. Questo il senso della manifestazione che si e’ tenuta questa mattina davanti a Villa

Riano, i guardiani della legalità

_28 febbraio 2012. D-DAY dei rifiuti. Il Consiglio di Stato si prouncia circa l’inceneritore dei Castelli Romani. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per difendere questo territorio, se esiste giustizia questo impianto deve essere nuovamente bocciato.

_Avviso a tutti i lettori, da oggi per ogni info circa l’inceneritore di Albano e la discarica di Albano ci trovate agli indirizzi www.differenziati.org e www.differenziati.com. PASSAPAROLA!

_Conosciamo bene queste situazioni (video). Siamo vicini a questi cittadini, persone che difendono legalità, salute e territorio. Che hanno un’idea di Paese con la P maiuscola e non votata al ribasso come qualcuno vuole far credere. Nimby, cittadini che dicono solo no, ambientalisti integralisti, qui come ai Castelli Romani c’è altro, anzi, molto altro: qualcuno che dà battaglia per qualcosa in cui crede e soprattutto per un Futuro migliore rispetto a quello che scelte dissennate e speculative vorrebbero imporci. Resistete cittadini di Riano, resistete. Siamo con voi.


La discarica di Corcolle e il proprietario del Castello: “Liquido tutto, esco dall’affare”

_Avviso a tutti i lettori, da oggi per ogni info circa l’inceneritore di Albano e la discarica di Albano ci trovate agli indirizzi www.differenziati.org e www.differenziati.com. PASSAPAROLA!

_(Fonte articolo, clicca qui). Si tratta della realizzazione di una discarica, ma ha i contorni di un giallo che ogni giorno si arricchisce di nuovi particolari. Uno dei protagonisti, a sua insaputa, è Giuseppe Piccioni. Il proprietario del castello che sorge proprio sopra le cave che dovrebbero ospitare la discarica di Corcolle (una frazione del Comune di Roma), a due passi da Villa Adriana. Nel luglio scorso, quando il sito non era ancora stato indicato come futuro invaso, Piccioni (50%) costituisce una società, la Ecologie Corcolle, con i giovani Alessandro e Nicoletta, figli di Claudio Botticelli, da sempre nel business, e prende in affitto i terreni dalla società anonima svizzera Brixia. La Brixia ha come legali rappresentanti, dal 1997, proprio la moglie di Piccioni Manuela Terzaghi Planner e il fratello, l’oculista Andrea Planner. Nel settembre 2011 il governo Berlusconi nomina Giuseppe Pecoraro Commissario all’emergenza rifiuti a Roma che sceglie proprio Corcolle come futura discarica di Roma. Sentito in Commissione ecomafie nei giorni scorsi, Giuseppe Piccioni, raggiunto al telefono dal Fattoquotidiano.it, ci spiega la genesi di questa affare svanito. “ Fui contattato da Claudio Botticelli che mi disse di costituire una società per gestire la discarica. Sarebbe stato un lavoro redditizio visto che noi viviamo da agricoltori diretti. Oggi è svanita questa possibilità ed ho dato mandato di liquidare Ecologia Corcolle, la società che ho in gestione con i figli di Botticelli”. Piccioni ricorda che Botticelli aveva già fatto un accordo anche con Salini: “Mi spiegò che aveva già un accordo con Salini, il proprietario della cava confinante a quella di proprietà della Brixia”. Insomma Botticelli si era accordato in modo da avere il controllo di entrambi i siti per il futuro lucroso affare. Circostanza ancor più chiara visto che nel novembre scorso l’avvocatura dello stato viene chiamata ad esprimersi sulla proposta formulata al commissario da Ecologia Corcolle, Brixia e Ccc, il colosso emiliano consorzio cooperative e costruzioni, per la gestione diretta della futura discarica realizzando anche un impianto di Tmb, trattamento meccanico biologico. L’avvocatura dello stato impone l’indizione di una gara e così svanisce l’affare per il duo Botticelli Piccioni e famiglie. “ Io mi tiro fuori se Botticelli vuole rimanere in pista costituirà una nuova società”. Restano le domande e le parole di Piccioni non escludono nuovi colpi di scena. “ Io ora con la società Castello Corcolle ( che controlla con la moglie) – spiega – ho fatto anche un ricorso ( ne pendono 3) contro la realizzazione della discarica perché da una parte non entreremo nella gestione e, dall’altra, potremmo trovarci con i rifiuti sotto l’agriturismo mandando all’aria anche la nostra attività agricola”. La discarica da possibilità si trasforma in fregatura per Piccioni. Restano diversi i nodi da sciogliere, il primo relativo alle doti di preveggenza. Tre mesi prima della scelta dei siti da parte di Pecoraro, perché viene costituita una società che affitta la cava e ha come oggetto sociale il business rifiuti. “A luglio? Fu Botticelli – spiega Piccioni – a proporci l’affare anche perché c’era la possibilità che veniva prospettata anche dai giornali di realizzare una discarica nei terreni di mia moglie. Allora l’iter era in mano alla regione poi con il commissariamento è cambiato tutto perché si è deciso di procedere con l’esproprio”. Piccioni lascia così presupporre la strada spianata fino a quando il procedimento era incardinato presso la regione Lazio. L’altro nodo è quello della reale proprietà di Brixia. Più volte la commissione parlamentare ecomafie ha chiarito che dietro la società anonima svizzera potrebbe nascondersi anche interessi poco chiari e che il commissario pagherà, con l’esproprio, soldi ad una società di cui non conosce la proprietà. L’ufficio di rappresentanza in Italia è a Roma a Largo Trionfale 11, ma a quel civico non c’è nessuno, la moglie di Piccioni è la legale rappresentante, a casa, in viale Regina Margherita, non la troviamo, quando riusciamo a raggiungerla al telefono ci risponde Piccioni che dichiara il silenzio stampa. “Mia moglie non c’è, anzi sta male per tutta questa storia che l’ha coinvolta. Una cosa ve la posso dire si sono dette un sacco di bugie, i proprietari di Brixia sono mia moglie e il fratello così come i procuratori in italia, non c’è nessuno dietro”. Ma allora perché una società anonima in Svizzera, Piccioni getta acqua sul fuoco: “Stiamo provando a riportarla in Italia, la burocrazia è lenta. E’ una società nata negli anni sessanta, non ci sono altri proprietari dietro. Stiamo provvedendo a far rientrare in Italia la quota di mia moglie”. E sulla sede legale chiarisce: “Stiamo cambiando commercialista e quindi anche sede per questo non c’è nessuno a Largo Trionfale”. Dalle ultime notizie raccolte ora la sede dovrebbe essere a via Prenestina Vecchia. Oltre le buone intenzioni restano in piedi le domande e troppi dubbi. Claudio Botticelli, secondo Piccioni, ha pensato l’intera operazione. “ In questi giorni io non ho sentito né lui né i figli, non voglio aggiungere altro, voglio uscire da questa storia quanto prima”. Anche i cittadini di Corcolle vorrebbero uscire quanto prima dall’incubo di una discarica a pochi metri da Villa Adriana, sito patrimonio dell’Unesco.


