_(Fonte articolo, clicca qui) A un anno e mezzo dalla pubblicazione dei suoi risultati, lo studio Moniter sull’effetto degli inceneritori sulla salute dei cittadini continua a far discutere. A sollevare di nuovo il tema, in commissione Sanità in Comune, sono i medici dell’Isde (associazione dei medici per l’ambiente) Agostino Di Ciaula e Patrizia Gentilini, chiamati a Palazzo D’Accursio su richiesta della ex M5s Federica Salsi. Secondo i due professionisti, lo studio Moniter avrebbe «sottostimato i rischi» che derivano dalle emissioni degli inceneritori. Quella che viene definita la «grossa lacuna» della ricerca, secondo Di Ciaula, è non aver preso in considerazione i legami con l’insorgere di deficit cognitivi nei bambini (a causa della concentrazione di metalli pesanti) né gli effetti su categorie deboli come anziani o malati cronici. Inoltre non sarebbe stata misurata in modo adeguata la concentrazione di diossine, soprattutto negli alimenti, e di metalli pesanti tossici come piombo, cadmio e mercurio. Moniter si concentrebbe poi solo sulle polveri sottili (pm10), che hanno «molte altre fonti», tralasciando invece la presenza e «gli effetti biologici legati ai picchi di esposizione alle polveri ultrafini – afferma Di Ciaula – frequenti negli inceneritori».Comunque, sottolineano i medici dell’Isde, i risultati dello studio Moniter segnalano rischi per la salute causati dagli inceneritori, in linea con le ricerche internazionali: aumenti di nascite pre-termine, aborti spontanei e malformazioni fetali; maggiore insorgenza di tumori a fegato, pancreas, vescica, colon, polmone, ovaio e linfoma non-Hodgkin; aumento di patologie cardiocircolatorie, vascolari e respiratorie. Malattie dovute non solo al forte inquinamento tipico della Pianura padana, afferma Di Ciaula, ma alla «concentrazioni di diossine e policlorobifenili» emessi dagli inceneritori. Alla commissione di venerdì in Comune era presente anche Paolo Pandolfi, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico dell’Ausl di Bologna, che ha contestato duramente i medici dell’Isde, per essersi prestati a un’audizione «senza contraddittorio» con gli autori del Moniter. Sul merito della ricerca, invece, Pandolfi ammette che «le conclusioni dello studio aprono una finestra per un approfondimento. Sono da prendere in considerazione per seguire il principio di precauzione». Pandolfi non dice che gli inceneritori vanno chiusi, però sostiene la necessità di fermare «nuove aperture di impianti» e di «spegnere progressivamente quelli più vecchi». Quindi sottolinea: «Esistono problemi ambientali più cogenti rispetto agli inceneritori, come il traffico, le emissioni da riscaldamento e da fonti industriali. L’impatto degli inceneritori sull’inquinamento atmosferico è pari all’1%, ma le emissioni vanno tenute sotto controllo»
_Qui emergenza rifiuti a Roma e nella Provincia, in evidenza:
Per tutti i prossimi appuntamenti inerenti la vertenza inceneritore e discarica Albano – Castelli Romani incluso il corteo del 6 aprile, clicca qui.
Gianni Alemanno prende tutti in contropiede: “Non serve una nuova discarica, c’è Malagrotta”. Clicca qui.
Manlio Cerroni: “Da aprile tutti gli impianti ok così eviteremo sanzioni dell’UE, poi ammonisce, una discarica serve o sarà emergenza”. Clicca qui.
_Qui Provincia di Prato, esplode in Italia il caso dell’inceneritore di Baciacavallo delle diossine e dei “Pcb” rinvenuti in alcuni campioni animali monitorati/controllati ad hoc dai comitati. Per capire meglio la situazione dell’inceneritore posto nella Provincia di Prato consigliamo la visione/lettura dei documenti indicati di seguito:
Inceneritore Baciacavallo, comunicato di “Medicina Democratica”: presenza di diossine a Baciacavallo. clicca qui.
“Baciacavallo, aria irrespirabile e tumori. Ora basta”. Clicca qui.
Animali pieni di diossine a Baciacavallo. Clicca qui.
Baciacavallo, la Asl minimizza: “E’ il traffico la causa dei tumori”. Clicca qui.
_Per tutti i prossimi appuntamenti inerenti la vertenza Albano incluso il corteo del 6 aprile, clicca qui.
_Video Ecoballa di venerdi 15 marzo, rubrica a cura di Daniele Castri, referente legale del “Coordinamentro contro l’inceneritore di Albano”. Clicca qui.
_Rifiuti nel Lazio, Bruxelles rinvia l’Italia alla Corte di Giustizia Europea. Clicca qui.
_(Fonte articolo, clicca qui) E’ di nuovo allarme tumori per le ricadute ambientali e sanitarie derivanti dall’attività di trattamento di fanghi industriali dell’inceneritore di Baciacavallo. Un nuovo studio commissionato ad un pool di esperti universitari di Mestre, promosso dall’associazione Vita, ambiente e Salute onlus, ha rilevato nel raggio di due chilometri intorno all’impianto di Baciacavallo, livelli di diossina superiori fino a 12 volte rispetto a quanto consentito dalla legge. In particolare l’analisi è stata svolta su tre campioni, due polli ed una anatra, allevati nell’area di ricaduta di Baciacavallo. Tutti e tre i campioni sono risultati gravemente contaminati per la presenza di diossine e Pcb (Policlorobifenili). Sostanze quest’ultime messe al bando dalla convenzione di Stoccolma del 2001 che aveva lo scopo di proteggere la salute umana da queste molecole. Dalle varie analisi effettuate in tutta Italia è emerso che nel raggio di 10 chilometri da questi impianti aumenta il rischio malformazioni, mentre nel raggio di tre chilometri aumentano le probabilità di essere colpiti da tumori allo stomaco, al fegato o da linfomi. Nel caso specifico dell’inceneritore di Baciacavallo il rischio maggiore è quello di essere colpiti dal cancro ai polmoni. “Questi sono dati che non ci stupiscono – spiega il medico oncologo Patrizia Gentilini, che ha collaborato alla stesura del documento – Già nel 2007 era emerso dalle indagini dell’Asl di Pistoia sull’inceneritore di Montale, che il livello più alto di diossine, superiore di 11 volte al consentito, si trovava in un territorio “bianco”, proprio quello nell’area di Baciacavallo. Nonostante tutto ciò l’inceneritore di Baciacavallo continua indisturbato nella sua attività”. “Noi diciamo basta ad opere dannose, inutili e costose – commenta Gabriele Pecchioli, vicepresidente di Vas – il rischio è quello che a rimetterci non saremo solo noi ma anche le generazioni future”.
_(Fonte articolo, clicca qui) L’inceneritore di Baciacavallo produce diossine e sostanze tossiche, che aumentano il rischio di tumore. E’ pericoloso e dannoso per la salute. Bisogna chiuderlo. Meglio la discarica per i fanghi industriali». Il coro di protesta del coordinamento comitati della piana, dell’associazione onlus «Vita, Ambiente e Salute» e del movimento «Medicina Democratica» è sempre lo stesso, ormai da anni. A renderlo più forte, ieri mattina, è arrivata la presentazione ufficiale di uno studio, fatto realizzare dai cittadini grazie anche ai fondi raccolti in tutta Italia dal Movimento 5 Stelle e commissionato ad un istituto universitario di Mestre, su tre campioni animali allevati nella zona di ricaduta dei fumi dell’inceneritore. Secondo i dati, nel raggio di due chilometri intorno all’impianto di Baciacavallo, i due polli e l’anatra presi in esame presentano tutti livelli di diossina abbondantemente superiori rispetto a quanto consentito dalle norme di legge (si va da 4 a ben 12 volte il limite massimo tollerato). In particolare tutti e tre i campioni sono risultati gravemente contaminati per la presenza di diossine e Pcb (Policlorobifenili). In tutti gli animali, inoltre, è stata riscontrata una abbondante e preoccupante presenza di esaclorobenzene (Hcb), dato che confermerebbe un recente rapporto dell’Ispra, che individuava Baciacavallo come la più importante fonte emissiva nazionale di tale molecola nociva. Diossine, Policlorobifenili e esaclorobenzene fanno tutti parte dei cosiddetti Pop’s, sostanze messe al bando dalla convenzione di Stoccolma del 2001, che aveva lo scopo di proteggere la salute umana da queste molecole. «Visto che non sono bastate le varie analisi effettuate in tutta Italia, dalle quali è emerso che nelle vicinanze degli inceneritori aumentano notevolmente le probabilità di essere colpiti da tumori, malformazioni e malattie ereditarie di vario tipo, che interessano purtroppo anche le madri ingravidanza e i loro feti — commenta Adriana Pagliai, del coordinamento comitati della piana — abbiamo deciso di avvalorare ulteriormente la nostra protesta e le nostre preoccupazioni con questo studio. I risultati hanno confermato quello che già sapevamo. Baciacavallo è un impianto da chiudere: Gida e le istituzioni non possono più fare spallucce». L’accusa lanciata a Gida, in particolare, sarebbe quella di avere, negli anni, sempre disatteso le varie prescrizioni ambientali, chiedendo e ottenendo dalla Provincia il permesso di non misurare il parametro dell’acido cloridrico, inquinante di minore entità, ma precursore diretto dell’esaclorobenzene. «Già nel 2007 alcune indagini dell’Asl di Pistoia sull’inceneritore di Montale avevano rilevato casualmente, in un territorio considerato neutro per quella struttura, un livello di diossine, superiore di 11 volte al consentito — aggiunge Patrizia Gentilini, medico oncologo che ha collaborato alla sintesi dei dati — Peccat che quell’area fosse proprio nella zona di ricaduta dei fumi di Baciacavallo, che nonostante tutto ciò continua indisturbato la sua attività. Il rischio non è solo per noi, ma anche per le generazioni future, visto che queste sostanze tossiche si insinuano nell’organismo e nella catena alimentare. Il problema andrebbe risolto a monte, agendo sulle fabbriche che producono i fanghi, ma nel frattempo baciacavallo va chiuso. Una discarica sarebbe meno nociva». In prima fila fra i presenti Baldi e Barosco, rappresentanti locali del Movimento 5 Stelle, che da sempre fanno della battaglia agli inceneritori un loro caposaldo e che a breve, visti gli ultimi risvolti, dirameranno un comunicato nazionale.
_(Fonte articolo clicca qui) I cittadini della località sul lago di Bracciano hanno la possibilità di ricevere incentivi in euro semplicemente conferendo bottiglie di plastica Pet e lattine in alluminio nel Riciclatore posto in Piazza del Molo. Eurven e il Comune di Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, hanno, infatto, inaugurato il progetto ‘Risparmio differenziato’. I bonus potranno poi essere utilizzati nei negozi aderenti all’iniziativa, garantendo un risparmio sull’acquisto di prodotti da parte degli utenti e un notevole abbattimento derivante dalla Co2 solitamente emessa dal ciclo di gestione dei rifiuti. Questo è possibile poiché il riciclatore differenzia automaticamente e riduce il volume degli imballaggi, tagliando fino all’80% i viaggi impiegati dai mezzi di raccolta per svuotare i cassonetti, ed eliminando numerosi passaggi del ciclo rifiuti in quanto il materiale raccolto dal sistema è già pronto per essere destinato alla fase di riciclo. La novità più importante, però, è attualmente in fase di studio ma potrebbe essere presto attuata: l’amministrazione comunale, e in particolare l’assessore all’Ambiente Enrico Stronati, sta valutando l’ipotesi di permettere ai cittadini l’utilizzo dei bonus maturati anche sulle tariffe dei servizi comunali. “Se fosse possibile scalare i bonus dai servizi comunali, come la piscina, la biblioteca o, perché no, la tassa rifiuti, Anguillara Sabazia diventerebbe un importante caso di studio per tutta Italia, dimostrando che è possibile creare un nuovo e virtuoso ciclo di gestione dei rifiuti” dichiara Carlo Alberto Baesso, General Manager di Eurven.
_I movimenti dei cittadini chiamano a raccolta tutta la cittadinanza dei Castelli Romani per la difesa della propria salute e del proprio territorio. No al trattamento dei rifiuti di Roma nell’impianto TMB di Albano Laziale e nella relativa discarica di Roncigliano. Per questo convochiamo tutta la cittadinanza attenta e vigile al sit in – assemblea di sabato 26 gennaio di fronte l’ingresso della discarica intercomunale di Albano Laziale, di proprietà della Pontina Ambiente S.r.l.
