Ambiente sano vuol dire salute garantita
_Avviso per tutta la cittadinanza: PER L’INCENERITORE DI ALBANO – CASTELLI ROMANI SI ATTENDE LA PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA DA PARTE DEL CONSIGLIO DI STATO.
_Avviso per tutta la cittadinanza: SABATO 10 MARZO ORE 17 INCONTRO PUBBLICO NO DISCARICA NO INCENERITORE PRESSO LA SALA CIRCOSCRIZIONALE DI CECCHINA, SITUATA IN VIA ROCCA DI PAPA
_Il cancro può colpire persone di ogni età,ma le persone anziane sono colpite con maggiore frequenza, perché i danni genetici tendono ad accumularsi con il tempo. Nei paesi sviluppati il cancro è una delle prime cause di morte. Gli studi effettuati finora hanno mostrato che la maggior parte dei tumori più comuni sono dovuti a fattori ambientali
La suscettibilità allo sviluppo di un tumore risulta in genere dalla:
1) combinazione di alleli ereditati di geni che danno una debole predisposizione al tumore;
2) mutazioni somatiche responsabili della progressione tumorale
3) componente AMBIENTALE.
La rimozione/riduzione di esposizione ai fattori ambientali noti RIDUCE CONSIDEREVOLMENTE L’INCIDENZA DI CANCRO, come sta già avvenendo in diversi paesi occidentali.
Nel merito, ai Castelli Romani si sta combattendo da anni una dura battaglia contro l’inceneritore di Roncigliano, quale vestusto strumento atto al trattamento dei rifiuti, e quindi determinante un elevato rischio per il territorio circostante e la sua salubrita’.
NON DELEGARE, INFORMATI, PARTECIPA, AGISCI NELL’ INTERESSE TUO E DELLA TUA FAMIGLIA.
Lazio. Emergenza rifiuti. Business e resistenza civile
ATTENZIONE, PROSSIMI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA RIGUARDANTI LA VERTENZA INCENERITORE E DISCARICA, LA CITTADINANZA E’ CHIAMATA ALLA PARTECIPAZIONE.
- Mercoledì 5 Ottobre ore 21 assemblea cittadina a Cancelliera, via di Pantanelle a L’ “Ok Club”
- Venerdì 14 Ottobre ore 17 assemblea cittadina ad Albano, Piazza san Pietro
- SABATO 22 OTTOBRE CORTEO CITTADINO IN CONCOMITANZA CON IL PRONUNCIAMENTO DEL TAR LAZIO SULL’INCENERITORE DI CERRONI-AMA-ACEA. ORE 15:00 PIAZZA MAZZINI ALBANO LAZIALE. LA CITTADINANZA E’ CHIAMATA ALLA PARTECIPAZIONE MASSICCIA.
_(Fonte articolo clicca qui). Commissari straordinari, allarme monnezza anche a Roma, nuove discariche e inceneritori. I rifiuti sono un business, ma per diventare profittevoli hanno bisogno di diventare sempre “emergenza”. Anche nel Lazio. I comitati hanno occupato la Regione e si apprestano a dare battaglia. Prima di tutto è necessario fare una cronistoria degli ultimi atti e provvedimenti attuati sul fronte dei rifiuti a Roma e Lazio. Il 29 Giugno, il giorno prima della scadenza dell’ennesima proroga della discarica di Malagrotta, la più grande d’Europa, la Giunta Polverini da un’altra proroga alla chiusura di altri sei mesi: fino al 31 dicembre 2011, ma contemporaneamente indica l’ubicazione della nuova megadiscarica a Pizzo del Prete nel Comune di Fiumicino. Considerando che ci vorranno almeno tre anni di lavori per renderla funzionante, sono proposte in maniera grossolana e meramente documentale, sei località, dove allocare in “discarica temporanea” la mondezza. Subito dopo il Governo di chiara l’emergenza rifiuti e promulga l’ordinanza di commissariamento per la chiusura di Malagrotta nella quale si rileva:
1) la gravità della situazione determinatasi nella gestione dei rifiuti in ragione del prossimo esaurimento delle volumetrie residue della discarica di Malagrotta;
2) è menzionata la lettera di costituzione in mora inviata al governo italiano dalla commissione europea per la gestione del sito di Malagrotta, definita inadeguata e non conforme alla normativa comunitaria di riferimento;
3) la situazione di grave rischio sotto il profilo igienico sanitario, ambientale e in materia di ordine pubblico determinatasi nei territori che ora utilizzano la discarica.
Il 6 Settembre è nominato il commissario nella persona del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro. Al quale sono dati quarantacinque giorni di tempo per trovare uno o più siti in grado di accogliere i rifiuti urbani prodotti dai comuni di Roma, Fiumicino, Ciampino e dallo Stato della città del Vaticano, il 55% della produzione totale della regione, per i prossimi tre anni. Alcuni numeri parlano chiaro e fanno capire quali interessi ci sono in campo: solo il comune di Roma “produce” ogni giorno 4.000 tonnellate di rifiuti che rapportati a un anno sfiorano le 1.500 tonnellate che sono il totale che ogni anno è versato nella discarica di Malagrotta. L’avv. Manlio Cerroni, padre/padrone della partita rifiuti, titolare della mega discarica di Malagrotta incassa 375 mln l’anno che moltiplicati per i trent’anni di attività ricettiva di circa 40 mln di tonnellate, arriviamo alla stratosferica cifra di 1.125 mln.
Nella Capitale, se consideriamo gli ultimi vent’anni in cui nella Giunta comunale si sono succeduti Rutelli, Veltroni e Alemanno, la raccolta differenziata porta a porta non avendola pianificata in maniera seria e virtuosa, oggi si attesta intorno ad uno scarno 15%, in queste condizioni è un miraggio, la previsione di legge del 65% entro il 2012. Come chiunque può facilmente dedurre, il vero governatore della Regione, di ieri e di oggi è Cerroni, poiché nei fatti propone, indirizza e può sommergere Roma di rifiuti se solo chiudesse per qualche giorno la mega cloaca di Malagrotta. In una lettera inviata alle autorità regionali e in un articolo scritto di suo pugno su Il Sole 24 Ore presenta il suo piano: “Da tempo ho provveduto a individuare e preparare, forte della mia esperienza, soluzioni alternative a Malagrotta, i rifiuti indifferenziati e non (cimiteriali, da spazzamento stradale ecc), che per loro natura richiedono lo smaltimento in discarica, hanno a disposizione ben due siti a Monti dell’Ortaccio e a Pian dell’Olmo”. Quella di Cerroni è una holding internazionale, con diverse aziende, con una schiera di professionisti che curano i suoi interessi e gli incroci societari. E’ Presidente dell’azienda “Sorain Cecchini” di cui ha il 55%. E ancora, la “Gesenu spa” che gestisce i rifiuti di Perugia, la quale, ha vinto appalti per la raccolta dei rifiuti all’estero e in Italia in diverse regioni: Campania, Sicilia e Sardegna.