Per il Prefetto Corcolle è ok, via ai lavori

_Avviso a tutti i lettori, da oggi per ogni info circa l’inceneritore di Albano e la discarica di Albano ci trovate agli indirizzi www.differenziati.org e www.differenziati.com. PASSAPAROLA!

_(Fonte articolo, clicca qui) Neve e delusione olimpica sembravano aver cancellato la “guerra dei rifiuti”. Invece cova. Lo sanno persino le statue di Villa Adriana che presto dovranno turarsi il naso per resistere al cattivo odore che partirà da Corcolle. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani, il prefetto- commissario Giuseppe Pecoraro avrebbe sul tavolo la firma della convocazione della “conferenza dei pubblici servizi”, l’inizio cioè della procedura con la quale dare il via libera ai lavori. A dare man forte al piano del prefetto, l’esito degli studi geologi che avrebbero dato una dichiarazione di idoneità del sito. Per tecnici e prefetto, realizzare una discarica a pochi metri dal sito di Villa Adriana, su una zona ricca di corsi d’acqua e con un pasticcio amministrativo relativo alla proprietà che neanche la “forza commissariale” sarebbe riuscito a rendere trasparente. Intanto la politica torna a farsi sentire. Chi lancia l’ennesimo allarme stavolta è il capogruppo del Pd in Consiglio Comunale, Umberto Marroni che ad affaritaliani.it ha consegnato il suo pensiero: “Questa storia delle discariche nasce male come progetto, si evolve malissimo col commissariamento e ora è evidente che ci sta trascinando verso il baratro. Abbiamo superato metà febbraio e non c’è una ruspa in azione e ciò significa che le discariche ipotizzate non saranno pronte sino alla fine dell’anno. E significa pure – continua – che nei due siti indicati dalla Regione Lazio in accordo e che il Commissario ha fatto suoi, andrà il tal quale. Per ora non c’è traccia di nessun nuovo impianto di trattamento che possa rispondere a quanto indicato nel piano”. Ma Umberto Marroni solleva anche il velo sulle trattative in corso: “Non è un mistero che come capogruppo del Pd abbia parlato più volte con il sindaco Alemanno della questione Corcolle. E non è neanche un mistero che il sindaca abbia manifestato la sua contrarietà anche pubblicamente, invitando più di una volta il prefetto ad ascoltare le ragioni dei cittadini della zona. Insomma, siamo tutti d’accordo che su questo sito ci sono dubbi”. Incalzato, alla fine cede: “Sì siamo perplessi e ce lo siamo detto più volte”. L’appoggio esterno della politica potrà dare più forza all’ennesima manifestazione che si sta preparando. Sabato i comitati antidiscarica, le associazioni e Legambiente si sono dati appuntamento alle 9,30 davanti all’ingresso del sito patrimonio Unesco di Villa Adriana. Con loro sindaci e gonfaloni di Tivoli, Casape, Gallicano, Palestrina, Poli, San Gregorio e Zagarolo. Bisognerà spiegare ai turisti in visita il perché la Regione e il prefetto hanno deciso di collocare una discarica accanto alla storia.