_(Fonte comunicato stampa, clicca qui) “Non è impossibile, non è un’utopia, adottare la strategia rifiuti zero; è impossibile il contrario”. Utopia, per Alessio Ciacci, è pensare di continuare a produrre rifiuti e conferirli in discarica; è non pensare ad un ciclo continuo della materia, al suo riutilizzo; utopia, è continuare a pensare alla morte della materia dopo il suo utilizzo senza riflettere, invece, sul fatto che le materie prime siano un bene finito. Così Alessio Ciacci, Assessore all’ambiente del Comune di Capannori, nominato proprio in questi giorni “personaggio ambiente 2012”, ha iniziato il suo intervento nell’aula consiliare del Comune di Genzano sabato 19 gennaio nell’ultimo degli incontri del Progetto riciclo, organizzato in collaborazione con l’Associazione Differenzia-ti. “Ringrazio l’Associazione per aver organizzato questo ciclo di incontri che ci ha permesso di conoscere da più vicino alcune importanti realtà del territorio italiano. Capannori – ha detto il Sindaco Flavio Gabbarini – è un esempio da seguire. A breve partirà anche qui a Genzano il porta a porta, in quanto l’ultima seduta di gara per l’assegnazione del servizio si è svolta proprio questa settimana, e a breve vorremmo fare visita proprio a Capannori per comprendere anche le altre attività che vengono svolte nell’ottica della strategia rifiuti zero”. Già, perché se il porta a porta è il primo passo verso rifiuti zero, per centrare l’obiettivo è necessario mettere in piedi una serie di altri accorgimenti e attività, quali il compostaggio, il riciclaggio, la riduzione dei rifiuti, il riuso e la riparazione, l’introduzione della tariffazione puntuale, l’istituzione di un centro di ricerca per studiare il materiale indifferenziato che finisce in discarica e l’attivazione di un dialogo con le aziende per avviarli alla produzione di imballaggi totalmente riciclabili. Tutte attività che Capannori, e altri 120 Comuni che hanno aderito alla strategia rifiuti zero, ha già messo in pratica arrivando all’80% di raccolta differenziata con picchi di 90% nelle zone con Tia puntuale, un sistema di tariffazione che premia il comportamento virtuoso dei cittadini, facendo pagare sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. C’è poi, alle spalle di tutto ciò, un grosso lavoro di sensibilizzazione dei cittadini. “Abbiamo iniziato con questo ciclo di incontri – ha commentato il Sindaco Gabbarini a seguito della conferenza – per il quale voglio ringraziare Differenzia-ti, i tanti cittadini che hanno partecipato, i movimenti e tutti coloro che ci hanno supportato. Continueremo a mantenere alta l’attenzione su questo tema anche dopo l’avvio del porta a porta perché è nostro dovere di amministratori perseguire politiche virtuose di gestione dei rifiuti, nel rispetto dell’ambiente e della salute di tutti i cittadini”.
_(Fonte articolo, Marta Rossi, clicca qui) Quasi 46mila abitanti, un percentuale di raccolta porta a porta che supera l’80%, 30% di riduzione del volume di rifiuti prodotti, un risparmio di oltre 1,5 milioni di euro e 60 nuovi posti di lavoro. Sono questi i numeri che raccontano la storia di Capannori, comune in provincia di Lucca, primo in Italia ad aderire alla strategia Rifiuti Zero che punta dritto al 2020 come anno nel quale riuscire a non produrne più.
“Dal 2006 abbiamo iniziato la raccolta porta a porta e in sei anni siamo passati dal 30% all’80%. Però non ci bastava più e guardando ad altri esempi, come la città di San Francisco, abbiamo deciso di adottare la strategia Rifiuti Zero. Dal 1° gennaio 2013, poi, abbiamo applicato la tariffa puntuale, ovvero più differenzi, meno paghi e nelle prime frazioni dove abbiamo sperimentato la raccolta differenziata ha raggiunto il 90%”. Alessio Ciacci, 32 anni, è assessore all’Ambiente e alla Partecipazione del Comune di Capannori dal 2007. Anima della strategia dei rifiuti di Capannori, è stato appena eletto Personaggio Ambiente Italia 2012. Gira l’Italia per raccontare la storia straordinaria del suo Comune che nel contesto nazionale, dove la differenziata è al palo e viaggia a tre velocità – 49,1% a quota di raccolta differenziata di rifiuti urbani al Nord, 27,1% al Centro e 21,2% al Sud (Rapporto Ispra sui rifiuti urbani 2012) – rappresenta una punta di eccellenza copiata da altri 120 comuni che fanno parte della rete di Rifiuti Zero, che significa arrivare al riciclo totale degli scarti. Differenziare, però, non basta. Bisogna ridurre la produzione di rifiuti. “Abbiamo messo in campo 15 progetti che incentivano la riduzione di produzione di rifiuti, dando contributi per esempio ai commercianti che riducono gli imballaggi. Abbiamo messo in città distributori di latte, acqua e detersivi alla spina e siamo riusciti a ridurre il volume complessivo dei rifiuti del 30%”. Tra le iniziative del Comune ci sono anche le piantagioni di canapa: cento ettari coltivati a cannabis sativa, utilizzata per creare pannelli isolanti che per costruire delle case, ma anche materiale per realizzare mobili. È eco-friendly, perché non inquina, non necessita di tanta acqua e di pesticidi.
Poi, serve riutilizzare. Il team operativo del progetto “Passi concreti verso Rifiuti Zero” ha condotto uno studio sull’utilizzo delle capsule del caffè. Il risultato è stato che solo a Capannori se ne consumano ogni anno 750mila, pari a 9 tonnellate di rifiuti indifferenziati (un miliardo le capsule gettate ogni anno in Italia). “Abbiamo scritto una lettera aperta alla Lavazza – racconta l’assessore di Capannori – perché le capsule non possono essere differenziate. Loro ci hanno risposto e coinvolto in un progetto che prevede la revisione delle capsule per renderle divisibili e quindi riciclabili”.
All’inizio, ricorda Ciacci, i cittadini erano reticenti, perplessi e intimoriti “soprattutto per la paura dei rifiuti abbandonati. Noi abbiamo organizzato degli incontri, delle assemblee pubbliche, nei bar, nelle parrocchie, anche nei condomini condividendo così con le persone quella che anche per noi era una sperimentazione. I cittadini sono diventati protagonisti, hanno organizzato anche loro degli incontri, distribuivano materiale informativo casa per casa spiegando a loro volta il nuovo sistema. Per questo è cresciuto il gradimento”. Questo è stato anche dimostrato dall’ Università la Sapienza di Roma con lo studio “Il riciclo e le best practices” condotto da un gruppo di ricercatori della facoltà di Scienze della Comunicazione che ha preso in esame Capannori, Roma e Salerno per capire il gradimento della popolazione sulla raccolta domiciliare. Secondo lo studio, Capannori è risultato il miglior caso con il 94% della popolazione soddisfatta del servizio di raccolta e il 98,6% degli abitanti del comune sono stati informati attraverso materiale spedito a casa, mentre il 46% ha partecipato attivamente a riunioni e assemblee pubbliche. Oggi, quindi il 99% della popolazione capannorese pratica regolarmente la raccolta differenziata.
La strada verso i Rifiuti Zero è quindi imboccata: “Ci siamo vicini, ma il nostro obiettivo è soprattutto ciò che facciamo per arrivarci. Dobbiamo ridurre la produzione dei rifiuti, riuscire a recuperare anche quel 10% che trattiamo come indifferenziato. Da solo il Comune non può farcela, la Provincia di Lucca sta costruendo un impianto per recuperare il materiale e riutilizzarlo in alcuni settori come l’edilizia. Occorre abbandonare il concetto di rifiuto tutto occidentale della vita e morte della materia. Bisogna pensarla in senso circolare, in questo modo si riduce l’impatto sulla terra: alcuni ricercatori hanno dimostrato come questo porterebbe a una diminuzione del 40% dell’impatto sull’ambiente”. Ma oltre i risultati, la soddisfazione è vedere che altri seguono l’esempio di Capannori: “Siamo 120 Comuni in tutto il Paese, per un totale di quasi tre milioni di abitanti che differenziano e puntano ai rifiuti zero. Questo risultato è la soddisfazione maggiore”.
_(Fonte articolo, Maria Lanciotti, Castelli Notizie, clicca qui) Volendo si può. ‘Strategia Rifiuti Zero’ non è un’idea campata in aria ma una realtà concreta e verificabile. È stato dimostrato sabato scorso nell’incontro conclusivo di ‘Progetto Riciclo’, che si è tenuto come i precedenti nell’aula consiliare del comune di Genzano. Dopo le conferenze di Ezio Orzes e di Patrizia Gentilini, rispettivamente assessore all’Ambiente di Ponte nelle Alpi e medico oncologo Presidente ISDE Italia, appuntamento con Alessio Ciacci, assessore all’Ambiente di Capannori (Lucca), neo-eletto ‘Personaggio Ambiente 2012’ (leggi qui l’intervista pubblicata nei giorni scorsi).
Saluto e ringraziamenti del Sindaco Flavio Gabbarini – al suo fianco anche il vicesindaco Giorgio Ercolani – che ha fortemente sostenuto l’iniziativa proposta dall’Associazione Differenzia-ti. “Anche se a fatica si sta arrivando nel Comune di Genzano alla raccolta differenziata porta a porta e alla sistemazione dell’isola ecologica, un segnale che nei Castelli Romani c’è un cambiamento nella gestione dei rifiuti”. Afferma che i sindaci di bacino sono pronti a contrastare la costruzione dell’inceneritore e a impedire lo sversamento dei rifiuti di Roma nella discarica di Roncigliano, come designato dal commissario Sottile, ma si lamenta anche che le decisioni non sono più nelle loro mani e che “ai sindaci non resta che fare ricorsi” e ciò anche per quanto riguarda la Sanità e la gestione dell’acqua. “Occorre mobilitare l’opinione pubblica per dire che i gestori del territorio dobbiamo essere noi. Tra poco ci saranno le elezioni regionali, speriamo che i territori siano rappresentati degnamente”. E Gabbarini coglie il momento per salutare Emilio Cianfanelli, presente al convegno, di nuovo Primo Cittadino di Ariccia dopo un anno di commissariamento (leggi qui).
È poi la volta di Luca Tittoni, presidente dell’Associazione Differenzia-ti, fra i promotori di ‘Progetto riciclo’ e moderatore dell’incontro, che nella sua breve nota riafferma il senso e la necessità delle tre assemblee, “lanciare un messaggio a tutte le comunità dei Castelli Romani, cittadini, amministratori e associazioni” perché tutti insieme si operi per una diversa gestione dei rifiuti solidi urbani, “che sia equa e sostenibile e che guardi al futuro in ogni suo aspetto”. E non si perita infine di accennare, in tema di libertà di stampa e di parola, agli attacchi ricevuti da alcuni componenti dell’associazione, che come unico scopo – ricorda Tittoni – si prefigge “di operare attivamente per questo territorio, informando e proponendo valide soluzioni”.
La parola all’assessore Ciacci, che esordisce parlando di sconfitta culturale laddove il modello di sviluppo non consideri la possibilità di ‘rifiuti zero’. E affronta il problema del consumo e del post consumo che si sviluppa attraverso processi di riciclo, abbattendo l’impatto sull’ambiente del 50%. Si è fatto a San Francisco con milioni di abitanti e si può fare nelle grandi città italiane. “La volontà politica è quello che manca. Roma deve entrare sempre più nell’agenda politica”.
Vengono illustrati da Ciacci, anche con proiezioni di immagini, i ‘dieci passi’ che portano verso rifiuti zero: riduzione primo punto, riciclo priorità. “Ciò che non è riciclabile è sotto studio per essere sostituito. Anche se si arriva al 2, 3% di scarto ci accontentiamo”. Una bella storia, quella di Capannori (una popolazione di 46.000 abitanti divisa in 40 frazioni) che passo passo si sta sempre più avvicinando all’obiettivo finale. Superando difficoltà e riscuotendo incentivi. Tutto ciò viene spiegato punto per punto, accertato e documentato, e non presenta falle. Dieci passi e saremmo in salvo. I seguenti: separazione alla fonte, raccolta porta a porta, compostaggio, riciclaggio, riduzione dei rifiuti, riuso e riparazione, tariffazione puntuale, recupero dei rifiuti, centro di ricerca e riprogettazione, azzeramento rifiuti. A ben considerare i 10 passi comporterebbero un solo passo indietro, un ritorno alle vecchie sane abitudini della civiltà contadina. A Capannori si consumano solo prodotti alla spina – acqua, latte – e solo utilizzando la filiera corta. Si sta sistematicamente eliminando l’usa e getta a favore di quanto può essere riutilizzato. Si sono inventati persino il baratto in piazza, che diventa una bella occasione d’incontro per la comunità riunita per questa utile e divertente pratica. Hanno anche scritto una lettera a Lavazza, per trovare una soluzione allo smaltimento del caffè a capsule e si stanno prendendo provvedimenti per adottare un sistema di ritiro di questo rifiuto. E così via, come in un gioco scatenato a fare sempre meglio per ottenere sempre maggiori risultati. Al momento del dibattito con il pubblico qualche nodo si è presentato riguardo il compostaggio. Si è parlato dell’impianto a Velletri per trattare l’umido e produrre biogas e dell’impianto che brucia oli vegetali ad Albano. Alla domanda: “Questo materiale riciclato non contiene sostanze tossiche?” Ciacci risponde con una certa prudenza, ammettendo che i rifiuti speciali lasciano sempre qualche residuo e che “il conferimento senza controllo è sempre rischioso”. Riguardo il TMB (trattamento meccanico biologico, aerobico o anaerobico) con specifico riferimento agli impianti di Velletri e di Ariccia, Ciacci risponde di non essere in grado al momento di fornire dati precisi su tale tipo di gestione, e che stanno procedendo alla valutazione ma solo per la raccolta differenziata PaP.