Malagrotta è in mano a Cerroni, attraverso la società “E.Giovi srl”, il cui titolare è Francesco Rando. Quest’ultimo è stato condannato nel 2008 in primo grado a un anno di arresto e quindici mila euro di sanzione per aver fatto smaltire rifiuti pericolosi nella discarica ed è sotto processo in un altro procedimento per diversi reati ambientali.
La “Pontina Ambiente” sempre del Gruppo Cerroni, ad Albano gestisce la discarica e l’impianto di trattamento meccanico biologico. Il Tar ha bocciato la costruzione di un inceneritore in quel territorio, che dovrebbe essere costruito da società mista “Colari” di Cerroni e Ama-Acea.
Lo stesso accade a Guidonia, Latina e Viterbo. Nella città dei papi, l’uomo di fiducia in questo caso è l’avvocato “socialista” Bruno Landi, presidente di Federambiente Lazio, amministratore unico della società che gestisce la discarica, la “Ecologia Viterbo srl”, proprietà di Manlio Cerroni. Negli anni ’80 è stato Presidente della regione Lazio, impegnato nella fondazione ‘Riformismo e libertà’, presieduta dal capogruppo alla Camera del Pdl Fabrizio Cicchitto, al quale Landi è molto vicino. Proprio in questi ultimi giorni è stato diffuso lo studio di analisi ambientali, per quanto riguarda aria, terra e acqua, dell’area di Malagrotta. Uno studio dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) rimasto secretato e non reso pubblico dalla Regione, che afferma la presenza di molti elementi inquinanti nelle falde acquifere e nel terreno. Questo vale per tutta la zona di Valle Galeria dove, oltre alla discarica, insistono anche altre decine di impianti industriali, tra cui la più grande raffineria di petrolio del centro-sud e l’inceneritore di rifiuti ospedalieri gestito dall’Ama per tutti gli ospedali del Lazio.
Nei giorni scorsi la Procura di Roma, dopo diversi esposti, ha aperto un’indagine per omicidio colposo con lo scopo di fare luce sulla morte di quattro persone, tra il 2008 e il 2010, verificando se i decessi sono causati dalle esalazioni della megadiscarica.
Una domanda sorge spontanea: perché la Polverini, visto che ha dichiarato che i dati erano noti, non ha subito reso pubblico lo studio dell’ISPRA, dal quale emerge l’inquinamento delle falde acquifere da metalli pesanti, mercurio e da un’altra sostanza la N-burtilbenzenesolfinammide?
Per questo e a maggior ragione, tutte le popolazioni devono essere preoccupate, visto che il piano rifiuti regionale, vuole, di fatto, perseguire la strada della nocività: inceneritori e discariche. Sono sempre di più i cittadini che stanno prendendo consapevolezza e sono disposti a condurre battaglie in difesa dei beni comuni, della salute e dell’ambiente.
Diversi Comitati e Coordinamenti autorganizzati, diverse amministrazioni locali, hanno espresso chiaramente la loro volontà con manifestazioni partecipate e di massa ad Albano, Fiumicino, Riano e Quartaccio. Il fine primario è quello di costringere l’amministrazione regionale al confronto in maniera civile e democratica sulla riduzione dei rifiuti e degli imballaggi, sul riuso dei materiali ancora utilizzabili, sulla raccolta porta a porta dei rifiuti obbligatoria in tutti i comuni del Lazio, sul riciclo dei materiali, sui consorzi di recupero obbligatori per legge e sulla realizzazione di impianti di compostaggio per il recupero della frazione umida dei rifiuti. Se si vuole voltare pagina, la soluzione viene dal basso: approvare subito la legge 241 di iniziativa popolare per Rifiuti Zero nel Lazio che ha raccolta 12mila adesioni. Per scongiurare che la chiusura del 31/12/2011 sia un bluff e ci possa essere un possibile ampliamento (per es. nella loc. Testa di Cane) e/o aperture di nuove discariche, il movimento ha protestato compatto il 28/09 presso la sede del Consiglio Regionale a Via della Pisana. Una delegazione di 15 rappresentanti di altrettanti Comitati e delle centinaia di persone che manifestavano, è stata ricevuta dai Capigruppo del Consiglio Regionale. Dopo una estenuante trattativa, in cui la delegazione compatta minacciava di occupare la Regione se non ci fosse stato un impegno scritto di convocazione di un Consiglio Straordinario, è arrivata la conferma da parte di Abruzzese, presidente del consiglio regionale, per il 12 o 13 Ottobre 2011. Il documento d’impegno è stato sottoscritto da tutti i capigruppo dell’opposizione e dal PdL. In quella sede si discuterà di un piano rifiuti non ancora approvato dal consiglio regionale, ma l’emergenza e il commissariamento potrebbe far saltare qualsiasi percorso condiviso. La stessa raccolta differenziata porta a porta contenuta nel piano è messa alla berlina proprio da chi dovrebbe farsi carico di attuarla: l’AMA. Difatti la società comunale, continua imperterrita nel perseguire il suo piano industriale sulla raccolta con gli inutili cassonetti. Per questo il movimento regionale contro le nocività non abbasserà la guardia, accingendosi a praticare una mobilitazione e resistenza permanente, perché le discariche e gli inceneritori nocciono gravemente all’ambiente, alla salute e alle tasche di tutti i cittadini del Lazio e non solo.
Per non dimenticare.
_L’ennesima ferita nel cuore dei castelli romani è stata inferta.
Per non dimenticare, per non ripetere, per ricordare che non è finita qui, per ricordare agli speculatori e agli amministratori che come abbiamo bloccato l’inceneritore bloccheremo anche la discarica. Clicca qui .
Presto nuovi appuntamenti per stare insieme, discutere e approfondire le situazioni.
STAY TUNED!
Differenzia.ti staff.
SABATO 30 LUGLIO PRESIDIO CITTADINO IN DISCARICA
> Giovedì 28 luglio ore 18.00 assemblea pubblica incrocio via ardeatina/via tor paluzzi c/o BAR NANDINO. contro l’illegittimo VII invaso e contro il folle inceneritore Co.E.Ma. I cittadini sono chiamati alla partecipazione diretta.
