Rifiuti, due ipotesi e un salvagente… intanto rispunta la proroga di Malagrotta
_(Fonte articolo,clicca qui) Prima riunione, ieri sera, della commissione insediata dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per risolvere il rebus discariche del Lazio a un passo dall’emergenza. Coordinata dal segretario generale del Ministero, vi partecipano i tecnici di Comune, Provincia e commissario per l’emergenza rifiuti (vale a dire del prefetto Giuseppe Pecoraro). Il 22 marzo ci sarà un nuovo vertice con Clini: ci sono nove giorni per decidere. Avendo ben chiaro che il 30 giugno scade l’ultima proroga di Malagrotta e sarà assai arduo trovare qualcuno che si prenda la responsabilità di firmarne un’altra: il presidente della Regione, Renata Polverini, ha già detto che non lo farà; Pecoraro a questo punto non sembra disponibile. Il prefetto ribadisce le due scelte fatte per i siti: Corcolle e Quadro Alto (Riano). Ma ormai, anche alla luce dei vincoli posti dal Ministero per i Beni culturali, su Corcolle si va verso i titoli di coda. Ieri il ministro per i Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, lo ha detto senza timidezze: «Che si riesca a difendere e ad avere successo per Villa Adriana è un motivo di felicità per tutto il ministero, oltre che di soddisfazione per tutti i cittadini. Fin dal sorgere della vicenda il Mibac ha tenuto costantemente sotto controllo la questione e, su mia decisione, ha esercitato i suoi poteri di vincolo senza alimentare polemiche inutili». In sintesi: Corcolle addio. Ed era la soluzione per i quali i tempi sarebbero stati più rapidi.
Anche su Quadro Alto, la presenza di una falda acquifera (ma non solo) potrebbe convincere Clini a suggerire soluzioni differenti. Come se ne esce? Cosa succederà ai rifiuti del Lazio dal primo luglio? Ieri dal Veneto i primi schiaffi. L’assessore regionale all’Ambiente, Maurizio Conte: «Dopo le risorse per Roma capitale ci toccherà pure sborsare un’infinità di quattrini per Roma pattumiera e magari accettare proni i loro rifiuti. Così non sarà. Con i cospicui finanziamenti statali ricevuti da Alemanno e chi lo ha preceduto l’autosufficienza nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti non è stata raggiunta». In sintesi: il Veneto non accoglierà i rifiuti del Lazio. Al di là delle polemiche, ora sono due le soluzioni praticabili: la prima guarda a Pian dell’Olmo, alla cave nel territorio di Roma (ma molto vicine a Riano). Questa tesi ieri è stata sostenuta anche dal capogruppo in Comune del Pd, Umberto Marroni: «Dopo che le amministrazioni di centrodestra hanno portato il sistema rifiuti regionale e romano in emergenza è necessario voltare pagina e aprire un tavolo con Governo, istituzioni e forza di maggioranza ed opposizione per affrontare le priorità, fra cui l’individuazione di un sito idoneo per una discarica temporanea, valutando l’ipotesi delle cave di Pian dell’Olmo, ed uno definitivo per inerti e Fos». La seconda, forse più probabile, è quella molto temuta dagli abitanti di Malagrotta e di tutta l’area di Valle Galeria: Monti dell’Ortaccio (a ridosso di Malagrotta), dove di fatto una discarica è già pronta. Ieri il presidente del Municipio XV, Gianni Paris, ha chiesto di incontrare Clini: «Tornare a prendere in considerazione Monti dell’Ortaccio è aberrante, è un crimine».
La nuova discarica di Roma a Monti dell’Ortaccio. Abolizione Ici e Tari in zona
_Finisce com’era iniziata. In casa di Manlio Cerroni. Che vergogna.
- Tutto da rifare, si rivaluto Monti dell’Ortaccio, clicca qui.