Tante sono le domande, tra cui, implicita: ma cosa manca a noi per fare altrettanto? Semplice, noi dopo anni di devastazione ambientale e degrado morale, non abbiamo ancora compiuto il primo passo: si sta ancora traccheggiando per organizzare la raccolta differenziata, mentre i camion con la spazzatura di Roma marciano alla volta dei Castelli. I sindaci di bacino, Albano Laziale capofila, pare si stiano mettendo in moto per opporsi allo sfacelo totale, e ancora fanno propositi parlando al futuro: presenteranno una denuncia alla Commissione Europea per la valutazione di impatto ambientale (VIA), faranno ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e al Tar per l’impianto di Roncigliano e qualcuno di essi sostiene che forse bisognerebbe provvedere immediatamente per ottenere la sospensiva del decreto Clini. E si son dati appuntamento, i sindaci dei comuni che sversano l’indifferenziata nella discarica di Cerroni, di ritrovarsi tutti, sabato 26 gennaio, presso la discarica di Roncigliano, per fronteggiare la carica dei camion di monnezza provenienti da Roma, mentre nulla vieta all’impresa di Manlio Cerroni di partire per la costruzione del maxinceneritore, l’ultimo degli obbrobri immaginabili. Tutto ciò, e molto di più e di altro, è saltato fuori dal confronto con un Comune virtuoso quale Capannori, in cui specchiarsi con vergogna e massimo rammarico, in primis i nostri rappresentanti politici che non si capisce ancora come la pensino veramente e come intendano muoversi prima che sia troppo tardi. Grazie all’Associazione Differenzia-ti che ha reso possibile questi incontri illuminanti, la mente – anche fra i più restii e scettici – si apre ad altre possibilità e non si accetta più di morire solo per assecondare calcoli sbagliati.
_Fin dalla nascita dell’idea che poi ha preso forma nelle tre assemblee di PROGETTO RICICLO, abbiamo creduto che fosse importante lanciare un messaggio a tutte le comunità dei Castelli Romani: cittadini, amministratori e associazioni debbono attivarsi proprio perchè così lungamente vessate da un ciclo dei rifiuti obsoleto e che presenta marcate esternalità negative: sanitarie, ambientali ed economiche su tutto il nostro territorio. La volontà è stata quella di instillare un concetto semplice ma tremendamente forte: che una filiera dei rifiuti diversa sia possibile. Sostenibile, più equa e che guardi al futuro in ogni suo aspetto. Per far ciò abbiamo esaminato la straordinaria realtà di Ponte nelle Alpi insieme all’assessore Ezio Orzes, siamo rimasti colpiti dai dati scientifici inequivocabilmente mostrati dalla Dott.ssa Patrizia Gentilini, ed oggi siamo qui per approfondire insieme all’assessore Alessio Ciacci l’efficiente realtà di Capannori (Lucca), comune verso “Rifiuti Zero” e che parte da presupposti cardine che soprattutto le normative europee e nazionali fanno propri: la prevenzione e la riduzione del monte rifiuti come strategie ispiratrici di ogni politica economico-ambientale. Si tratta, è chiaro, di partire da un concetto diametralmente opposto rispetto a quanto da decenni si sta perpetrando in questo territorio e nella città di Roma, e che vede nello smaltimento l’anello principale, il mezzo che permette di “disfarci” di una risorsa, di materia imprescindibile, quella rappresentata, appunto, dai Rifiuti Solidi Urbani. Prima di introdurre, come da “tradizione”, le caratteristiche tecniche del comune che ospitiamo, ci pare giusto menzionare però quanto accaduto dopo l’avvio di PROGETTO RICICLO. Il marcato attacco all’associazione Differenziati è apparso principalmente sulle colonne di un giornale locale. Della libertà di stampa e di parola condividiamo tutto, o meglio, quasi tutto. Si perchè informare significa trasparenza ma soprattutto rispetto del dovere di etica e correttezza: quello che garantisce per ogni cittadino un importante diritto soggettivo: il diritto all’informazione, quella vera. Probabilmente visti gli attacchi insensati, ricevuti da alcuni componenti dell’Associazione nel corso di questi mesi, dobbiamo dedurre che l’attività di cui ci facciamo portavoci come associazione è davvero un’attività scomoda. Sta di fatto che al di là del valore giornalistico, dell’attendibilità, e del seguito di certe testate, il tutto testimonia un misero sconsolante disinteresse verso il vero tema di cui parlare: l’attuale, grave, situazione ambientale e sanitaria dei Castelli Romani in tema di rifiuti. Cosa che invece per noi è e resta prioritaria come dimostriamo anche stasera. Dopo questa doverosa puntualizzazione, torniamo a ciò che ci preme maggiormente e, cioè, operare attivamente per questo territorio INFORMANDO e PROPONENDO VALIDE SOLUZIONI; torniamo quindi al prestigioso ospite di oggi e alla realtà del Comune di Capannori. A pochi km da Lucca, Capannori conta all’attivo 46.000 abitanti ripartiti su di una superficie di 160 kmq ed è il primo comune italiano ad aver aderito alla strategia “Rifiuti Zero” che oggi, peraltro si trova ad un ottimo punto di concretizzazione. La raccolta differenziata porta a porta è stata introdotta nel corso dell’anno 2006 e vanta oggi una percentuale di differenziazione dell’80% con punte del 90% dove è stata introdotta la TIA puntuale. A tal proposito, dal 1 gennaio 2013 si è avuta l’estensione a tutto il territorio comunale della stessa TIA puntuale, facendo del comune lucchese il più grande municipio italiano con tariffazione puntuale. Capannori, inoltre, è tra i principali fondatori, se non il principale fondatore, del “Coordinamento nazionale dei Comuni verso Rifiuti Zero” che vanta oggi circa 120 comuni aderenti per un totale di oltre tre milioni di cittadini coinvolti ed il suo assessore all’ambiente, Alessio Ciacci, qui con noi, è stato nominato proprio nella giornata di ieri “Personaggio Ambiente 2012”. Concludo questo mio intervento introduttivo tracciando un bilancio estremamente positivo dell’idea tramutata poi in “Progetto Riciclo”. Questo va a beneficio della cittadinanza dei Castelli Romani, la stessa che ci ha dato fiducia, così come abbiamo ricevuto piena fiducia, totale libertà e pieno appoggio da molti cittadini, come Andrea che stasera ci permette la diretta streaming, ma senza dubbio dall’amministrazione di Genzano di Roma, nella qualità del sindaco Flavio Gabbarini e degli assessori della giunta comunale. Un ringraziamento a loro ed al relatore di oggi, Alessio Ciacci, a cui lascio la parola.
_L’associazione Differenziati ringrazia l’assessore all’ambiente del Comune di Capannori Alessio Ciacci (Personaggio Ambiente 2012) per la sua partecipazione ed il prezioso intervento di ieri nel corso del terzo ed ultimo incontro di “Progetto Riciclo”, ringrazia i cittadini dei Castelli Romani intervenuti e l’amministrazione di Genzano di Roma nella qualità del sindaco Flavio Gabbarini e del vicesindaco Giorgio Ercolani che hanno reso possibile la realizzazione della nostra idea. Un ringraziamento particolare per la sua partecipazione anche al sindaco di Ariccia, Emilio Cianfanelli. Non si tralasciano assolutamente ma si ringraziano con la stessa intensità movimenti, associazioni e giornalisti presenti ed intervenuti. Un grazie a sincero ad Andrea e a Nicola che hanno permesso la diretta streaming della conferenza. Un ringraziamento particolare anche ai relatori dei primi due incontri, Ezio Orzes (Assessore all’ambiente di Ponte nelle Alpi) e la Dott.ssa Patrizia Gentilini (oncologa – ematologa di Isde Italia) che con straordinaria capacità hanno mostrato la loro realtà e dati sanitari inequivocabili. “Progetto Riciclo” si chiude qui, siamo tuttavia certi di aver dato con i nosti gentili relatori un piccolo valore aggiunto a tutta la comunità dei Castelli Romani, confidiamo pertanto di dare un seguito alla nostra idea e al nostro impegno. Grazie a tutti per la partecipazione, per la fiducia e per il supporto che ci è stato dato.
_Ultimo incontro di “Progetto Riciclo”, l’Assessore Alessio Ciacci (Capannori) a Genzano di Roma. Sabato alle ore 17:00 presso l’aula consiliare del Comune. Grazie al “Movimento 5 Stelle di Albano Laziale” avremo anche la diretta web/streaming dell’evento direttamente a questo link. Pertanto da tutta Italia (movimenti, cittadini e associazioni) chi volesse seguirci può farlo direttamente via web. Buona visione!
_L’associazione Differenzia-ti e il Comune di Genzano di Roma invitano i cittadini, gli amministratori dei Castelli Romani ed i movimenti associativi del territorio al terzo ed ultimo incontro di “Progetto Riciclo” che si terrà sabato 19 gennaio alle ore 17:00 presso l’aula consiliare del Comune di Genzano di Roma. Avremo come ospite Alessio Ciacci, assessore all’ambiente del Comune di Capannori (Lucca) e “Personaggio Ambiente 2012″. Il Comune di Capannori, 46.000 abitanti ripartiti su 160 kmq di superficie è stato il primo comune italiano ad aderire alla strategia “Rifiuti Zero”, vanta una percentuale di raccolta differenziata dell’80% con punte del 90% dove è stata introdotta la TIA puntuale che è entrata a regime su tutto il terriorio comunale dal 1 gennaio 2013, facendo di Capannori il più grande comune italiano con tariffazione puntuale. Fondamentale anche lo sviluppo dato dal comune toscano al “Coordinamento Nazionale verso Rifiuti Zero” che vanta quasi 120 comuni aderenti per un totale di 3 milioni di cittadini. L’incontro conclusivo di “Progetto Riciclo” si prefigge, ancora una volta, di portare nel territorio castellano un’altra eccellenza del panorama italiano nella gestione del ciclo dei rifiuti a dimostrazione che la filiera della riduzione, del riuso e del riciclo sono realtà concrete di efficienza e di sostenibilità. Vi aspettiamo.
_(Fonte articolo, clicca qui) Goffredo Sottile, commissario straordinario all’emergenza rifiuti, ha deciso: la spazzatura di Roma verrà smaltita in quattro impianti sparsi in tutta la regione tra cui la discarica di Roncigliano di Albano. Ricordiamo che nella discarica di Albano è attualmente attivo il VII invaso, ma con l’arrivo dei rifiuti di Roma si può pensare a un esaurimento prima del tempo previsto tanto da dover poi attivare l’VIII invaso. I comitati cittadini che da anni lottano da un lato per la dismissione della discarica di Roncigliano e dall’altro per scongiurare la costruzione dell’inceneritore non hanno dubbi, da Albano non si passa. Sul web e i social network le decisioni di Sottile hanno generato una dura reazione: “Albano non diventerà la pattumiera di Roma – tuona Simone Carabella esponente del Partito Democratico e noto militante del Comitato No Inc – Chi ha sbagliato negli anni passati deve assumersi le proprie responsabilità. Troppo comodo scaricare ancora una volta su un territorio gia’ devastato ed al limite della vivibilita’. Ad Albano non si passa. Con ogni mezzo, con ogni uomo, con ogni donna. Tutti insieme impediremo questa ennesima violenza”. Anche Daniele Castri, referente legale del Comitato No Inc interpellato da Castellitoday non usa mezzi termini e annuncia già una prima manifestazione di protesta: “Cercheremo di ostacolare, con tutti i mezzi legali e le forze a nostra disposizione, questo ennesimo abuso ai danni dei Castelli Romani. Già la mattina del 26 Gennaio, data dell’entrata in vigore del decreto “Salva Roma”, il No Inc terrà, proprio all’ingresso della discarica di Roncigliano, un sit-in di protesta per manifestare contro le decisioni del Ministro Clini e del Super Commissario Sottile”. Anche l’amministrazione comunale di Albano da parte sua metterà in campo tutte le azioni possibili per contrastare la decisione derivata dal decreto del Ministro Clini: “Siamo stufi per usare un eufemismo – dice raggiunto telefonicamente Luca Andreassi delegato ai rifiuti del Comune di Albano – della duplice accezione di Roma: è Roma Capitale quando deve prendere finanziamenti ed è invece Roma Area Metropolitana quando c’è bisogno di risolvere i problemi. Anche questa volta siamo chiamai a risolvere un problema non nostro con tutti i problemi che ricadranno sul nostro territorio, si pensi al semplice traffico pesante sull’Ardeatina”. “Metteremo in essere – conclude Andreassi – tutte le azioni possibili di contrapposizione sia legale con un ricorso al Tar di cui i nostri legali stanno già studiando le carte e tutte le possibili forme di comunicazione per manifestare il nostro dissenso. Noi una discarica già ce l’abbiamo e non vogliamo anche essere la discarica di Roma”.