Sabato prossimo, 30 Luglio, dalle 08,00 di mattina a seguire fino all’ora di pranzo, il Coordinamento contro l’inceneritore di Albano terrà un presidio (già autorizzato dal locale commissariato) davanti l’ingresso della discarica di Roncigliano, Km 24,650 della Via Ardeatina. Proprio il 30 Luglio, difatti, scade l’ultima ordinanza (Z-0001 del 29.04.2011) della Polverini che permette l’abbancamento straordinario di rifiuti indifferenziati sul IV e V invaso. Da lunedì 1 Agosto, quindi, la Pontina Ambiente di Cerroni comincerà a sversare rifiuti anche sul VII invaso nonostante la pendenza dei due ricorsi al Tar Lazio. Nell’occasione aggiornamenti legali e tecnici – compreso l’esito del collaudo tecnico ed amministrativo del VII invaso. La cittadinanza dei Castelli Romani ed in particolare gli abitanti adiacenti alla drammatica discarica di Roncigliano sono invitati a mostrare la giusta attenzione come fino ad ora è stato fatto e quindi a prestare la dovuta partecipazione.
Acqua potabile? E l’arsenico e il fluoro? ACEA – SALUTE – BOLLETTE
I
noltriamo il volantino per la manifestazione a Roma circa la difesa delle falde acquifere dei Castelli Romani. Invitiamo TUTTA la popolazione dei Castelli Romani e di Roma a partecipare alla manifestazione.
E’ di fronte agli occhi di tutti la progressiva perdita di volume delle acque dei laghi castellani; questo fenomeno misura l’abbassamento della falda e la crisi idrica del nostro territorio. Che ciò sia dovuto ad un eccesso di captazione e ad uno squilibrio tra consumi pubblici e privati, domestici, agricoli e industriali, rispetto alla capacità di rigenerazione naturale delle falde, è altrettanto evidente.
Tra il 2003 e il 2005 cominciarono a circolare semi clandestinamente i risultati di analisi che davano quantità preoccupanti di elementi nocivi nelle acque potabili:
arsenico fino a 80 microg/lt e fluoro fino a 4 millig/lt, quando dal 2001 i limiti massimi erano stati fissati a 10 microg/lt per l’arsenico e a 1,5 millig/lt per l fluoro.
Sono passati sei anni di deroghe che probabilmente abbiamo pagato in termini di patologie specifiche e no. Siamo passati dalla gestione casareccio-clientelare di comuni e consorzi (Simbrivio, Doganella) a quella industriale, ma altrettanto clientelare di ACEA-Caltagirone, e sempre alle deroghe stiamo!
Stavolta la sponda è la Commissione Europea, dopo che la Polverini ha emanato l’ultima deroga sul vanadio nel maggio scorso. La Commissione Europea però, il 28 ottobre 2010, ha respinto la richiesta di deroga.
Sia i nostri dati che quelli di ACEA confermano lo sforamento dei livelli di legge per tutto il 2010 ed anche per il primo mese del 2011, per ampie fasce di territorio.
La circolare ultima dell’assessore regionale all’ambiente Mattei, circa una presunta accettabilità del limite di 20 microg/lt per l’arsenico è del tutto priva dei fondamento e vìola apertamente le disposizioni della Commissione Europea.
ACEA sta stracciando gli standard di servizio più basilari.
VENERDI 18 FEBBRAIO ORE 20.30 – c/o centro anziani di Pavona via Roma ASSEMBLEA PUBBLICA
VENERDI 25 FEBBRAIO ORE 11 piazzale Ostiense Roma davanti sede ACEA spa PRESIDIO MANIFESTAZIONE
Fonte: www.noinceneritorealbano.it
Albano, il TAR Lazio riconosce l’impegno dei comitati
_GRAZIE ALL’ESTENUANTE OPERATO (LEGALE, DI INFORMAZIONE ECONOMICO/SCIENTIFICA, DI MOBILITAZIONE CIVILE E DI ALTERNATIVE PROPOSTE) DEI MOVIMENTI CITTADINI, L’INCENERITORE DEI CASTELLI ROMANI E’ STATO BOCCIATO DAL TAR DEL LAZIO.
_Speculatori e politici con a cuore di tutto tranne che il bene pubblico, cambiate aria, ai Castelli l’inceneritore brucia salute e soldi pubblici rimarrà il vostro miraggio.
_A far emergere la verità sull’intricata vicenda dell’inceneritore di Albano è stata la determinazione del coordinamento cittadino che per anni ha svolto un’opera di sistematica contro-informazione, sollevando dubbi sull’iter approvazione di un impianto nocivo per il territorio. Il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi presentati dal comitato bocciando l’inceneritore che il Coema, la cordata guidata da Cerroni – proprietario della discarica di Malagrotta e monopolista della gestione rifiuti nel Lazio – avrebbe voluto realizzare con i fondi pubblici destinati alle energie rinnovabili. Terra ha intervistato Daniele Castri, membro e legale del Coordinamento contro l’inceneritore.
Cosa ha deciso il Tribunale?
Il Tar ci ha dato ragione su tutta la linea. Il percorso amministrativo che ha portato alla localizzazione dell’inceneritore ad Albano è stato completamente annullato.
I ricorsi erano tre, ognuno metteva in questione un aspetto diverso.
Il primo, presentato nel dicembre del 2008, metteva in discussione la conversione della valutazione di impatto ambientale (Via) da negativa a positiva. Dopo una prima Via negativa, infatti, la Regione Lazio ha emesso due provvedimenti di sospensione per congelare gli effetti della bocciatura dell’impianto. L’allora governatore Marrazzo, con tutta la presidenza, tra cui Di Carlo, ex assessore ai rifiuti della Regione, avocarono le competenze dell’Ufficio Via alla Presidenza e inserirono al suo interno delle persone di fiducia riuscendo così a trasformare attraverso pressioni politiche e istituzionali, questo ci dice il Tar, la bocciatura dell’inceneritore di Albano in un parere positivo.
Nel secondo avete sollevato invece la questione del l’assenza di una gara d’appalto.
L’inceneritore sarebbe stato costruito con il denaro pubblico, ben 400 milioni di euro sottratti ai fondi destinati alle energie rinnovabili (Cip 6), in violazione della normativa europea e senza una regolare gara d’appalto.
Nel terzo invece?
Argomento del nostro ultimo ricorso era la questione igienico-sanitaria ed epidemiologica. Le modifiche incorse tra il primo e il secondo progetto presentato dal Coema, il primo raffreddato ad acqua ed il secondo ad aria, vista la gravissima carenza idrica nei Castelli romani, era state apportate senza rispettare tutte le procedure tecnico-amministrative, igienico sanitarie ed epidemiologiche previste dalle normative. Il progetto era stato snaturato anche nella sua essenza industriale al punto da non poter più garantire la popolazione rispetto ai rischi derivanti dalle emissioni inquinanti e dal consumo delle acque.
Le intenzioni della giunta Polverini in continuità con l’amministrazione precedente rimangono però quelle di chiudere il piano rifiuti costruendo nuovi inceneritori. Il tempo per accedere ai Cip6, fondi pubblici destinati alle energie rinnovabili, è scaduto. Se l’impianto venisse spostato altrove, verrebbe comunque finanziato?
