Il nucleare in Italia? 10 buoni motivi per essere contro
_Lo sfruttamento dell’energia nucleare in Italia ha avuto luogo tra il 1963 e il 1990. Le quattro centrali nucleari italiane sono state chiuse per raggiunti limiti d’età, o a seguito dei referendum del 1987.
Esito della consultazione popolare:
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Voti |
% |
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RISPOSTA AFFERMATIVA |
SÌ |
20.770.334 |
80,20% |
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RISPOSTA NEGATIVA |
NO |
5.126.021 |
19,00% |
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bianche/nulle |
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3.969.894 |
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Totale voti validi |
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25.896.355 |
100 |
Il dibattito sull’eventuale reintroduzione dell’energia nucleare è tuttora in corso e la tragedia giapponese riporta il tema del nucleare al centro del dibattito politico, e mentre ci avviciniamo al referendum di Giugno, gli italiani cominciano a parlarne. Criticamente.
Di seguito le caratteristiche salienti degli impianti presenti sul nostro territorio:
Centrale nucleare di Trino Vercellese
Il reattore nucleare da 270 MW di potenza è del tipo PWR. Venne arrestato nel 1987 subito dopo il referendum.
Attualmente vi sono stoccati 780 metri cubi di scorie radioattive e 47 elementi di combustibile irraggiato (14,3 tonnellate).
Centrale nucleare di Caorso
Il reattore nucleare da 860 MW di potenza è del tipo PWR. Anche questo venne arrestato nel 1987 subito dopo il referendum.
Vi sono stoccati 1.880 metri cubi di scorie radioattive e 1.032 elementi di combustibile irraggiato (187 tonnellate)
Centrale nucleare del Garigliano
Il reattore nucleare da 160 MW di potenza è del tipo BWR. La centrale venne fermata nel 1978 per problemi di varia natura ed è attualmente disattivata.
Vi sono stoccati circa 2.200 metri cubi di scorie radioattive.
Centrale nucleare di Latina
Il reattore nucleare da 210 MW di potenza è del tipo GCR. La centrale venne fermata nel 1986 ed è attualmente disattivata.
In questo sito vi sono circa 900 metri cubi di scorie radioattive.
Depositi di scorie radioattive
In Italia ci sono attualmente no. 3 siti di stoccaggio scorie radioattive di III categoria (le più pericolose da stoccare poiché la radioattività permane per centinaia di migliaia di anni) per un totale di 235 tonnellate.
Si trovano ben distribuiti nel territorio italiano, uno nel sud a Trisaia, il secondo nel centro alla Casaccia e il terzo nel nord a Saluggia.
Ecco dieci buoni motivi per essere antinucleari, che riprendiamo da violapost.wordpress.com:
1. Il nucleare è molto pericoloso
La tragedia di Cernobyl ha dimostrato la pericolosità di questa fonte di energia. Quell’incidente ha causato e causerà ancora nel futuro centinaia di migliaia di vittime e ancora oggi, a 23 anni di distanza, le ricerche scientifiche mostrano ancora impatti sia sulla flora che sulla fauna. Cresce l’evidenza di leucemie infantili nelle aree vicino alle centrali nucleari.
2. Il nucleare è la fonte di energia più sporca
Le centrali nucleari generano scorie radioattive. Le scorie a vita media rimangono radioattive da 200 a 300 anni, le scorie a vita lunga anche miliardi di anni e non esiste ancora un sistema per la gestione in sicurezza delle scorie nel lungo periodo.
3. Il nucleare è la fonte di energia che genera meno occupazione
Gli obiettivi europei per le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica al 2020 valgono il triplo del piano nucleare di Enel in termini energetici e creerebbero almeno 200 mila nuovi posti di lavoro “verdi” e dunque 10-15 volte l’occupazione indotta dal nucleare.
4. Il nucleare è troppo costoso
Secondo il Dipartimento USA dell’energia un EPR costa, in euro, 7,5 miliardi, una cifra ben maggiore rispetto a quanto propagandato da Enel e governo (4,5 miliardi). Se poi teniamo conto dello smaltimento delle scorie e dello smantellamento e bonifica degli impianti nucleari, i costi per noi e le future generazioni saranno ancora più elevati.
5. Il nucleare non è necessario
Entro il 2020 le fonti rinnovabili, insieme a misure di efficienza energetica, sono in grado di produrre quasi 150 miliardi di kilowattora, circa tre volte l’obiettivo di Enel sul nucleare, tagliando drasticamente le emissioni di CO2.
6. Il nucleare è una falsa soluzione per il clima
Il nucleare è una scelta inutile ai fini climatici, visto che le centrali saranno pronte certamente dopo il 2020 e invece bisogna ridurre oggi le emissioni di gas serra. Investire sul nucleare sottrae risorse alle fonti davveropulite, efficienza energetica e rinnovabili.
7. Il nucleare non genera indipendenza energetica
Se il nucleare dovesse tornare in Italia, continueremo a importare petrolio per i trasporti e diventeremo dipendenti dall’estero per l’Uranio e per la tecnologia, visto che il nuovo reattore EPR è un brevetto francese. E, comunque, la Francia leader del nucleare ha consumi procapite di petrolio superiori a quelli italiani.
8. Il nucleare è una risorsa limitata
L’Uranio è una risorsa molto limitata destinata a esaurirsi in poche decine di anni. Nel caso venissero costruiti nuove centrali, l’esaurimento delle risorse di Uranio si accelererebbe.
9. Il nucleare non ha il sostegno dei cittadini
Gli italiani hanno detto NO al nucleare con un’importante scelta referendaria. Oggi i sondaggi di opinione rivelano che la maggior parte dei cittadini non vuole una centrale nucleare nella propria Regione.
10. Il nucleare: più è lontano e minori sono i rischi
Alcuni sostengono che il rischio nucleare c’è già, essendo l’Italia circondata da reattori. È una affermazione scorretta: anche se non è mai nullo, il rischio per le conseguenze di un incidente diminuisce maggiore è la distanza dalla centrale. Le Alpi, come si è visto nel caso di Cernobyl, sono una parziale barriera naturale per l’Italia.