_Ultimo incontro di “Progetto Riciclo”, l’Assessore Alessio Ciacci (Capannori) a Genzano di Roma. Sabato alle ore 17:00 presso l’aula consiliare del Comune. Grazie al “Movimento 5 Stelle di Albano Laziale” avremo anche la diretta web/streaming dell’evento direttamente a questo link. Pertanto da tutta Italia (movimenti, cittadini e associazioni) chi volesse seguirci può farlo direttamente via web. Buona visione!
_L’associazione Differenzia-ti e il Comune di Genzano di Roma invitano i cittadini, gli amministratori dei Castelli Romani ed i movimenti associativi del territorio al terzo ed ultimo incontro di “Progetto Riciclo” che si terrà sabato 19 gennaio alle ore 17:00 presso l’aula consiliare del Comune di Genzano di Roma. Avremo come ospite Alessio Ciacci, assessore all’ambiente del Comune di Capannori (Lucca) e “Personaggio Ambiente 2012″. Il Comune di Capannori, 46.000 abitanti ripartiti su 160 kmq di superficie è stato il primo comune italiano ad aderire alla strategia “Rifiuti Zero”, vanta una percentuale di raccolta differenziata dell’80% con punte del 90% dove è stata introdotta la TIA puntuale che è entrata a regime su tutto il terriorio comunale dal 1 gennaio 2013, facendo di Capannori il più grande comune italiano con tariffazione puntuale. Fondamentale anche lo sviluppo dato dal comune toscano al “Coordinamento Nazionale verso Rifiuti Zero” che vanta quasi 120 comuni aderenti per un totale di 3 milioni di cittadini. L’incontro conclusivo di “Progetto Riciclo” si prefigge, ancora una volta, di portare nel territorio castellano un’altra eccellenza del panorama italiano nella gestione del ciclo dei rifiuti a dimostrazione che la filiera della riduzione, del riuso e del riciclo sono realtà concrete di efficienza e di sostenibilità. Vi aspettiamo.
_(Fonte articolo, clicca qui) Va in aula al Senato mercoledì 16 gennaio, dopo l’esame della Commissione Ambiente, il decreto legge sui rifiuti. La Commissione dovrà valutare in mattinata una trentina di emendamenti al testo del decreto rifiuti che include, tra gli altri provvedimenti, varie proroghe al 31 dicembre 2013 di gestioni commissariali. Intanto nel Lazio si preparano le proteste dei residenti nelle zone individuate martedì dal commissario per l’emergenza Rifiuti nella Capitale, Goffredo Sottile, per il trattamento dell’immondizia: si tratta di Albano Laziale (Roma), Viterbo, Colfelice (Frosinone) e Castelforte (Latina), ognuna delle quali ospita un impianto Tmb (trattamento meccanico biologico). Migliaia di tonnellate di rifiuti indifferenziati della Capitale, ma anche di Fiumicino, Città del Vaticano, Ciampino – una valanga di immondizia -, saranno portati nei 4 siti: qui si dovranno smaltire i rifiuti che non possono più essere conferiti in discarica o trattati negli impianti come Malagrotta. Nei siti Tmb, appositi macchinari separano l’«umido» da carta, plastica, vetro e altri materiali con il sistema del «tritovagliamento», ovvero tritando e centrifugando tutto quel che finisce nei cassonetti per procedere alla separazione: poi la cosiddetta «frazione secca» viene bruciata negli inceneritori. Un sistema che, secondo gli ambientalisti «spreca risorse, energia ed inquina aria acqua e suolo ma garantisce grandi profitti ai gestori degli impianti». La diffida di Sottile ai Comuni prevede che i trasferimenti di rifiuti da Roma ai 4 siti inizino entro il 25 gennaio. Gli abitanti delle zone interessate sono pronti a nuove barricate – come quelle che il 14 aprile, ad Albano, portarono agli scontri tra ambientalisti e polizia con 43 denunciati – per impedire l’arrivo dei camion tra 10-15 giorni. Se anche non fosse rispettata la prima scadenza imposta da Sottile, infatti, il decreto Rifiuti stabilisce che le Autorità competenti e le imprese titolari degli impianti siano «diffidate» perché adottino «entro il 30 gennaio 2013 le iniziative indispensabili per rendere operativo il piano per la raccolta differenziata nel Comune di Roma». Ma sul provvedimento del commissario ai rifiuti pende, come una spada di Damocle, anche la sentenza del Tar Lazio che – accogliendo un ricorso proposto dai Verdi e appoggiato dalla Provincia di Latina – ha annullato pochi giorni fa il Piano di gestione dei rifiuti (nella versione di un anno fa). In quella sentenza sono contenuti chiari richiami alla violazione delle direttive comunitarie: «Nel piano rifiuti imperniato su discariche e inceneritori della Regione Lazio, approvato dalla giunta Polverini, si spacciava la tritovagliatura come trattamento – sottolineano i Verdi – e quel piano è stato sonoramente bocciato dal Tar del Lazio, con la sentenza n. 121/2013». La Regione Lazio ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro il pronunciamento. Ma la sentenza è pesante: «Come correttamente affermato dalla Commissione Europea – si legge nella motivazione del Tar – per essere conforme alla direttiva discariche ed alla direttiva quadro sui rifiuti, il trattamento dei rifiuti destinati a discarica deve consistere in processi che, oltre a modificare le caratteristiche dei rifiuti allo scopo di ridurne il volume o la natura pericolosa e di facilitarne il trasporto o favorirne il recupero, abbiano l’effetto di evitare o ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull’ambiente nonchè i rischi per la salute umana». Il commissario ai rifiuti ha precisato che nei 4 siti le attività di trattamento dei rifiuti dureranno 120 giorni, durante i quali «saranno valutate anche ulteriori soluzioni». Gli impianti individuati, 4 sui 10 indicati dal ministro Clini nel decreto ora al Senato, sono chiamati a utilizzare la capacità residua, anche se i gestori – a parte quelli di Colfelice che non hanno risposto alle missive del prefetto – hanno già dichiarato di non essere in grado di ottemperare alle richieste. Il commissario Sottile ha minacciato sanzioni per chi non accetterà di trattare i rifiuti.
_L’associazione Differenzia-ti e il Comune di Genzano di Roma invitano i cittadini, gli amministratori dei Castelli Romani ed i movimenti associativi del territorio al terzo ed ultimo incontro di “Progetto Riciclo” che si terrà sabato 19 gennaio alle ore 17:00 presso l’aula consiliare del Comune di Genzano di Roma. Avremo come ospite Alessio Ciacci, assessore all’ambiente del Comune di Capannori (Lucca) e “Personaggio Ambiente 2012″. Il Comune di Capannori, 46.000 abitanti ripartiti su 160 kmq di superficie è stato il primo comune italiano ad aderire alla strategia “Rifiuti Zero”, vanta una percentuale di raccolta differenziata dell’80% con punte del 90% dove è stata introdotta la TIA puntuale che è entrata a regime su tutto il terriorio comunale dal 1 gennaio 2013, facendo di Capannori il più grande comune italiano con tariffazione puntuale. Fondamentale anche lo sviluppo dato dal comune toscano al “Coordinamento Nazionale verso Rifiuti Zero” che vanta quasi 120 comuni aderenti per un totale di 3 milioni di cittadini. L’incontro conclusivo di “Progetto Riciclo” si prefigge, ancora una volta, di portare nel territorio castellano un’altra eccellenza del panorama italiano nella gestione del ciclo dei rifiuti a dimostrazione che la filiera della riduzione, del riuso e del riciclo sono realtà concrete di efficienza e di sostenibilità. Vi aspettiamo.
_L’associazione Differenzia-ti e il Comune di Genzano di Roma invitano i cittadini, gli amministratori dei Castelli Romani ed i movimenti associativi del territorio al terzo ed ultimo incontro di “Progetto Riciclo” che si terrà sabato 19 gennaio alle ore 17:00 presso l’aula consiliare del Comune di Genzano di Roma. Avremo come ospite Alessio Ciacci, assessore all’ambiente del Comune di Capannori (Lucca) e “Personaggio Ambiente 2012″. Il Comune di Capannori, 46.000 abitanti ripartiti su 160 kmq di superficie è stato il primo comune italiano ad aderire alla strategia “Rifiuti Zero”, vanta una percentuale di raccolta differenziata dell’80% con punte del 90% dove è stata introdotta la TIA puntuale che è entrata a regime su tutto il terriorio comunale dal 1 gennaio 2013, facendo di Capannori il più grande comune italiano con tariffazione puntuale. Fondamentale anche lo sviluppo dato dal comune toscano al “Coordinamento Nazionale verso Rifiuti Zero” che vanta quasi 120 comuni aderenti per un totale di 3 milioni di cittadini. L’incontro conclusivo di “Progetto Riciclo” si prefigge, ancora una volta, di portare nel territorio castellano un’altra eccellenza del panorama italiano nella gestione del ciclo dei rifiuti a dimostrazione che la filiera della riduzione, del riuso e del riciclo sono realtà concrete di efficienza e di sostenibilità. Vi aspettiamo.
_(Fonte articolo, clicca qui) Corrado Clini, ministro dell’Ambiente, le province del Lazio esultano: il Tar bocciando il piano regionale dei rifiuti avrebbe di fatto ostacolato il suo. «Rimango senza parole, senza fiato. Ildecreto dei rifiuti di Roma che ho appena firmato non c’entra nulla con il piano regionale. Anzi il Tar ha criticato proprio la mancanza di allineamento con le direttive europee, esattamente la lacuna che abbiamo colmato col decreto». Quale lacuna? «Il piano regionale era impostato su una gestione provinciale dei rifiuti ed era uno dei limiti più pesanti. Quello nostro, invece, punta su un quadro regionale. Era assurdo che i rifiuti di Roma potessero andare in Olanda e non a Latina o Frosinone». I presidenti delle province dicono che non saranno la pattumiera di Roma. «Un’altra grave falsità. I rifiuti della Capitale saranno portati negli impianti di trattamento del Lazio solo per essere selezionati e poi torneranno a Roma. Quindi le discariche non c’entrano proprio nulla. Io non chiedo nuovi impianti, ma soltanto di utilizzare al massimo quelli che già esistono. Non mi sembra una cosa assurda: ci sono impianti di trattamento che funzionano al 50 per cento della capacità, che noi vogliamo far lavorare all’80 o al 90. A me sembra un fatto razionale, anzi l’ambiente e il sistema di gestione dei rifiuti se ne gioveranno in termini economici e occupazionali». Non pensa che siano normali le preoccupazioni? «Spero che si tratti di banali episodi di propaganda politica, il classico atteggiamento Nimby. Cose che certo non fanno onore a degli amministratori. Ho la speranza che non ci sia altro che questo». A che cosa allude? «Faccio una domanda a costoro: perché vi opponete al pieno utilizzo degli impianti di trattamento? A chi conviene avere i rifiuti di Roma per la strada?». Ce lo dica lei «Non saprei. So solo che l’economia della discarica è molto meno trasparente di quella del riciclo, e dove c’è opacità sono facili gli abusi. Il primo è un sistema basato su trasporto e buche nel terreno. Il secondo è un ciclo industriale». Che cosa la colpisce di più di queste critiche? «Non si tratta di semplici critiche. Quelle sono legittime, ci mancherebbe. Ma rimango inorridito quando un amministratore pubblico dice che questo decreto, previsto dalla legge di stabilità, è carta straccia. E’ un atto eversivo che non si può tollerare oltre». Il piano è partito? «Sì, abbiamo avuto le prime risposte, soprattutto dagli operatori privati». Tutti collaborativi? «I privati sì». E le amministrazioni pubbliche? «Meno». Il decreto prevede il commissariamento per chi non si adegua. «E anche le sanzioni». Il Lazio sta diventando come la Campania? «C’è una differenza fondamentale, lì il problema è costruire gli impianti. Nel Lazio, invece, ci sono già». E bastano per risolvere il problema? «Vediamo alla fine di questi sessanta giorni. Io credo che non serva costruire una discarica di grandi dimensioni». E di piccole? «Adesso è presto per dirlo, ma è certo che non arriveranno più in discarica i rifiuti non trattati. E’ quello che ci chiede l’Europa». La differenziata procede? «Il Conai mi ha confermato che siamo al 30 per cento». Perché Roma è così indietro? «Quando un anno fa ho cominciato a occuparmene, le autorità mi dissero “qui non si può fare”, la priorità era trovare una discarica. Io sapevo che non era così». L’Ama è in grado? «Adesso credo di sì. Hanno dovuto cambiare la struttura. Non capivo perché gli impianti di tmb lavorassero al 40 per cento». Insomma si può fare anche qui «Sì. A Roma si era sedimentato un comodo vizio: l’immondizia si metteva in buca a costi inferiori. Su questo si è strutturato un sistema».