Dal 31 dicembre 2008 l’Ue ha emesso una direttiva in cui vieta esplicitamente la contribuzione pubblica per qualsiasi tipo di impianto industriale di incenerimento. Motivo per cui se la giunta regionale decidesse di realizzare l’impianto altrove dovrebbe farlo senza ricorrere al denaro dei cittadini. Detto ciò il Tar ha rilevato che neanche l’impianto di Albano poteva essere costruito con i soldi pubblici, tant’è vero che le osservazioni contenute nei ricorsi sono state sottoscritte e avallate dai magistrati. Nonostante i tempi stretti, il Coema era riuscito attraverso un raggiro ad accaparrarsi il mega finanziamento.
C’è chi come Robilotta (Pdl) ha riconosciuto che l’impianto di Albano è «l’ultimo che può essere costruito con i soldi pubblici e che perderli sarebbe una vera iattura» e agita il fantasma di una nuova emergenza rifiuti nel Lazio.
Robilotta sta preparando il terreno. Solo attraverso il commissariamento della Regione sarebbe infatti possibile finanziare in deroga alle disposizioni dell’Unione europea un nuovo impianto di incenerimento rifiuti in un altra zona a spese della contribuzione pubblica.
L’inceneritore di Albano non è stato bocciato per errori burocratici ma per questioni di merito. Nella sentenza si parla di pressioni indebite dal punto di vista politico e istituzionale, di inadempienza per quel che riguarda la tutela della popolazione che vive nell’area. Il tentativo della politica era quello di speculare a livello economico e industriale sulla salute dei cittadini e sull’ambiente in cui vivono. Il ricorso di Alemanno o della Polverini al consiglio di stato non ci spaventa perché siamo sicuri che le nostre ragioni, come ha stabilito anche il Tar nella sentenza, sono solide e fondate. Porteremo la nostra battaglia in tutte le sedi che questa classe politica ritiene opportune. (Fonte: Terra, clicca qui)
20 e 27 novembre in piazza per la vertenza CIP 6
_Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa del Meetup Castelli Romani.
Sabato 20 e 27 novembre i Meetup Beppe Grillo di Albano laziale e di Genzano di Roma saranno contemporaneamente nelle piazze di San Pietro ad Albano, piazza di Corte ad Ariccia e piazza IV Novembre a Genzano per sostenere la vertenza Cip 6 intrapresa dall’Associazione “Diritto al Futuro”. Ma di cosa si tratta?
I Cip 6 (o quota A3) rappresentano il 7% della cifra che paghiamo con la bolletta elettrica destinato ai finanziamenti per le energie rinnovabili (energia solare, eolica etc..). In Italia tale quota è stata utilizzata, illegalmente, per la costruzione di inceneritori e simili, per questo c’è stata una condanna da parte dell’Unione Europea. Grazie alla vertenza, portata avanti dall’Associazione “Diritto al Futuro”, sarà possibile, in caso di esito positivo, ottenere la restituzione di quanto pagato illecitamente dal 2001 ad oggi (circa 400 euro per una bolletta di 50 Euro) e pretendere di non pagarlo più per il futuro. Chiunque decidesse di sostenere la vertenza dovrà recarsi presso i punti allestiti nelle piazze con: l’ultima bolletta elettrica di cui è intestatario, carta d’identità, 10 euro per sostenere le spese legali (che verranno restituite in caso di esito positivo) e firmare un contratto che scarica tutta la responsabilità civile del processo all’Associazione. È importante PARTECIPARE per recuperare un diritto che ci è stato sottratto da anni. Per ulteriori informazioni clicca qui e qui.
ESCLUSIVO! L’avv. Lo Mastro:”Così fermerò Cerroni in Tribunale”.
Hanno paura di perdere.
Così si legge nell’articolo de Il Caffè. Ed hanno ragione, Cerroni&Soci potrebbero perdere il diritto truffaldino concesso dalla Regione Lazio per la costruzione del famigerato inceneritore ai Castelli Romani.
Dopo tanta mobilitazione, finalmente ci siamo: il 23 ottobbre ci sarà la grande manifestazione No Inceneritore ai Castelli Romani, e subito dopo, il 27 ottobre, la prima udienza al TAR del Lazio dei ricorsi contro l’impianto. Un’udienza critica, dove un contributo importante verrà certamente dato dalle persone che parteciperanno al corteo, che come sempre saranno tantissime, e con la volontà ferma ad impedire l’ennesimo strupro delle loro terre.
Ora la battaglia è più aperta che mai, e ricordiamo a chiunque volesse venire a fare profitto a discapito della popolazione e della terra, che ai Castelli Romani non si passa, tantomeno il sig. Cerroni e i suoi amichetti.
Ricordiamo la prossima assemblea pubblica a Montagnano (Albano Laziale), via ardeatina km 26, presso il “bar Nando”, venerdì 15 ottobre dalle ore 20:30.
E rinnoviamo la partecipazione in massa al corteo del 23 ottobre con partenza da Piazza Mazzini (Albano Laziale) alle 15:30.
NO INCENERITORE CASTELLI ROMANI.
NO INCENERITORE Raggae Sounds Night! Villa Ada Sound + Adriano Bono + Easy Roots + Red Stripes
Partecipa anche tu alla grande serata di fine estate No Inceneritore!
In vista della grande manifestazione NO INCENERITORE del 9 ottobre, il Coordinamento No Inceneritore Albano, l’Ass. DIFFERENZIA-TI, l’Ass. Salute Ambiente Cancelliera, hanno organizzato un nuovo grande evento!
Special Guest: Villa Ada Sound + Adriano Bono (Radici nel Cemento)
Apertura: concerto degli Red Stripes.
A chiudere: concerto con gli Easy Roots.
Location: Piazzale dei Leoni – Villa Doria – Albano Laziale (RM). Dalle 20:00 in poi.
Sara’ presente uno stand per cibo e bevande, tanta musica, compagnia e soprattutto informazione.
Non mancare e partecipa! Opponiti anche tu alla piu’ grande speculazione sanitaria-economica che stanno subendo i NOSTRI Castelli Romani. Ti aspettiamo e diffondi il messaggio!
NO INCENERITORE!