_(Fonte articolo, clicca qui) Un vertice di un’ora e mezza per trovare una soluzione e scongiurare l’emergenza rifiuti. Alemanno, Zingaretti, Polverini e il prefetto-commissario Pecoraro hanno incontrato il ministro dell’Ambiente Clini: un tavolo tecnico per individuare il sito per la nuova discarica. Sette le aree individuate, una la scelta: Monti dell’Ortaccio. Sarà qui, nei terreni che confinano proprio con l’attuale impianto di smaltimento di Malagrotta, che arriveranno i rifiuti di Roma e provincia. Una scelta, che sarà ufficializzata tra una quindicina di giorni, dettata da motivazioni oggettive: la zona, che insiste sui terreni di proprietà della Colari (l’azienda di Manlio Cerroni già proprietaria di Malagrotta), è la sola che risponde alla lettera ai severi vincoli della Comunità europea. Naturalmente la scelta provocherà una sommossa popolare, o giù di lì: il sindaco Alemanno, infatti, si era più volte esposto in prima persona garantendo che il territorio compreso tra il XV e il XVI municipio non avrebbe più avuto a che fare con l’immondizia. Promesse che, ad oggi, non possono esser più mantenute. Per questo motivo nei prossimi giorni si metterà a punto un piano speciale. Di cosa si tratta? I cittadini che vivono in un raggio di 15 km dalla discarica di Monti dell’Ortaccio avranno dei benefit: saranno esentati dal pagamento della Tari e dell’Ici. Un provvedimento per rendere meno amara la medicina. Ora è solo questione di tempi: i lavori sono stati avviati (lungimiranza?) da tempo e sono in fase di ultimazione. Nel futuro impianto di smaltimento è prevista anche una linea ferroviaria per far confluire l’immondizia con speciali treni. Ma ciò che ha sbaragliato le carte in tavola sulla scelta del nuovo sito è stato proprio il vertice tra amministrazioni locali e governo. Il ministro Clini ha voluto vederci chiaro e sono emerse tutte le criticità sulle zone scelte dal Prefetto Giuseppe Pecoraro (che, ricordiamolo, è commissario straordinario per l’emergenza rifiuti). «Quello che non possiamo permetterci – ha detto il ministro – è che per ragioni varie fondate dal punto di vista ambientale, ma molto di più sostenute da ragioni politiche, si possa rischiare la reale emergenza rifiuti nella Capitale d’Italia».
Corrado Clini: “Non possiamo permetterci l’emergenza a Roma”
_Avviso per tutta la cittadinanza: PER L’INCENERITORE DI ALBANO – CASTELLI ROMANI SI ATTENDE LA PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA DA PARTE DEL CONSIGLIO DI STATO.
_A Roma il Prefetto Giuseppe Pecoraro (Commissario ai rifiuti per Roma Capitale) viene accolto così. Per la cronaca oggi il Ministro Clini lo ha commissariato, cioè ha commissariato il commissario.
Siamo al Vostro fianco!
28 febbraio 2012. D-DAY dei rifiuti. Il Consiglio di Stato si prouncia circa l’inceneritore dei Castelli Romani. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per difendere questo territorio, se esiste giustizia questo impianto deve essere nuovamente bocciato.
Avviso a tutti i lettori, da oggi per ogni info circa l’inceneritore di Albano e la discarica di Albano ci trovate agli indirizzi www.differenziati.org e www.differenziati.com. PASSAPAROLA!
Villa Adriana bloccata per un’ora: in tremila contro la discarica …
Protesta il popolo anti-discarica corteo da Villa Adriana a Villa …
Rifiuti: protesta Corcolle a Tivoli,’bloccata’ Villa Adriana
Dario Fo contro la discarica Sabato corteo a Villa Adriana
«Villa Adriana chiusa contro la discarica»
Protesta contro il piano rifiuti, “occupata” Villa Adriana
Roma: Nanni, a Villa Adriana barbarie che il mondo ci contesta
Rifiuti: da Corcolle 3mila no a discarica
Riano, i guardiani della legalità
_28 febbraio 2012. D-DAY dei rifiuti. Il Consiglio di Stato si prouncia circa l’inceneritore dei Castelli Romani. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per difendere questo territorio, se esiste giustizia questo impianto deve essere nuovamente bocciato.
_Avviso a tutti i lettori, da oggi per ogni info circa l’inceneritore di Albano e la discarica di Albano ci trovate agli indirizzi www.differenziati.org e www.differenziati.com. PASSAPAROLA!