_L’associazione Differenzia-ti e il Comune di Genzano di Roma invitano i cittadini, gli amministratori dei Castelli Romani ed i movimenti associativi del territorio al terzo ed ultimo incontro di “Progetto Riciclo” che si terrà sabato 19 gennaio alle ore 17:00 presso l’aula consiliare del Comune di Genzano di Roma. Avremo come ospite Alessio Ciacci, assessore all’ambiente del Comune di Capannori (Lucca) e “Personaggio Ambiente 2012″. Il Comune di Capannori, 46.000 abitanti ripartiti su 160 kmq di superficie è stato il primo comune italiano ad aderire alla strategia “Rifiuti Zero”, vanta una percentuale di raccolta differenziata dell’80% con punte del 90% dove è stata introdotta la TIA puntuale che è entrata a regime su tutto il terriorio comunale dal 1 gennaio 2013, facendo di Capannori il più grande comune italiano con tariffazione puntuale. Fondamentale anche lo sviluppo dato dal comune toscano al “Coordinamento Nazionale verso Rifiuti Zero” che vanta quasi 120 comuni aderenti per un totale di 3 milioni di cittadini. L’incontro conclusivo di “Progetto Riciclo” si prefigge, ancora una volta, di portare nel territorio castellano un’altra eccellenza del panorama italiano nella gestione del ciclo dei rifiuti a dimostrazione che la filiera della riduzione, del riuso e del riciclo sono realtà concrete di efficienza e di sostenibilità. Vi aspettiamo.
_(Fonte articolo, Castelli Notizie, Maria Lanciotti, clicca qui) ‘Progetto Riciclo’, ciclo di tre conferenze aperte al pubblico a cura dell’Associazione Differenzia-ti in collaborazione con il Comune di Genzano di Roma, si concluderà sabato 19 gennaio con il terzo e ultimo incontro che avrà come ospite Alessio Ciacci, assessore all’Ambiente di Capannori (Lucca) primo comune in Italia ad aver aderito alla ‘Strategia Rifiuti Zero’. Si sta assistendo tramite questi incontri a un vero stravolgimento culturale, che fa apparire ancora più retrograda e indegna la gestione dei rifiuti così come viene ancora concepita e praticata nel Lazio, nonostante le risapute gravissime alterazioni ambientali che ne conseguono. Anche stavolta, come per i precedenti ospiti – Ezio Orzes, assessore all’Ambiente di Ponte nelle Alpi, il comune più Riciclone d’Italia, e la Dottoressa Patrizia Gentilini, Presidente ISDE Italia, impegnata su più fronti nella lotta contro l’inquinamento e assolutamente avversa a discariche e inceneritori – vorremmo anticipare qualcosa sulle sfide e le alternative che il comune di Capannori propone in tema di smaltimento dei rifiuti, ponendo una serie di domande all’assessore Ciacci.
Partiamo dalla fine: il Ministero dell’Ambiente ha convocato il comune di Capannori per redigere il Piano Nazionale sulla riduzione dei rifiuti. Ciò significa che Capannori rappresenta l’eccellenza in Italia nella ‘Strategia Rifiuti Zero’. In che cosa consiste tale strategia? Come si è potuti giungere a un simile traguardo? E quali sono i prossimi obiettivi? ““Rifiuti Zero” è una strategia che punta, in genere oltre il 2020, all’eliminazione dei rifiuti a smaltimento, quelli che generano il maggior impatto ambientale ed il peggior spreco economico. Il nostro modello di consumo sta logorando il pianeta oltre la sostenibilità e non possiamo permetterci più di estrarre preziose materie prime per poi, post-consumo, sotterrarle in discariche regalate ai nostri figli e nipoti come problemi che loro dovranno gestire. Attraverso politiche di riciclo di tutti gli scarti e di riduzione della produzione di rifiuti è possibile raggiungere l’obiettivo con vantaggi economici, occupazionali, sociali e ambientali. Hanno fatto questa scelta città come San Francisco con oltre un milione di abitanti, dunque è una questione di volontà politica non certo di impossibilità tecnica. Solo a Capannori (46 mila abitanti) abbiamo costruito oltre 50 posti di lavoro con un risparmio annuo di oltre un milione di euro di mancati costi di smaltimento, riciclo all’80% e una riduzione complessiva dei rifiuti in sei anni di oltre il 30%. Dall’inizio del 2013 abbiamo avviato la tariffa puntuale, per calibrare la tariffa ai cittadini direttamente sul rifiuto prodotto e questo spinge ancora più in alto la raccolta differenziata e diminuisce ulteriormente la produzione di scarti”.
Ci vuol esporre quali sono i vantaggi ambientali, economici e sanitari derivanti da tale rivoluzionaria gestione dei rifiuti? “La strategia “Rifiuti Zero” si costruisce con un percorso di ‘dieci passi’ che è stato costruito a livello internazionale da tutti i movimenti e le amministrazioni che hanno fatto proprio questo obiettivo (vedi scheda in allegato, ndr). Il primo passo indispensabile è l’eliminazione del sistema di raccolta a cassonetto e l’avvio di un sistema di raccolta domiciliare intrapreso con metodi partecipativi e di massiccia informazione alla cittadinanza. Ci sono esperienze anche in Italia di grandi città come Salerno che hanno superato il 75% di differenziata, così come contesti montani, turistici, rurali, in cui esistono le possibilità di strutturare percorsi specifici e personalizzati che possano raggiungere l’obiettivo”.
Si punta dunque al massimo risparmio energetico e di materie prime: può, secondo lei, la cultura dell’ ‘usa e getta’ riconvertirsi al sano rapporto uomo-ambiente che le ultime generazioni non hanno affatto conosciuto? “La civiltà contadina era chiaramente molto meno “sprecona” della nostra ma questi temi stanno attirando sempre più l’interesse di tantissimi, anche giovani, che capiscono che altrimenti non c’è futuro per il nostro pianeta e speranza di una vita migliore. Ogni anno gli effetti dei cambiamenti climatici sono denunciati da scienziati e ricercatori, la strada della sostenibilità è sempre più una strada obbligata dalla matematica”.
La politica ambientale adottata dal comune di Capannori poggia su due punti fondamentali: Sostenibilità e Partecipazione. Vorrebbe sviluppare in breve tali concetti? Come si è riusciti a convincere la cittadinanza a essere parte integrante del progetto? “In questi anni a Capannori non abbiamo adottato il sistema di prendere decisioni obbligando poi la cittadinanza a seguirci, bensì abbiamo costruito queste scelte in modo partecipato, condividendo in decine e decine di assemblee pubbliche queste progettualità, lavorando con le associazioni territoriali, andando nei bar, nelle parrocchie, a volte anche nei condomini a costruire il modello che vogliamo migliorare sempre per costruire sostenibilità. Non parlo soltanto di raccolta differenziata ma anche di filiera corta, produzione locale, vendita alla spina, compostaggio domestico e decine di altre attività in corso o in fase di progettazione. Inoltre ogni anno adottiamo il Bilancio partecipativo per far decidere ai cittadini come utilizzare una parte consistente, 500 mila euro, del bilancio comunale inerente le opere pubbliche”.
L’Ascit Spa (Azienda Speciale Consortile per l’Igiene del Territorio), completamente pubblica, su cosa fonda l’evidente successo della sperimentazione del Porta a Porta? “I successi sono stati costruiti negli anni, passo dopo passo, con tanta determinazione, voglia di migliorarsi sempre e di imparare da chi fa meglio. Non ci consideriamo mai arrivati e ci teniamo a mantenere la società interamente pubblica, perché è un servizio per noi strategico e non crediamo sia corretto farlo gestire da logiche diverse, dall’orientamento alla qualità dei servizi”.
Ci vuole illustrare i metodi di tale Azienda Speciale nella selezione e riciclo dei materiali, e come avviene il trattamento dell’organico? “La nostra azienda non ha ancora purtroppo una propria impiantistica del riciclo (anche se ci stiamo lavorando), ma nel raggio di 20/30 chilometri c’è una rete impiantistica a cui conferiamo i materiali per avviarli a riciclo. La carta rimane a Capannori, e viene trasformata dalle nostre cartiere in cartone o carta riciclata”.
Trattamento aerobico e anaerobico dell’umido dei rifiuti urbani: vuole spiegarci la differenza fra i diversi sistemi di trattamento e cosa determina la scelta dell’uno o dell’altro? Quale dei due trattamenti è da ritenersi il più ‘ecologico’? E quale il più ‘vantaggioso’? “Le valutazioni sono complesse da un punto di vista tecnico. Noi abbiamo chiesto assistenza alla Scuola Agraria Parco di Monza, nella figura di uno dei massimi esperti in materia a livello nazionale, Enzo Favoino, per l’elaborazione del progetto. Nel nostro piano provinciale abbiamo una previsione impiantistica per un impianto di compostaggio da 50 mila tonnellate annue che pensiamo di realizzare con tecnologia anaerobica. Ovvero la materia organica in questo modo viene utilizzata, oltre che per la produzione del compost, anche per la produzione del biogas. E’ un processo assolutamente naturale e che permette di produrre anche energia, dunque i maggiori costi di produzione si recuperano con i ricavi energetici. Attualmente conferiamo l’organico ad un impianto a circa 20 chilometri da Capannori con tecnologia aerobica, e cerchiamo di spingere i nostri agricoltori all’utilizzo dell’ottimo compost in uscita”.
Ecologico e vantaggioso: termini compatibili o in conflitto? “Dobbiamo entrare nella concezione per cui ciò che non è ecologico si sta scontrando sempre più evidentemente con la nostra possibilità di “utilizzare” in questo modo il pianeta. Dunque possiamo dire: ecologico è vantaggioso!”.
Capannori punta a raggiungere entro il 2020 il traguardo dei ‘Rifiuti Zero’: come si pensa di arrivare a ‘scarti zero’? “Attraverso i dieci passi della strategia “Rifiuti Zero”. Per la minima parte che rimane di indifferenziato stiamo lavorando con tecnologie impiantistiche in grado di poter recuperare anche quei materiali in processi produttivi. In questo modo è possibile trasformare un costo in una risorsa e un inquinamento in un risparmio di materia prima”.
Capannori, con una serie di iniziative innovative e meritorie, si aggiudica numerosi riconoscimenti tra cui il ‘Premio Toscana Ecofficiente 2010’ avendo adottato il sistema degli Acquisti Verdi (Green Public Procurement): vuol dirci di cosa si tratta? “In questi anni abbiamo ricevuto almeno una decina e più premi in campo ambientale. Questo ci dà soddisfazione e ci motiva a fare sempre più e meglio. Vogliamo puntare alto e dimostrare al contempo che le nostre idee non sono campate in aria, ma hanno le gambe per camminare e correre sempre di più. Acquisti Verdi significa vincolare tutti gli acquisti comunali non soltanto all’economicità ma soprattutto all’ecologicità: carta assolutamente riciclata od ecologica, toner ricaricabili, mobilia sostenibile, ecc…”.
Capannori vince nel 2008 anche il Premio ‘Comune Riutilizzatore’ per il recupero dei Rifiuti Speciali: ci vorrebbe indicare come avviene questo recupero? “Attraverso le Isole Ecologiche sul territorio (ne abbiamo tre) raccogliamo rifiuti dalla cittadinanza che è incentivata ad utilizzare queste strutture attraverso un sistema di premio in bolletta. Ma in questi centri possono accedere anche le aziende, conferendo rifiuti poi avviati a recupero”.