Esito disCAMPEGGIO no inceneritore Castelli Romani
_Chi ci avrebbe mai pensato. Fra lidi e siti in alta e bassa montagna e mari e laghi e laghetti, dove ti vanno a fare camping certi tignosi creativi riuniti in coordinamento per dire no e poi no alla costruzione dell’inceneritore nel comune di Albano? Vicino alla discarica di Roncigliano, la località che dovrebbe accogliere il nuovo mostro sputaveleno, e Cacadenari come il ciuco della favola, lì, proprio lì, fuori dai cancelli e lungo la recinzione dell’area in discussione, sono state piazzate le tende e per tre giorni si è fatto campeggio in piena regola, senza storcere il naso quando qualche folata di vento portava i miasmi dei vicini invasi in piena attività. I Carabinieri stazionavano oltre i cancelli chiusi della discarica, tranquilli e annoiati, e forse avrebbero desiderato essere dall’altra parte, dalla parte dei campeggiatori autorizzati, a sentir parlare dei guai che ci affliggono da vicino e da lontano, ma anche di proposte alternative per cui battersi. Dal bimbo in passeggino al nonno in maniche di camicia, nel DisCampeggio alle porte della discarica si potevano contare diverse generazioni che stavano lì tutte per lo stesso motivo, ovvero perché rispettano e amano la vita. Quella zona lì chi non la conosce non può immaginare quanto sia bella, colline ubertose come si diceva ai vecchi tempi con la lingua del poeta, con l’impronta di un Eden di cui solo resta la nostalgia per un ritorno che pare impossibile. Ma di che stiamo parlando, in sostanza? Presto detto: la nostra è una società che produce rifiuti più di quanti ne possa smaltire, lo smaltimento sta in mano a chi traduce la spazzatura in oro colato, le discariche bruciano tutto indifferentemente, e quando sono sature sopra ci vengono costruite macchine infernali dette termovalorizzatori che ardono e producono polveri sottili, diossine e altre sostanze tossiche, e per far questo consumano acqua, tanta acqua, tantissima acqua, e per disporre di tanta acqua oltre al normale fabbisogno si continuano a scavare pozzi sempre più in profondità, sempre più giù, fino e sotto al livello del mare, e le falde acquifere si abbassano, e nel nostro territorio a tipo vulcanico le acque pescate da questi pozzi per effetto di combinazioni chimiche sono dense di elementi tossici che non uccidono subito ma lentamente e con grazia, e quando il popolo viene a sapere – perché qualcuno più vigile si è fatto venire i dubbi che sono stati poi ampiamente confermati dagli accertamenti, e stiamo parlando del Comitato per l’acqua pubblica di Velletri – che paga una bolletta salata per un consumo d’acqua condita di manganese, arsenico, vanadio ed altri elementi chimici in dosi legalmente inaccettabili, cosa fanno i responsabili? Corrono ai ripari predisponendo l’applicazione dell’osmosi inversa, la cui procedura comporta una grossa grossissima percentuale di acqua di scarto ricca ricchissima di arsenico che è un elemento che non si distrugge nemmeno nei secoli, e questa acqua mortale se ne va nei fossi e nei terreni e se ne corre al mare, da dove poi viene ripescata quando si scavano altri pozzi. E la bolletta salata salatisssima si paga a quel punto per disporre di acqua distillata, acqua morta priva delle sue proprietà, e intanto si va al supermercato a comprare cassette d’acqua che nessuno ci garantisce potabile, e comunque contenuta nella plastica che in determinate condizioni può subire alterazioni nocive, e bene che vada solo per il consumo di acqua potabile pro–capite, facciamoci due conti, si vanno a buttare nella spazzatura 100 milioni di bottiglie di plastica al giorno. Bene, per questo e molto di più e di peggio è stato organizzato dal Coordinamento contro l’inceneritore di Albano il Campeggio “No Inc”, che si è tenuto dal 6 all’8 agosto al Villaggio Ardeatino, a portata di fiuto della discarica di Roncigliano, per far presente a chi conta e a chi non conta che la situazione è grave e potrebbe peggiorare. E intanto in certi comuni i cartelli avvisano che l’acqua dei rubinetti è vietata ai minori di 14 anni. Come i film porno ed altre sconcezze. (Fonte: clicca qui)
_Una protesta, una resistenza, una festa in famiglia. E tanta informazione. Tutto questo è stato il campeggio organizzato dal Coordinamento No Inc che si è svolto dal 6 all’8 agosto fuori dai cancelli della discarica di Roncigliano nel comune di Albano. Si è parlato in questi tre giorni del nucleare, di carenza idrica e privatizzazione dell’acqua, di energia e rifiuti. Sono intervenuti per Hiroschima day venerdì 6 agosto il fisico nucleare Angelo Baracca de La Sapienza di Roma, sabato 7 per la giornata dedicata all’acqua il chimico Aldo Garofalo e il Comitato per l’acqua pubblica di Velletri, e domenica 8 mostra e dibattito sull’Energia e Rifiuti a cura del Coordinamento No In e il Comitato Risanamento Ambientale di Guidonia, tutela Valle del Sacco. La gente era tanta e non stava lì per caso, i motivi sono seri e ben presenti. C’era gente del luogo, costretta a convivere con quelli che sono i risvolti neri di una discarica nata per caso decenni or sono, sul terreno di un privato dove qualcuno cominciò a infilare senza autorizzazione rifiuti che andarono a costituire la prima palata di indecenza in una zona che meriterebbe ponti d’oro per non essere calpestata, e su quella prima infrazione si costruirono invasi su invasi senza starsi troppo a preoccupare di norme e regole, e pazienza se nelle buche non coimbentate i rifiuti andavano a cadere direttamente nelle falde acquifere, chi lo vede, chi se ne accorge, chi controlla? Ma la gente del luogo se ne accorge eccome, a proprie spese e senza poter far altro che bere o affogare, stare o cambiare residenza, lasciando magari la casa ereditata nella proprietà di famiglia, che prima della discarica era un paradiso terrestre. Ma non tutti la pensano uguale, da quelle parti: ci sono proprietari che stanno bene così, perché con la discarica quella zona lì ha avuto pure qualche vantaggio, qualche strada asfaltata e illuminata, e queste sono cose che si vedono, mentre le nano polveri non si vedono, e se si respira diossina non è che ti ammazza all’istante, e allora perché alzare tanta polvere, perché fare tanta brutta pubblicità a questa zona che poi perde valore, e si deprezza la proprietà, e questi sì che sono danni, e pure quantificabili.