_Conosciamo bene queste situazioni (video). Siamo vicini a questi cittadini, persone che difendono legalità, salute e territorio. Che hanno un’idea di Paese con la P maiuscola e non votata al ribasso come qualcuno vuole far credere. Nimby, cittadini che dicono solo no, ambientalisti integralisti, qui come ai Castelli Romani c’è altro, anzi, molto altro: qualcuno che dà battaglia per qualcosa in cui crede e soprattutto per un Futuro migliore rispetto a quello che scelte dissennate e speculative vorrebbero imporci. Resistete cittadini di Riano, resistete. Siamo con voi.
Rifiuti, la rabbia dei rianesi, traditi sulla discarica
_(Fonte articolo,clicca qui) Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, lo aveva garantito: sulla scelta di Riano come sito per la discarica di Roma “indietro lui non torna”. Il governo gli ha assicurato poteri straordinari, ed è pronto ad usarli fino in fondo per mettere in funzione le due discariche che sostituiranno Malagrotta. Una a Riano, appunto, e l’altra a Corcolle-San Vittorino. Ieri mattina era previsto il primo atto formale, l’immissione in possesso dell’area di Quadro Alto dove oggi funziona una cava di tufo, in piena campagna romana. Un passo burocratico, preliminare per l’occupazione dell’area, con un profondo significato politico. Una giornata terminata con una vera e propria beffa, lasciando la popolazione inferocita, dopo un accordo subito violato dai tecnici della Regione Lazio e della prefettura. I comitati erano pronti a opporre una resistenza passiva e pacifica fin dalle prime ore del mattino, quando un centinaio di agenti della Polizia di stato, dei Carabinieri e del Corpo forestale avevano iniziato a presidiare la zona di Quadro Alto (Riano). Alle 10 Mario Marotta – tecnico di fiducia del governatore Renata Polverini – e Luigi Sorrentino – consulente del prefetto Giuseppe Pecoraro – erano pronti a firmare il verbale che apriva la strada all’occupazione del sito e all’avvio dei lavori preliminari per la realizzazione di una nuova discarica. A fine mattinata il senatore dell’Idv Stefano Pedica e il presidente dei Verdi del Lazio Nando Bonessio hanno cercato la mediazione. L’obiettivo era di rinviare la firma del verbale di immissione in possesso dei terreni e cercare di riaprire la trattativa con il prefetto di Roma. Per un paio d’ore Pedica è rimasto al telefono con l’ex sottosegretario di Stato Aniello Di Nardo, che avrebbe fatto da intermediario con il prefetto Pecoraro, secondo quanto hanno riferito i rappresentanti dei comitati. Quando i funzionari di Polizia erano pronti per fare intervenire gli agenti, è arrivato l’annuncio dell’accordo: nessun verbale, nessuna occupazione. Quello che poi apparirà agli occhi della popolazione un vero e proprio “imbroglio” si basava su una frase: “Non ci sarà nessuna occupazione definitiva”, aveva gridato al megafono Stefano Pedica. Per il sindaco di Riano, Marinella Ricceri, le parole del senatore sono sembrate risolutive: “Torniamo tutti a casa, lunedì avremo l’incontro con il prefetto”. Un’ora dopo, però, i tecnici Marotta e Sorrentino erano nella cava. “Si sono guardati attorno – ha poi raccontato un esponente dei comitati presente all’interno della cava – e Luigi Sorrentino ha detto: abbiamo preso possesso, firmiamo il verbale”. Per la popolazione è una vera e propria doccia fredda. Così una decina di membri dei comitati cittadini contro la discarica a Riano si è assembrata davanti gli uffici dove i tecnici stavano preparando il verbale e così decine di cittadini rianesi sono tornati per protestare. L’intestazione del documento – che ilfattoquotidiano.it ha potuto consultare – non lascia spazio agli equivoci: “Verbale di accertamento dello stato di consistenza e di immissione in possesso”. Ovvero quel passaggio burocratico – ma sostanziale – che i rianesi non volevano. Alla fine il presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio, ha cercato di calmare gli animi, spiegando che era stata aggiunta una postilla, rinviando la chiusura del verbale di presa di possesso dell’area a mercoledì prossimo. Postilla che non ha rassicurato i manifestanti. Sono infatti volate parole grosse, insulti e qualche calcio contro le auto della polizia che scortavano i tecnici all’uscita. Non sarà facile ora proseguire senza rischiare una nuova Chiaiano a pochi chilometri dalla Capitale. Da lunedì, spiegano oggi i comitati, partirà un presidio permanente davanti all’accesso alle due cave di tufo di Quadro Alto.