‘La via della Buona Acqua’. Sembra il titolo di una bella favola ed è invece un percorso: ce lo vuole illustrare? “Sì, è un percorso che collega 15 fonti sorgive presenti sul territorio comunale. In ognuna di queste fonti abbiamo installato una tecnologia a raggi ultravioletti che elimina la carica batterica, dà dunque la massima garanzia di potabilità al pari dell’acquedotto ma senza alcuna aggiunta di cloro. In questo modo incentiviamo tutti a prendere gratuitamente l’acqua in questi bei luoghi, invece di acquistarla al supermercato dove si paga 1000 volte di più rispetto al rubinetto, per avere un’acqua meno controllata, in genere più scadente e con un enorme impatto ambientale”.
Acqua pubblica, distributore automatico del latte, detersivi alla spina. Guerra dichiarata agli acquisti al supermercato: nessuno ha cercato di mettervi i bastoni tra le ruote? “Certo, non sono mancati e non mancano, ma la forza della nostra volontà politica è stata più determinante”.
Anche ‘Ecosagra’ fra le iniziative per cui siete stati premiati: di cosa si tratta? “Abbiamo vincolato la possibilità di realizzare sagre sul territorio con la certificazione da parte degli organizzatori di eliminare le stoviglie in plastica usa e getta, adottando in alternativa il materiale biodegradabile o lavabile per il quale abbiamo dato dei contributi per l’acquisto”.
Il 13 ottobre 2012 nasce a Capannori l’Associazione Nazionale ‘Comunità Rifiuti Zero’: intenti e prerogative? “E’ stata un’occasione storica, un giorno memorabile per tutti. In quell’occasione abbiamo scritto, a centinaia di mani, lo statuto della costituenda Associazione Rifiuti Zero che raccoglierà le ormai più di 120 amministrazioni comunali che hanno adottato questa scelta, le tante associazioni sul territorio nazionale che promuovono questo obiettivo con l’intento di lavorare ancor più sinergicamente e con sempre più forza a questa valida alternativa alle discariche e agli inceneritori”.
Gli scarti non più un problema, ma una risorsa: una provocazione o una sfida? “Una necessità improrogabile”.
Come guardano a Capannori gli altri comuni della Provincia di Lucca? Si fanno coinvolgere nell’avventura? “Assolutamente sì. In pochi anni la Provincia di Lucca è balzata al primo posto in Toscana per la raccolta differenziata, proprio grazie al coinvolgimento in questo percorso di tanti comuni nella nostra provincia, ma sempre più anche in Regione. A livello nazionale purtroppo la strada è ancora lunga, visto che oltre il 60% degli scarti finisce in discariche o negli inceneritori, ma la forza delle alternative sta crescendo sempre più e credo che il 2013 sarà un anno ricco di grandi risultati”.
Quale il punto di forza di questa travolgente rivoluzione? C’è qualcuno in particolare che vorrebbe pubblicamente ringraziare? “Volontà e determinazione i punti di forza. Solo una grande squadra può centrare grandi risultati”.
Paul Connett, scienziato statunitense tra i fondatori della ‘Strategia Rifiuti Zero’, presidente in Italia del Comitato Scientifico della Commissione Rifiuti Zero di Capannori, che parte ha avuto e tuttora sostiene in questa emblematica e affascinante esperienza comunale? “Senz’altro ha avuto e continua ad avere un ruolo da protagonista”.
Assessore Ciacci, ciò che accade in Toscana può accadere anche a Roma? E propagarsi per tutta Italia? Quanto influisce l’ordinamento politico in determinate scelte culturali? “Credo che i più grandi risultati, come nel nostro caso, si possano raggiungere quando c’è un effetto di contagio tra politica e istituzioni, tra amministrazione e movimenti, associazionismo e comitati locali. Credo che unendo le forze, a volte anche tirandosi per la giacchetta, ma condividendo mete comuni, si possano costruire obiettivi fino a poco prima considerati irraggiungibili”.
Vuol chiudere con una sua riflessione o qualche suggerimento? “Rifiuti Zero, un’utopia a portata di mano. Sostenibilità e partecipazione l’unica strada verso un futuro possibile”.
Dieci passi verso Rifiuti Zero
1.separazione alla fonte: organizzare la raccolta differenziata. La gestione dei rifiuti non è un problema tecnologico ma organizzativo, dove il valore aggiunto non è quindi la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.
2.raccolta porta a porta: organizzare una raccolta differenziata “porta a porta”, che appare l’unico sistema efficace di RD in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%. Quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro è previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.
3.compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.
4.riciclaggio: realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva.
5.riduzione dei rifiuti: diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shopper in plastica con sporte riutilizzabili.
6.riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un’ottima resa occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia.
7. tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti più consapevoli.
8. recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.
9. centro di ricerca e riprogettazione: chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, e alla fornitura di un feedback alle imprese (realizzando la Responsabilità Estesa del Produttore) e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.
10. azzeramento rifiuti: raggiungimento entro il 2020 dell’azzeramento dei rifiuti, ricordando che la strategia Rifiuti Zero si situa oltre il riciclaggio. In questo modo Rifiuti Zero, innescato dal “trampolino” del porta a porta, diviene a sua volta “trampolino” per un vasto percorso di sostenibilità, che in modo concreto ci permette di mettere a segno scelte a difesa del pianeta.
_Terzo ed ultimo incontro di “Progetto Riciclo”, l’assessore all’ambiente del Comune di Capannori (primo comune italiano ad aderire alla strategia “Rifiuti Zero”), Alessio Ciacci, sarà nostro ospite il 19 gennaio 2013 alle ore 17:00 presso l’aula consiliare del Comune di Genzano di Roma. Tutti invitati. Vi aspettiamo.
_(Fonte articolo, clicca qui) C’è chi ha deciso di usare la canapa per uscire dalla crisi. E non nel senso di stordirsi a suon di spinelli fino a dimenticarla del tutto, la crisi. Si parla piuttosto di usare la canapa, uno dei prodotti un tempo più diffusi nelle campagne del centro Italia, come materia prima per la produzione di materiali edili, di fibre e tessuti. A lanciare la proposta innovativa è il comune toscano di Capannori, in provincia di Lucca. Già, ancora lui. Dopo essere stato il primo comune italiano ad aver adottato la strategia Rifiuti Zero elaborata da Paul Connett ed essere tornato recentemente alla ribalta con due nuovi progetti sostenibili – l’uno che incentiva lo sviluppo rurale, l’altro il co-housing – adesso il comune virtuoso ha deciso di fare un ulteriore passo verso la sostenibilità ambientale rilanciando la coltivazione della canapa sul proprio territorio. La canapa infatti, prima dell’avvento del proibizionismo, era diffusa in tutto il mondo come principale materia prima da cui si ricavava la carta. Ma con le sue fibre si può ottenere un’enorme varietà di prodotti, dai mattoni, alle corde, ai tessuti, a prodotti sostitutivi della plastica. Essa inoltre cresce senza un bisogno eccessivo d’acqua, non necessita di pesticidi e apporta benefici al terreno se usata nelle rotazioni, il che la rende particolarmente sostenibile. L’Italia era fino agli anni Sessanta fra i primi produttori al mondo di canapa, con la Romagna ed il lucchese che basavano gran parte della loro economia proprio sulla sua coltivazione e lavorazione. “Dunque perché rinunciare ad una risorsa tanto importante, che potrebbe fornire posti di lavoro e per di più cresce naturalmente nelle campagne circostanti?”, si saranno detti a Capannori. Così la decisione è stata presa, facilitata anche dall’avvio in contemporanea di un progetto portato avanti dall’azienda toscana Canapalithos che ha ottenuto il brevetto per produrre manufatti dalla canapa. In collaborazione con le sezioni lucchesi della Coldiretti e della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), il comune ha organizzato un seminario dal titolo “La canapa: prospettive per un’agricoltura che guarda alla sostenibilità e alle tradizioni del territorio”, che si svolgerà venerdì 21 dicembre alle 17.30 nella sala consiliare in piazza Aldo Moro a Capannori. Vi prenderanno parte, oltre ai rappresentanti delle associazioni di categoria, gli assessori all’ambiente, Alessio Ciacci, e alle attività produttive, Maurizio Vellutini e Fabrizio Sassetti di Canapalithos – Gruppo Fibranova. “Per uscire dalla crisi servono anche soluzioni innovative” hanno affermato l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci, e alle attività produttive, Maurizio Vellutini. Quella di rilanciare la canapa ha tutta l’aria di esserlo. “L’amministrazione comunale, da sempre attenta alle buone pratiche e a promuovere lo sviluppo con un occhio di riguardo alla salvaguardia del territorio e delle sue tradizioni, punta adesso a rilanciare la produzione di canapa a Capannori per creare una filiera agricola sostenibile e virtuosa che unisca aspetti altamente ecologici a quelli di un’ampia duttilità di impieghi. È per questo che ci auguriamo che imprenditori e agricoltori locali, ma anche cittadini, partecipino attivamente a questo seminario, che vuole essere il punto iniziale di un percorso per il quale vogliamo confrontarci – e informare – la comunità”. “Ci sono quindi tutti i presupposti – hanno concluso i due assessori – affinché questo vegetale possa tornare nei campi di Capannori, contribuendo a rilanciare il settore agricolo, che sta attraversando un particolare momento di crisi, unendosi ai tanti progetti portati avanti dall’amministrazione Del Ghingaro per ridurre le emissioni nocive nell’aria e migliorare la qualità di vita dei cittadini”. Con una giunta così gli abitanti di Capannori hanno motivo di essere allegri. E la canapa non c’entra.
_(Fonte articolo, Forlì Today, clicca qui) “Ci uniamo al sarcastico ed amaro applauso dei residenti nel quartiere di Coriano, al termine della lettura della sentenza con la quale il giudice ha assolto con formula piena i rappresentanti delle Società Hera e Mengozzi dal reato di inquinamento ambientale. A nulla sono valse perizie documentatissime a supporto della Pubblica Accusa, né attestazioni di grave malattia e di morti per tumore, puntualmente evidenziate al giudice, per dimostrare anche in sede giudiziale, come era lecito aspettarsi, quello che la scienza e le statistiche ci dicono: che l’incenerimento ha un’incidenza non trascurabile nelle problematiche sanitarie del territorio”: gli ambientalisti del WWF Forlì e del Clan-Destino non ci stanno di fronte alle assoluzioni. E ancora: “Una risultanza attestata poco più di un mese fa dall’Ordine dei Medici che, nel documento conclusivo del Tavolo delle Diossine, ha scritto, con dati e statistiche incontrovertibili, il vero e definitivo atto d’accusa contro questi impianti di incenerimento. Un pericolo ambientale e per la salute umana che evidentemente nella corte del tribunale di Forlì non ha avuto piena eco, mentre è ormai opinione generalizzata nei nostri concittadini.” E ancora: “Un rischio per l’ambiente evidenziato dall’oncologa Patrizia Gentilini, di fronte ad una vasta e partecipe platea in occasione della serata organizzata da Clan-Destino, in cui ha parlato di sconvolgenti risultati di 56 indagini condotte dall’Asl per la ricerca di diossine, furani e Pcb eseguiti nel 2011 in allevamenti rurali del forlivese. Dal dossier emerge una gravissima contaminazione del territorio da parte di questi inquinanti. Infatti, in base alla attuale normativa, su 61 campioni complessivi solo 25 sono conformi; in particolare su 12 galline ruspanti solo 2 rientrano nei limiti e su 24 campioni di uova solo 13. Se poi i risultati vengono giudicati tal quali senza togliere l’incertezza analitica delle 12 galline una sola potrebbe essere consumata”. Sempre gli ambientalisti: “Per non parlare dello studio internazionale Enhance Health che ha evidenziato: “un aumento di mortalità per tutti tumori, con un incremento variabile dal +17%, al + 26%, al +54% a seconda dei vari livelli di esposizione. Ci troviamo quindi in una situazione di grave misconoscimento del problema inceneritori, risolto spesso con la frase “i valori delle emissioni rientrano entro i limiti di Legge”. “Come spiegato, sempre nella stessa serata organizzata da Clan-Destino dal Dr. Ruggero Ridolfi: “è necessario sapere che la soglia o il limite non si allinea mai al numero zero, ma che il legislatore mette in conto a livello statistico un certo numero di morti e di quella triste contabilità la vittima è innanzitutto il cittadino”. Inoltre questi “limiti di legge” sono ricchi di paradossi e contraddizioni; infatti cambiano da paese a paese e spesso si modificano in base ai tempi alle volontà politiche sociali ed anche economiche. Questo sta a significare forse che i cittadini colpiti da tumori e da patologie cancerogene si stiano ammalando entro i limiti di legge?” “Aldilà della sentenza che ha visto prosciolti i manager degli inceneritori pubblico e privato di Hera e Mengozzi, e in attesa di conoscerne le motivazioni, ribadiamo, che come Associazioni a tutela della salute e dell’ambiente continueremo a produrre documentazione in merito, ad informare i cittadini e chiederemo a loro di mobilitarsi in massa per costruire effettivamente tutte quelle alternative, già praticabili, che consentano nel più breve tempo possibile la chiusura degli inceneritori. Il tutto in coerenza con la legge di iniziativa popolare sui rifiuti, da noi elaborata e in attesa di calendarizzazione presso il Consiglio Regionale. Auspichiamo infine che la Pubblica Accusa, alla quale non faremo mancare il nostro convinto appoggio, si appelli in secondo grado contro la sentenza di assoluzione”.