La gente del luogo non è compatta nel considerare la questione inceneritore, c’è chi non lo vuole in assoluto e chi invece non è interessato nemmeno a sapere di che si tratta, cosa comporta, e perché si sta facendo tanto chiasso attorno all’argomento. E poi c’è tutta l’altra gente, nel DisCampeggio come è stato chiamato il luogo della tre giorni, ed è gente dei dintorni con interessi personali perché la discarica e l’eventuale inceneritore hanno un raggio d’azione malefico che copre vastissime zone, e c’è gente che ci viene da lontano perché contraria a questi sistemi barbari e immondi quando ci sarebbero ben altre alternative, però non altrettanto redditizie a breve termine, e qui chi sta sopra campa alla giornata e chissenefrega del domani degli altri, se pure c’è un domani. E poi ci sono i tecnici, e gli esperti, e i professionisti, tutti lì a scocciarsi il cervello per far capire a tutti che stiamo ballando l’ultimo tango su un pianeta pronto allo scoppio finale, con tutto quello che gli è stato infilato in corpo dalle guerre stellari che ogni giorno si svolgono sulla Terra per il divertimento dei nostri grandi Assassini, e chissenefrega di stermini e disastri ambientali, quelli hanno nel bunker sotto il palazzo il razzo pronto a partire per altri mondi, e c’è chi può e chi non può, ma mica sono affari loro. Cose così, si sono dette e ascoltate e riflettute e meditate durante i tre giorni di questo strano campeggio, dove si pensava anche a cucinare, sia per tenersi in piedi e in buona armonia, sia per racimolare qualche centinaio di euretti per i fondi che servono per i ricorsi al TAR, il resto è gratuito, ognuno offre la sua disponibilità in tutti i campi di competenza, qui se non ci si aiuta tra gente che sta sulla stessa barca si va a fondo, si viene calati a picco dalle grandi Ammiraglie, e chissenefrega se sopra ci stanno donne vecchi e bambini, concetto superato da tempo, non rappresenta un problema di coscienza, quale coscienza? E l’amministrazione regionale che dice?
“Li abbiamo cercati, non siamo stati ricevuti, è stato richiesto l’intervento direttamente alla Polverini e per il momento a differenza del passato non ci è stata accordata nessuna udienza. Aspettiamo ottobre, vediamo al TAR come si metterà la situazione”, dice Daniele Castri, avvocato del Coordinamento No Inc, sempre in prima linea.
“Sono qui per oppormi alla costruzione di un inceneritore in questo territorio. La forza degli interessi è sicuramente superiore a tutto il resto, i soldi in ballo sono tantissimi, quindi la vedo male, decenni di malagestione, però vedere le cose andar male e non fare niente, no, una voce magari ne chiama un’altra…”, dice Andrea, 27 anni, studente disoccupato.
“Sono trent’anni che vivo vicino a una discarica, penso sia ora che chiuda e si cominci a fare la differenziata. Nel frattempo ci dobbiamo sorbire la puzza che da anni ci perseguita”, Patrizia, 53 anni, abitante nei pressi della discarica.
“La raccolta differenziata qui non si vuol farla veramente, è solo fumo negli occhi. Dove è partita veramente ha dato risultati insperati in poco tempo. Il porta a porta funziona, lo so per esperienza diretta, e anche se la gente non capisce certi provvedimenti si dovrebbero comunque adottare, poi la gente capirà. Io penso che in tempi brevi, due anni, avremmo dei risultati”, Pasquale, 50 anni, operatore ecologico.
“Se deve partire un cantiere (per l’inceneritore, ndr) questo è il momento buono, considerando che siamo in agosto, con la gente o fuori o rilassata. Vogliamo richiamare l’attenzione, far capire che noi siamo qui, non siamo dispersi, non siamo in vacanza, e ci troveranno qui nella nostra posizione. C’è molto appoggio popolare e partecipazione in prima persona”, Sergio, 53 anni, impiegato in ospedale.
Davanti all’intera situazione viene in mente lo scontro fra Golia e Davide, la forza di un gigante e una piccola pietra nella fionda. Sappiamo chi vinse. E sappiamo che la comunicazione, specialmente via internet, può essere molto più efficace di una fionda. Passiamo parola, è ora che cominci per davvero la lotta ai distruttori dell’ambiente e della vita. (Fonte: Controluce)
Venerdi 11 giugno i movimenti sotto la Presidenza della Regione Lazio
_Venerdi 11 giugno i cittadini ed i movimenti che da anni contrastano lo speculativo gassificatore di rifiuti voluto dal consorzio Co.E.Ma (Ama, Acea, Manlio Cerroni) ai Castelli Romani, sono chiamati a partecipare alla manifestazione unitaria dei movimenti laziali per ribadire l’ennesimo no di Albano e di tutti i Castelli a questa follia speculativa che non ha alcun carattere di necessarietà e che non tirerà il Lazio fuori dal tunnel rifiuti.
Abbiamo informato per anni i cittadini, abbiamo avanzato alternative, abbiamo detto no in tutte le sedi e continueremo a farlo con fermezza certi di avere i diritti, la tutela della salute e del territorio dalla nostra parte, per contro, dall’altra, speculatori e devastatori senza scrupoli che non hanno certo a cuore l’interesse pubblico e della comunità civile.
Mentre i sindaci dei Castelli Romani iperindebitati con Manlio Cerroni decidono di passare (e sarebbe ora) dalle belle parole ai fatti, mettendosi concretamente di traverso nei confronti di questo impianto sciagurato, mentre i cittadini attendono che la Regione Lazio esca dal suo silenzio perchè fino ad oggi risulta non pervenuta, mentre il Presidente Nicola Zingaretti che di giorno dice di no e di sera dice di si all’impianto, prenda posizioni concrete di tutela della cittadinanza e mentre il Lazio scala le classifiche dell’ecomafia e finisce sempre più nei poco edificanti rapporti del NOE, i cittadini continuano ad invocare l’azzeramento del vergognoso iter autorizzativo del gassificatore dei Castelli Romani con l’annessa chiusura e bonifica della trentennale discarica di Roncigliano. Per questo venerdi 11 giugno dalle ore 10:30 i cittadini dei Castelli Romani saranno di fronte la Regione Lazio in via Rosa Raimondi. E’ richiesta la partecipazione massiccia dei cittadini. Tutelate voi stessi partecipando.
“Asso di Monnezza” di Ulderico Pesce ad Albano Laziale
_Il Coordinamento Contro l’inceneritore di Albano, l’Associazione Salute & Ambiente Cancelliera e l’Associazione DIFFERENZIA-TI vi invitano allo spettacolo teatrale gratuito “Asso di Monnezza” che si terrà domenica 16 maggio alle ore 21:00 presso il teatro Alba Radians ad Albano Laziale. L’evento è patrocinato dal Comune di Albano Laziale.
Se non sai come arrivare clicca qui
Sito di Ulderico Pesce, Centro Mediterraneo delle Arti, clicca qui
Ulderico Pesce, Wikipedia.
NOTA BENE: Ricordiamo anche l’importantissimo incontro pubblico di informazione attinente i recenti sviluppi maturati nella vertenza “No Inceneritore”. Sabato 15 maggio assemblea pubblica ad Albano, Piazza Pia ore 17:30.
_ASSO DI MONNEZZA: I TRAFFICI ILLECITI DI RIFIUTI.
Coprodotto da Legambiente e dal Teatro dei Filodrammatici di Milano.