_Alessio Ciacci, assessore all’ambiente del Comune di Capannori (primo comune italiano ad aderire alla strategia “Rifiuti Zero”), sarà nostro ospite il 19 gennaio 2013 nel corso dell’ultimo incontro di “Progetto Riciclo”.
_(Fonte articolo, clicca qui) Il Ministero, che vuole redigere il piano nazionale sulla riduzione dei rifiuti, ha convocato Capannori come unico ente locale italiano perché ritenuto un’eccellenza. L’assessore Ciacci ha parlato delle buone pratiche promosse dall’amministrazione di Capannori dando anche suggerimenti su come migliorare la normativa nazionale. La strategia dei Rifiuti Zero e le buone pratiche ambientali promosse dall’amministrazione di Capannori sono state spiegate in un incontro dall’Assessore all’Ambiente e ala Partecipazione, Alessio Ciacci, al Ministero dell’Ambiente. Il Ministero, infatti, vuole redigere il primo piano nazionale sulla riduzione dei rifiuti e, dopo aver convocato in audizione le categorie economiche e l’Anci nazionale, ha chiesto a Capannori consigli, idee e proposte. L’ente di piazza Aldo Moro è l’unico in Italia a essere stato chiamato, proprio perché la sua eccellenza nella gestione dei rifituti è conosciuta in tutto il Paese; in pochi anni Capannori ha infatti diminuito del 30% la produzione complessiva dei rifiuti e ha inviato a riciclo oltre l’80% dei materiali. All’incontro di Roma l’assessore Ciacci ha portato un report sull’esperienza capannorese e su quella delle oltre 100 amministrazioni che hanno aderito ai “Rifiuti Zero” e all’Associazione nazionale dei Comuni virtuosi, di cui Capannori fa parte del direttivo. E’ stato inoltre consegnato ai tecnici e ai dirigenti del Ministero, sorpresi positivamente dal lavoro fatto dal Comune, il piano di riduzione dei rifiuti approvato nei giorni scorsi dal consiglio comunale, il primo del genere approvato in Italia. “È un grande orgoglio ed onore essere stati convocati dal Ministero per questa importante audizione sul tema dei rifiuti e della sostenibilità. Il più grande ringraziamento va ai cittadini che permettono a Capannori di raggiungere queste grandi percentuali di riduzione e riciclo, all’azienda Ascit e a tutti i Comuni che con noi stanno costruendo queste strategie dando sempre più forza a livello nazionale alle buone pratiche – dichiara l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci -. Con queste iniziative, ancor poco diffuse in Italia, specie nelle grandi città, abbiamo contenuto i costi, costruito posti di lavoro e migliorato l’ambiente. Auspichiamo che le nostre proposte siano tenute in considerazione ed adottate, continueremo comunque a farle crescere sempre di più con le amministrazioni con cui stiamo condividendo davvero una politica per il bene comune”. La riunione, svoltasi alla Direzione generale tutela del territorio e delle risorse idriche, si è svolta in un clima molto positivo, di grande interesse dimostrato per l’esperienza capannorese e per le tante buone iniziative avviate dalla strategia “Rifiuti zero” ma anche per le proposte elaborate per l’inserimento nella normativa nazionale. A tal proposito l’assessore Ciacci ha sottolineato l’importanza della riduzione dei rifiuti sia attraverso sistemi di incentivazione e tassazione per ridurre la produzione di imballaggi da parte delle aziende, sia inserendo nella pianificazione nazionale, al pari della raccolta differenziata, obblighi normativi di riduzione degli scarti a livello comunale e di passaggio alla tariffazione puntuale sui rifiuti come già è stato previsto in altri Stati europei. La tariffazione puntuale, come dimostrano i casi di successo in Italia, è uno degli strumenti più efficaci per la riduzione degli scarti e premia direttamente i cittadini. Non caso a Capannori, dopo una prima sperimentazione avviata nel 2012, adotterà a pieno regime questo sistema dal 2 gennaio 2013. L’incontro di ieri (mercoledì) si è inoltre incentrato sull’importanza di aumentare la “cauzione” per gli imballaggi versata dai produttori, che in altri paesi europei è molto più elevata ed ha infatti spinto le aziende a utilizzare il meccanismo del “vuoto a rendere” piuttosto che l’usa e getta. I dirigenti e funzionari ministeriali hanno presenziato per oltre tre ore alla relazione chiedendo approfondimenti e chiedendo di consolidare il confronto con scambio di materiale e possibili ulteriori incontri. Capannori, presente anche in rappresentanza del coordinamento nazionale dei comuni Rifiuti Zero e dell’Associazione Comuni Virtuosi, si conferma sempre più un laboratorio nazionale di sperimentazione di buone pratiche e di confronto con esperti a livello nazionale delle migliori progettualità per la sostenibilità ambientale. “Con l’adesione nel 2007 alla strategia dei Rifiuti Zero, quale primo Comune in Italia, Capannori ha messo al primo posto l’ambiente, per rendere migliore il territorio e incrementare la qualità della vita dei cittadini – afferma il sindaco, Giorgio Del Ghingaro -. E’ stata una scelta coraggiosa, ma oggi i risultati concreti ottenuti sono sotto gli occhi di tutti. La nostra amministrazione comunale è presa a modello per la sua politica vicina alle esigenze della comunità. Sono tanti i Comuni che incontriamo per dare loro suggerimenti su come riproporre nei loro territori le nostre buone pratiche ed è quindi un onore che il Ministero ci abbia chiamato per approfondire la nostra esperienza”.
_Alessio Ciacci, assessore all’ambiente del Comune di Capannori (primo comune italiano ad aderire alla strategia “Rifiuti Zero”), sarà nostro ospite il 19 gennaio 2013 nel corso dell’ultimo incontro di “Progetto Riciclo”.
_(Fonte articolo, clicca qui) Il Ministero, che vuole redigere il piano nazionale sulla riduzione dei rifiuti, ha convocato Capannori come unico ente locale italiano perché ritenuto un’eccellenza. L’assessore Ciacci ha parlato delle buone pratiche promosse dall’amministrazione di Capannori dando anche suggerimenti su come migliorare la normativa nazionale. La strategia dei Rifiuti Zero e le buone pratiche ambientali promosse dall’amministrazione di Capannori sono state spiegate in un incontro dall’Assessore all’Ambiente e alla Partecipazione, Alessio Ciacci, al Ministero dell’Ambiente. Il Ministero, infatti, vuole redigere il primo piano nazionale sulla riduzione dei rifiuti e, dopo aver convocato in audizione le categorie economiche e l’Anci nazionale, ha chiesto a Capannori consigli, idee e proposte. L’ente di piazza Aldo Moro è l’unico in Italia a essere stato chiamato, proprio perché la sua eccellenza nella gestione dei rifituti è conosciuta in tutto il Paese; in pochi anni Capannori ha infatti diminuito del 30% la produzione complessiva dei rifiuti e ha inviato a riciclo oltre l’80% dei materiali. All’incontro di Roma l’assessore Ciacci ha portato un report sull’esperienza capannorese e su quella delle oltre 100 amministrazioni che hanno aderito ai “Rifiuti Zero” e all’Associazione nazionale dei Comuni virtuosi, di cui Capannori fa parte del direttivo. E’ stato inoltre consegnato ai tecnici e ai dirigenti del Ministero, sorpresi positivamente dal lavoro fatto dal Comune, il piano di riduzione dei rifiuti approvato nei giorni scorsi dal consiglio comunale, il primo del genere approvato in Italia. “È un grande orgoglio ed onore essere stati convocati dal Ministero per questa importante audizione sul tema dei rifiuti e della sostenibilità. Il più grande ringraziamento va ai cittadini che permettono a Capannori di raggiungere queste grandi percentuali di riduzione e riciclo, all’azienda Ascit e a tutti i Comuni che con noi stanno costruendo queste strategie dando sempre più forza a livello nazionale alle buone pratiche – dichiara l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci -. Con queste iniziative, ancor poco diffuse in Italia, specie nelle grandi città, abbiamo contenuto i costi, costruito posti di lavoro e migliorato l’ambiente. Auspichiamo che le nostre proposte siano tenute in considerazione ed adottate, continueremo comunque a farle crescere sempre di più con le amministrazioni con cui stiamo condividendo davvero una politica per il bene comune”. La riunione, svoltasi alla Direzione generale tutela del territorio e delle risorse idriche, si è svolta in un clima molto positivo, di grande interesse dimostrato per l’esperienza capannorese e per le tante buone iniziative avviate dalla strategia “Rifiuti zero” ma anche per le proposte elaborate per l’inserimento nella normativa nazionale. A tal proposito l’assessore Ciacci ha sottolineato l’importanza della riduzione dei rifiuti sia attraverso sistemi di incentivazione e tassazione per ridurre la produzione di imballaggi da parte delle aziende, sia inserendo nella pianificazione nazionale, al pari della raccolta differenziata, obblighi normativi di riduzione degli scarti a livello comunale e di passaggio alla tariffazione puntuale sui rifiuti come già è stato previsto in altri Stati europei. La tariffazione puntuale, come dimostrano i caso di successo in Italia, è uno degli strumenti più efficaci per la riduzione degli scarti e premia direttamente i cittadini. Non caso a Capannori, dopo una prima sperimentazione avviata nel 2012, adotterà a pieno regime questo sistema dal 2 gennaio 2013. L’incontro di ieri (mercoledì) si è inoltre incentrato sull’importanza di aumentare la “cauzione” per gli imballaggi versata dai produttori, che in altri paesi europei è molto più elevata ed ha infatti spinto le aziende a utilizzare il meccanismo del “vuoto a rendere” piuttosto che l’usa e getta. I dirigenti e funzionari ministeriali hanno presenziato per oltre tre ore alla relazione chiedendo approfondimenti e chiedendo di consolidare il confronto con scambio di materiale e possibili ulteriori incontri. Capannori, presente anche in rappresentanza del coordinamento nazionale dei comuni Rifiuti Zero e dell’Associazione Comuni Virtuosi, si conferma sempre più un laboratorio nazionale di sperimentazione di buone pratiche e di confronto con esperti a livello nazionale delle migliori progettualità per la sostenibilità ambientale. “Con l’adesione nel 2007 alla strategia dei Rifiuti Zero, quale primo Comune in Italia, Capannori ha messo al primo posto l’ambiente, per rendere migliore il territorio e incrementare la qualità della vita dei cittadini – afferma il sindaco, Giorgio Del Ghingaro -. E’ stata una scelta coraggiosa, ma oggi i risultati concreti ottenuti sono sotto gli occhi di tutti. La nostra amministrazione comunale è presa a modello per la sua politica vicina alle esigenze della comunità. Sono tanti i Comuni che incontriamo per dare loro suggerimenti su come riproporre nei loro territori le nostre buone pratiche ed è quindi un onore che il Ministero ci abbia chiamato per approfondire la nostra esperienza”.
_(Fonte articolo, Eco 16, clicca qui) Con i contributo del Comune Di Genzano di Roma e del suo sindaco Flavio Gabbarini e con l’organizzazione di Differenziati (http://differenziati.com), si è svolto sabato 1 dicembre, nell’aula consiliare, nell’ambito delle conferenze di Progetto Riciclo, l’incontro con la dottoressa Patrizia Gentilini dell’ISDE, Associazione Medici per l’Ambiente, oncologa con oltre 30 anni d’esperienza sul campo. Il tema trattato è stato la relazione tra malattie e vicinanza a inceneritori o discariche. I dati portai dalla dottoressa sono evidenti e difficilmente confutabili. Anni di studi e di ricerche hanno dimostrato correlazioni evidenti tra malattie quali i tumori, alterazioni cardiache, diabete, danni neuropsichici ed altri disturbi e l’entrare a contatto diretto con sostanze che vengono immesse nell’ambiente da discariche e soprattutto da inceneritori. Ormai anche i sassi dovrebbero sapere che gli inceneritori producono fumi contenenti un particolato ultrafine che viene immesso nell’aria, respirato ed assimilato dall’uomo direttamente e indirettamente. Ma purtroppo, ci è stato spiegato, che se questo può essere responsabile di molte malattie di altre gravissime patologie sono responsabili altri prodotti degli inceneritori: le diossine e i PCB. Non entriamo nei particolari ma sta di fatto che un inceneritore può essere considerato una fabbrica di veleni. In un certo senso si può paragonare i danni di un inceneritore a quelli che producono le sigarette sull’uomo. La differenza sta nel fatto che le sigarette le fumano glia adulti, più o meno consapevoli, mentre il fumo degli inceneritori ricasca, come un manto che tutto copre, su tutta la popolazione e su tutto l’ambiente circostante, compresi bambini e donne in stato interessante! Lo stato Italiano mette sui pacchetti delle sigarette la scritta “Nuoce gravemente alla salute”, lo stesso si dovrebbe fare con gli impianti che, andando a combustione, immettono fumi, con tutte le loro sostanze tossiche, nell’ambiente. Una riflessione particolare va fatta per la fascia più a rischio della popolazione: le donne. Le donne sono, in un certo senso, “sentinelle” dell’ambiente visto che da autorevoli studi risultano essere più sensibili all’inquinamento ambientale. Come riportato in uno studio del The New England Journal of Medicine, per ogni incremento di di 10 mcg/m3 di PM2,5 si ha un +24% di eventi acuti cardiovascolari e un +76% di mortalità, sempre per eventi cardiovascolari. Non solo: dobbiamo anche pensare non è soltanto la quantità di veleno che si assume che conta ma anche il momento conta e questo momento può essere particolarmente grave si si parla di donne in stato interessante, che possono trasmettere, compromettendone la salute, le sostanze tossiche al nascituro. Mettiamo a disposizione dei lettori (QUI) il link concesso da Differenziati con tutte le diapositive proiettate dalla dottoressa Gentilini nel corso della conferenza dibattito. I dati sono preoccupanti, come quelli degli studi di ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità e del CNR di Pisa, di cui riportiamo in evidenza la tabella. Parlare di questi argomenti è importate. Non deve procurare allarmismo ma consapevolezza. Le persone devono essere consapevoli dei rischi che certe scelte industriali comportano e, se lo ritengono opportuno lottare perché queste scelte non vedano luce. La lotta contro l’inceneritore di Albano e contro ogni tipo di inceneritore, ovunque sia, e la difesa della salute e dell’ambiente è una lotta giusta che richiede partecipazione, partecipazione che può arrivare soltanto grazie all’informazione e alla consapevolezza che scelte fatte sulla testa dei cittadini dalle forze economiche industriali non sempre sono sostenibili ma anzi saranno causa della distruzione del nostro habitat. Chi sostiene che comunque oggi si vive più a lungo che in passato non può usare questo come giustificazione per la sistematica distruzione dell’ambiente e della salute, anche considerato che la lunghezza della vita non sempre va di pari passo con la qualità della vita stessa. Possiamo vivere più a lungo, è vero e ringraziamo la scienza per questo, ma abbiamo anche il diritto di vivere in salute. “La deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione dei beni di consumo e dei profitti che ne derivano, si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone anche la componente più fragile, i bambini, sia con l’esposizione diretta a cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche di varia natura presenti nell’acqua, nell’aria nel suolo e nel cibo, sia con le conseguenze della sistematica distruzione del nostro habitat” diceva Lorenzo Tomatis, scienziato e medico. Sullo stesso argomento vedi anche qui e qui.
_L’associazione Differenziati ringrazia la Dott.ssa Patrizia Gentilini per la sua partecipazione ed il prezioso intervento di sabato nel corso del secondo incontro di “Progetto Riciclo”, ringrazia i cittadini dei Castelli Romani intervenuti e l’amministrazione di Genzano di Roma nella qualità del sindaco Flavio Gabbarini che ha reso possibile la realizzazione della nostra idea. Un ringraziamento particolare per la loro partecipazione anche al sindaco di Castel Gandolfo, Milvia Monachesi e al direttore uscente del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Rm H, Dott. Agostino Messineo. Non si tralasciano assolutamente ma si ringraziano con la stessa intensità movimenti, associazioni e giornalisti presenti ed intervenuti. Il prossimo e ultimo incontro di “Progetto Riciclo” si terrà sabato 19 gennaio alle ore 17:00 presso l’aula consiliare del Comune di Genzano di Roma con Alessio Ciacci, assessore all’ambiente del Comune di Capannori (Lucca) primo comune italiano ad aderire alla strategia “Rifiuti Zero.
(fonte articolo, Eur.Roma.it, clicca qui) Oggi, dalle ore 18.00 alle ore 20.00 presso lo studio di architettura in via Vodice n. 8 a Roma, si svolgerà il 3° Convegno “Rifiuti e Criminalità nel Lazio”, promosso nell’ambito del progetto “Il filo rosso della legalità”.
Moderatore del Convegno sarà Enrico Fontana (direttore di Paese Sera), parteciperanno Luigi De Ficchy (Procuratore Repubblica Tivoli), Claudio Francia (Economista – IRISistema), Luisa Laurelli (già presidente commissione Sicurezza Regione Lazi, anni 2005/2010), Edoardo Levantini (presidente associazione antimafia Anzio-Nettuno) e Lorenzo Parlati (presidente Legambiente Lazio).
_Una serie di stop & go, con due fattori comuni: il rifiuto presentato come una risorsa e il fare informazione. Questo è “Progetto Riciclo”. Come in un viaggio da una parte all’altra dell’Italia, quell’Italia che si ingegna e quando lo fa con determinazione e rispetto per il proprio territorio inevitabilmente perviene a buone soluzioni. “Progetto Riciclo” porta ai Castelli Romani una serie di tappe significative che rappresentano i nodi salienti di un percorso virtuoso in Italia che si può e si deve cogliere. Questo secondo incontro, ci permette di fare una fermata fondamentale nel passaggio virtuale da Ponte nelle Alpi (Belluno), sino a Capannori (Lucca), ed oggi ci porta nella città di Forlì. Insieme al Comune di Genzano di Roma proponiamo un relatore che porrà l’accento su precisi aspetti sanitari: la Dott.ssa Patrizia Gentilini, che proprio da Forlì, la sua città, ha iniziato una campagna di informazione che risponde ai requisiti del rigore scientifico e che ci mette di fronte la realtà dei fatti. La Dott.ssa Gentilini e l’ISDE, l’associazione dei medici per l’ambiente, lavorano in modo autonomo ed indipendente per fornire strumenti di conoscenza, mezzi che siano appunto scevri da ogni coinvolgimento economico e politico; lo fanno affinchè i medici possano essere i primi interlocutori al servizio delle comunità, dei cittadini, delle associazioni, ma in primo luogo delle istituzioni. Quando abbiamo ideato “Progetto Riciclo”, infatti, ci siamo posti l’obiettivo di presentare modelli virtuosi ma, al contempo, di analizzare le possibili esternalità negative derivanti da un’errata gestione del ciclo dei rifiuti. Esternalità negative di tipo sanitario. Malagestione, per giunta, che viviamo e che rischia di aggravarsi concretamente per mezzo del progetto di centrale elettrica alimentata a gas di sintesi derivato da CDR e che pende inquietante sul nostro territorio.
L’associazione Differenziati, come saprete, si colloca con la volontà del fare concreto in modo apartitico all’interno dei movimenti cittadini che contrastano tale scelta infrastrutturale ad oggi purtroppo ancora considerata strategica per la chiusura del ciclo dei rifiuti nel Lazio. Contrasto che non nasce da una filosofia nimby (non nel mio giardino), come sostengono alcuni, ma che poggia su motivazioni concrete. Nel fare informazione ci siamo calati, anche noi di Differenzia-ti, soprattutto nella nostra realtà, prendendo spunto si, dagli esempi altrui, ma rimanendo ben ancorati a quello che può essere il futuro del nostro territorio e a cui siamo profondamente legati. E parlando di futuro, circa quello più immediato, la nostra associazione auspica la più ampia convergenza possibile per quanto riguarda i comuni del bacino Castelli Romani, circa il ricorso presentato dai movimenti cittadini dinanzi alla Cedu, “Corte Europea dei Diritti dell’Uomo” con sede a Strasburgo ed attinente proprio la potenziale centrale alimentata a Combustibile Da Rifiuti. Da Genzano di Roma a Forlì, quindi, insieme con la Dott.ssa Patrizia Gentilini, oncologa – ematologa dell’Associazione dei Medici per l’Ambiente, ISDE Italia, presidente di ISDE Forlì, membro dell’Associazione Italiana contro le Leucemie (AIL) e responsabile della “campagna per la difesa del latte materno”. Il nostro ospite entrerà tra poco nel merito dei riflessi sanitari derivanti da alcuni precisi sistemi di trattamento dei Rifiuti Solidi Urbani, metodologie che non rappresentano la soluzione né dal punto di vista fisico né dal punto di vista sanitario per questo territorio e, soprattutto, non rappresentano alcuna panacea alla delicata fase che vive la città di Roma in tema di rifiuti. Oggi, appunto, soprattutto a Roma e nel Lazio, non è cosa semplice parlare di rifiuti. Per questo concludo questa mia presentazione con un sincero ringraziamento da parte dell’associazione Differenzia-ti alla Dott.ssa Patrizia Gentilini, che non a caso ospitiamo per la seconda volta come relatore, e all’amministrazione di Genzano di Roma, nella qualità del sindaco Flavio Gabbarini, che ha reso possibile, con sinergico valore aggiunto, la concretizzazione di “Progetto Riciclo”. Un ringraziamento, infine, al sindaco di Castel Gandolfo, Milvia Monachesi e al direttore uscente del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Rm H Dott. Agostino Messineo per la loro partecipazione.
_L’associazione Differenziati ringrazia la Dott.ssa Patrizia Gentilini per la sua partecipazione ed il prezioso intervento di ieri nel corso del secondo incontro di “Progetto Riciclo”, ringrazia i cittadini dei Castelli Romani intervenuti e l’amministrazione di Genzano di Roma nella qualità del sindaco Flavio Gabbarini che ha reso possibile la realizzazione della nostra idea. Un ringraziamento particolare per la loro partecipazione anche al sindaco di Castel Gandolfo, Milvia Monachesi e al direttore uscente del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Rm H, Dott. Agostino Messineo. Non si tralasciano assolutamente ma si ringraziano con la stessa intensità movimenti, associazioni e giornalisti presenti ed intervenuti. Il prossimo e ultimo incontro di “Progetto Riciclo” si terrà sabato 19 gennaio alle ore 17:00 presso l’aula consiliare del Comune di Genzano di Roma con Alessio Ciacci, assessore all’ambiente del Comune di Capannori (Lucca) primo comune italiano ad aderire alla strategia “Rifiuti Zero”.
_(Fonte: Comunicato stampa) Dopo il successo e la grande partecipazione dimostrata nell’incontro inaugurale, l’associazione Differenzia-ti e il Comune di Genzano di Roma danno appuntamento per il secondo incontro del “Progetto Riciclo” il 1° dicembre, alle ore 17 nell’aula consiliare. A incontrare i cittadini sarà la dottoressa Patrizia Gentilini, oncologa – ematologa dell’Associazione dei Medici per l’Ambiente (ISDE Italia), responsabile della “Campagna Nazionale in Difesa del Latte Materno”, che punta a far ratificare allo stato Italiano la Convenzione di Stoccolma oltre che ad ottenere una concreta tutela del latte materno dalla contaminazione degli agenti tossici ambientali (tra i quali diossine, policlorobifenili, pesticidi, metalli pesanti e altri agenti venefici emessi anche e soprattutto dagli impianti di termodistruzione dei rifiuti). Dopo aver approfondito, nel primo incontro, le metodiche di gestione virtuosa e sostenibile dei rifiuti, grazie alla partecipazione di Ezio Orzes (assessore all’ambiente del primo comune riciclone d’Italia 2010, 2011 e 2012), in questo secondo appuntamento pubblico si porrà l’attenzione sulle ricadute sanitarie derivanti dall’errata gestione del ciclo dei rifiuti, con particolare accento alle fasi di smaltimento in discarica ed incenerimento degli stessi. La dottoressa Gentilini, presidente di Isde Forlì, illustrerà e dimostrerà anche l’importanza della prevenzione primaria: fase questa che anticipa la stessa prevenzione diagnostica e che risulta l’unico strumento preventivo considerato fondamentale contro l’insorgenza di numerose gravi patologie. L’incontro con la dottoressa Gentilini farà da trait d’union con il terzo e conclusivo appuntamento di “Progetto Riciclo” che si terrà invece sabato 19 gennaio 2013, sempre a Genzano di Roma, con Alessio Ciacci (assessore all’ambiente del comune di Capannori, primo comune italiano ad aderire alla “Strategia Rifiuti Zero”).