Asso di Monnezza: i traffici illeciti di rifiuti in Italia, racconta i traffici illeciti dei rifiuti urbani e soprattutto di quelli industriali, che attanagliano l’Italia tanto da far dire che il vero asso nella manica è “quello di monnezza”, vale a dire che l’immondizia smaltita illegalmente offre una grande possibilità di arricchimento soprattutto alla malavita. E’ la storia di Marietta e della sua famiglia. Marietta è nata nella periferia di Napoli, a Pianura. Il balcone della sua casa si affaccia su una discarica di “monnezza” dove da 40 anni sono state sversate tonnellate di rifiuti, tra i quali 1000 tonnellate di liquidi chimici pericolosissimi provenienti dall’Acna di Cencio. Nata in una famiglia poverissima il suo primo giocattolo l’ha trovato proprio in questa discarica: una bambolina spelacchiata che ancora conserva; ma la discarica e i suoi fumi tossici le ha portato via tutta la famiglia, i genitori e una sorella stroncati da tumori.
Rimasta sola Marietta si sposa con Nicola e va ad abitare in una masseria agricola a Giugliano, alle porte di Napoli, dove presto arriverà un’altra discarica: dove arriva Marietta arrivano le discariche.
Marietta è marchiata dalla “monnezza” pertanto la odia ma, dopo un viaggio fatto a casa della sorella Marisa, nel quartiere Colli Aniene di Roma, dove si fa la raccolta differenziata porta a porta, e dove i rifiuti vengono riciclati, cambia vita. Torna a Giugliano, che come sempre è sommersa dai rifiuti e cerca, invano, di convincere le autorità a praticare gli stessi metodi scoperti nel quartiere di Roma. Nulla potendo comincia a praticare la raccolta differenziata porta a porta in assoluta autonomia e grazie all’aiuto dei figli Antonio e Vincenzo.
Se Marietta e i figli raccolgono l’immondizia il marito Nicola e l’altro figlio Cristian la “nascondono”, nel senso che sono due malavitosi che smaltiscono, in cambio di molti quattrini, rifiuti industriali pericolosissimi provenienti dal Nord che loro gettano nel mare, nei fiumi, in discariche o direttamente sulla terra agricola.
Il conflitto tra Marietta e il marito Nicola diventa il conflitto tra due modi di concepire l’ambiente la legalità e la vita in genere.
I rifiuti in Puglia
La Puglia è ai primi posti nella classifica dei traffici illeciti di rifiuti. In questa regione sono stati sepolti sotto la terra fertile così tante tonnellate di liquidi industriali che non si chiama più il “Tavoliere delle Puglie” ma il “Tavoliere di Mendeleev“. Nello spettacolo si parla della discarica di Canosa di Puglia dove il percolato prodotto dai rifiuti va nelle falde acquifere, delle discariche abusive di Nardò, Casalevecchio, Carlantino…
I rifiuti in Lombardia
Nello stesso tempo lo spettacolo si sofferma sulle illegalità accertate in varie regioni d’Italia, onde evitare che si possa pensare che il traffico illecito dei rifiuti sia qualcosa che riguarda solo la Campania, in tal senso Pesce ironizza anche sulla “civile” Lombardia dove è finito in galera per traffici illeciti di rifiuti un vice comandante della Polizia provinciale, e dove sono state accertate, solo nella città di Milano, ben 193 discariche abusive tra le quali ben 4 nel solo Parco Agricolo Sud dove sono stati ritrovati fusti di rifiuti chimici, lastre di amianto, pneumatici ed altro. Fra le tante discariche disseminate su tutto il territorio regionale “menzione speciale” per quella di Cantello, in provincia di Varese, a pochi metri da un pozzo dell’acquedotto e quella nella Vadidentro, in provincia di Sondrio, dove sono state trovate addirittura ossa umane.
Ma in Lombardia anche gli impianti di smaltimento dei rifiuti gettano luci inquietanti visto che quelli di Melzo e di Segrate, in provincia di Milano, sono finiti sotto inchiesta perché sulla carta smaltivano tonellate di rifiuti che viceversa venivano dirottati in un impianto nel cuore di Milano, in via Frigia, collocato nei pressi di una scuola elementare, che ha smaltito materiale non autorizzato quale rifiuti industriali, plastica ecc. Per questi traffici è stato indagato anche l’assessore regionale con delega ai rifiuti, l’indagine della Magistratura si chiama “gioco delle tre carte”.
Nello spettacolo si denuncia inoltre una gestione che i carabinieri definiscono “allegra” del termovalorizzatore dell’Accam s.p.a., alla periferia di Busto Arsizio in provincia di Matera, che ha permesso l’ingresso di rifiuti – in particolare prodotti alimentari scaduti, plastica mischiata a imballaggi e terre da spazzamento senza il previsto trattamento – che per tipologia e codici impropri non sarebbero potuti entrare all’Accam.
I rifiuti nel Lazio
Rispetto al problema dei traffici dei rifiuti il sentire comune nato in questi anni vede soprattutto il Sud dell’Italia afflitto dal problema e invece non è così. E’tutto il territorio nazionale che viene utilizzato dai trafficanti, comprese regioni come la Lombardia e il Lazio. Del resto nel Lazio, dove non è mai nato un progetto serio di riduzione del rifiuto oltre che del riciclo, la raccolta differenziata si ferma ad un misero 12%. E se il Lazio, nella classifica delle illegalità in materia di rifiuti nel 2006 era al sesto posto, ora è al quarto. Vero e proprio crocevia di traffici illeciti sono le province di Viterbo e Rieti, dove sono finiti gli scarti di lavorazione degli scavi della linea B1 della metropolitana di Roma oltre che svariate tonnellate di fanghi pericolosi provenienti da varie parti d’Italia.
Il caso eclatante, scoppiato il 9 marzo del 2009, è il sequestro dell’inceneritore di Colleferro e l’arresto di 13 persone. Secondo gli investigatori nell’inceneritore venivano bruciati anche rifiuti pericolosi. Anche la provincia di Frosinone, dove vivono molteplici attività industriali, ha il triste primato di avere i fiumi Sacco e Liri altamente inquinati da rifiuti industriali con pesanti conseguenze per l’agricoltura e la zootecnia. La Valle del Sacco, secondo la magistratura, è interessata dallo sversamento sulla terra fertile e nei fiumi sopra indicati di svariate tonnellate di rifiuti chimici. Le acque dei fiumi Sacco e Liri, utilizzate per irrigare i terreni e per l’abbeveraggio del bestiame, hanno prodotto la contaminazione di prodotti destinati all’alimentazione umana, in particolare del latte.
I rifiuti di Roma e la discarica di Malagrotta
Ma il problema di una gestione all’acqua di rose dei rifiuti è esteso anche alla capitale che, se non avesse la grande discarica di Malagrotta, sarebbe sommersa dai rifiuti visto che, anche a Roma, si riesce a differenziare solo il 18-20% dei rifiuti,
E’ solo da qualche anno che, in alcuni quartieri di Roma, è partita la raccolta differenziata porta a porta, come ai Colli Aniene, dove si arriva a riciclare il 65% dei rifiuti.
In questa mancanza di organizzazione del Comune di Roma nella gestione dei rifiuti ha prosperato il signor Manlio Cerroni, proprietario della discarica di Malagrotta che, dalle giunte regionali di tutti i colori politici ha avuto autorizzazioni ad estendersi e a svilupparsi fino all’attuale “gassificatore”, costruito con il contributo economico del governo Prodi che, invece di incentivare la raccolta differenziata porta a porta e il conseguente riciclo dei rifiuti, ha finanziato, con una legge apposita chiamata Cip 6, chi vuole incenerire o produrre energia dai rifiuti. Questo gassificatore è stato sequestrato dalla magistratura perché non in regola con le norme antincendio e la Seveso 2, che vieta di concentrare nella stessa area più impianti a elevato rischio ambientale. Poi è stato dissequestrato, ma rimane tuttora sotto inchiesta. Accanto alla discarica di Malagrotta, e quindi vicino al gassificatore, insiste una raffineria petrolifera. I responsabili della discarica di Malagrotta sono stati più volte condannati per aver smaltito dentro la discarica rifiuti pericolosi come fanghi e materiale di risulta del trattamento del percolato. Il 2 febbraio 2010 si aprirà un nuovo processo penale contro l’ ing. Francesco Rando, l’amministratore della discarica, già condannato due volte in via definitiva e una volta in primo grado.
La discarica di Malagrotta, l’Atac, lo 089 e il Comune di Roma
Nella discarica di Malagrotta, grazie alla fermentazione dei rifiuti, si produce in grande quantità un liquido tossico, il percolato, ed un gas, il biogas, che è utilizzabile per i veicoli. L’Atac, agenzia per la mobilità pubblica del Comune di Roma, ha comprato cinque autobus che vanno a biogas e si riforniscono di carburante proprio nell’impianto dentro la discarica di Malagrotta, dove vengono sostati di notte senza far ritorno nel deposito Atac. I medesimi cinque autobus di linea, che portano il numero 089, partono da via Portuense, arrivano a Ponte Galeria e poi a Malagrotta passando proprio all’interno della discarica.
Sono molti gli interrogativi che spingono verso l’acquisizione di notizie chiare. Tutto ciò è raccontato nello spettacolo di Pesce anche attraverso l’ausilio di un video.
Obiettivo dello spettacolo
Ulderico Pesce con questo spettacolo mira a far luce su due punti:
-sul sistema di smaltimento dei rifiuti urbani di cui si parla abbondantemente sulla stampa, e che vede il Sud dell’Italia “incapace di gestire la monnezza” perché nelle mani della malavita e della clientela politica, e un Nord capace ed efficiente;
-sul sistema di smaltimento illegale dei rifiuti industriali, di cui la stampa non parla mai, e che vede il ricco Nord produrre rifiuti chimici pericolosissimi dei quali, parti consistenti, vengono scaricati nel Sud del’Italia, sulla terra agricola, nelle fabbriche di fertilizzante per l’agricoltura, nel mare, nei fiumi ecc.
A proposito dello smaltimento di questi liquidi industriali va detto che l’anello centrale della catena è rappresentato dai Laboratori chimici, prevalentemente Toscani, che sono pronti in cambio di quattrini a rilasciare falsi certificati in cui si dichiara che le sostanze tossiche quali cromo, zinco, arsenico e altro, sono state lavorate e rese innocue. Con questi falsi certificati i trafficanti attraversano con tutta tranquillità mezza Italia e scaricano questi prodotti in discariche abusive, su terreni agricoli, nei laghi e nel mare. In Italia sparisce ogni anno, una montagna di rifiuti tossici alta 2.600 metri e una base di tre ettari. Dove finiscono queste montagne di porcheria? Nell’ambiente!
Ulderico Pesce in Asso di Monnezza sottolinea infine la necessità di punire penalmente i reati ambientali inserendo nel Codice Penale Italiano il reato contro l’ambiente.
Oggi, in Italia, si concretizza una vergogna: se si uccide o si ruba qualcosa si commette un reato punito penalmente, se si contamina il mare o la terra il reato non è punito penalmente ma nella maggior parte dei casi si risolve con un’ammenda pecuniaria. Affinché il reato contro l’ambiente venga inserito nel codice penale Pesce ha dato vita ad una petizione popolare sul sito www.uldericopesce.it
Asso di Monnezza rientra nel filone del Teatro Civile già percorso da Ulderico Pesce con Storie di Scorie: il pericolo nucleare italiano. Il testo è stato scritto in base alla documentazione ufficiale della Magistratura italiana e al Rapporto ecomafie di Legambiente, molte delle indagini citate sono ancora in corso, e nello spettacolo si denunciano i Clan della Camorra che si dedicano a questa fruttuosa attività, i funzionari delle Istituzioni pubbliche coinvolti e i titolari delle “finte” ditte di compost fertilizzante per l’agricoltura che sempre più spesso scaricano rifiuti tossici in discariche abusive o sulla terra agricola.
“Il futuro e il governo sono sempre responsabilità altrui”
Grazie a questo postulato la politica ha sempre potuto decidere per tutti, sollevando dall’onere di ciascuno di amministrare il proprio territorio.
Venerdì 6 novembre 2009 alle ore 20, presso il ristorante Acquarius ( Villaggio Tognazzi ) Torvaianica, nell’ambito del dibattito pubblico con la Onlus DIRITTI E PARTECIPAZIONE del giornalista Claudio Oberlechner, si terrà un dibattito sul fenomeno della nascita delle associazioni a difesa dei cittadini e del proprio territorio.
L’associazione Onlus DIFFERENZIA-TI sosterrà un confronto con quanti riterranno utile acquisire una civile consapevolezza del rischio di veder trasformata l’area dei Castelli Romani in una nuova “Seveso”.
Dal rischio sanitario – studi epidemiologici obiettivi e non statistici -, all’impoverimento delle risorse locali -già povere di riserve d’acqua-, il percorso che ha portato individualità diverse ad associarsi con lo scopo di opporsi all’insensata devastazione perpetrata nei confronti di un’area dal ricchissimo valore storico, economico e sociale.
Nessun contributo della Comunità europea o delle istituzioni nazionali, potrà mai salvaguardare o risarcire un territorio, che rischia di essere cancellato da ogni guida turistica, economica o storica, riducendo drasticamente l’economia e il diritto alla vita dell’area dei Castelli Romani.
S’invitano a partecipare tutti: cittadini, associazioni e PMI locali. L’indifferenza e l’inconsapevolezza sono le migliori armi per abusare del nostro territorio. Al termine del dibattito, la serata proseguirà con una cena (importo di 15 Euro a persona).


