Asso di Monnezza e rassegna stampa
_Domani, domenica 16 maggio spettacolo “Asso di Monnezza” di Ulderico Pesce al teatro Alba Radians di Albano Laziale. Vi aspettiamo numerosi, per tutte le info cliccare qui.
_Segnaliamo una serie di articoli molto importanti che riportiamo in link proprio per la loro importanza e per non trascurarne nessuno. Leggeteli con attenzione.
- Claudio Fiorani: “Sull’inceneritore di Albano si può tornare indietro”
- All’ONU si parla dell’inceneritore di Parma
- Raffaele Lombardo: “Inceneritori siciliani? L’affare del secolo”
- Patrizia Gentilini: “Contro il cancro solo parole”
- Macerata, raccolta differenziata al 60%
_Nulla si crea e nulla si distrugge. I rifiuti sono una risorsa, se da un diamante non nasce nulla dalla raccolta differenziata puo’ nascere qualunque cosa, dalle sedie, ai materiali edili, alla pavimentazione per interni e prefabbricati. Il Centro Riciclo di Vedelago e’ la dimostrazione che lo smaltimento rifiuti puo’ diventare gratuito con la raccolta differenziata. Se gli inceneritori producono malattie, il riciclo dei rifiuti produce occupazione. Vedelago crea un indotto di 9.200 persone. E’ necessario un Centro Riciclo come Vedelago in ogni provincia. Il blog dara’ visibilita’ alle nuove iniziativa. La bolletta della spazzatura va incenerita, non i rifiuti.
Intervista a Carla Poli del Centro Riciclo di Vedelago.
Come funziona il Centro Riciclo Vedelago.
Blog: “Dott. Carla Poli siamo venuti qui nel centro di riciclo di Vedelago, cosa fate in questo impianto? “
Carla Poli: “Noi riceviamo le raccolte differenziate dei comuni e delle aziende, escludendo solo la parte umida e provvediamo a fare dapprima una selezione per ricavare i materiali che hanno gia’ un mercato, i materiali che non hanno un mercato immediato, vengono riciclati, ne facciamo una materia prima e seconda, che ha un suo mercato di riferimento.
Blog: “Tutto questo partendo da cosa? “
Carla Poli: “Partendo dai materiali di scarto che non hanno un utilizzo immediato, mentre le bottiglie e i flaconi trovano collocazione in un mercato di vendita nelle fabbriche per fare altri flaconi o pile, queste sarebbero tutte le plastiche miste anche con un po’ di carta, con tutti i materiali di scarto che si portavano una volta a discarica o inceneritore. Qua hai un esempio di una pavimentazione fatta con il nostro granulo piu’ gli scarti del legno da riciclo, quindi pavimentazione per prefabbricati, per interni e per pavimentazione per esterno antiscivolo, quindi le tecniche ci sono, gli studi sono stati fatti, noi abbiamo investito i nostri soldi derivanti dalle attivita’ perche’ aiuti non ne abbiamo avuti finora nella ricerca, nella sperimentazione, insieme a universita”¦ “
Blog: “Quindi questo materiale viene fuori da qui? “
Carla Poli: “Non lo facciamo noi, lo fa un’altra azienda, noi mettiamo in moto un’altra filiera che e’ quella di fare i manufatti! Oltre a pavimentazione, le sedute, gli schienali delle sedie, questa poltroncina invece di avere legno o plastica vergine, poi diventa quella. Queste sedie hanno bisogno solo di essere foderate o questi sono i camminamenti per le spiagge, si usano moltissimo, sono fatti 100% con il nostro materiale. “
Blog: “Anche dissuasori? “
Carla Poli: “Si, qua ce ne e’ una percentuale, lo studio e la sperimentazione serve a dire: come faccio questo manufatto? Quanto posso usare del mio granulo? Insieme a cosa, prendo qua c’e’ la gomma che deriva dal riciclo del rame dai cavi di rame, quindi il campo e’ vasto, bisogna studiare, applicarsi, sperimentare. Pallet, quelle sono per le costruzioni, vanno annegate nel cemento per dare areazione e antisismicita’ alle costruzioni, quell’azienda aveva chiuso qua in Italia, e’ un’azienda di Ancona, grazie a questo nuovo studio ”’ applicazione, ha riaperto, perche’ altrimenti non era piu’ competitiva sul mercato visti i costi e dentro a questa igloo c’e’ l’80% del nostro grano, fino all’80%, quindi anche un parziale utilizzo di un manufatto, consente un abbattimento dei costi, l’importante nel nostro sistema perche’ non e’ che noi abbiamo un impianto che si puo’ replicare, si puo’ portare, funziona la’, facciamo anche noi’¦ no, abbiamo un sistema che parte dall’organizzazione del territorio, quindi ci vuole l’aggancio con l’ente pubblico perche’ al pubblico e’ demandata per legge la raccolta e la gestione del rifiuto urbano, poi l’industriale e’ tutta un’altra cosa, le aziende fanno una bellissima raccolta differenziata perche’ risparmiano, non c’e’ bisogno di tante storie, capito? Imparano tra gruppo San Pellegrino, Gruppo Vera, Gatorade, tutto il gruppo Benetton hanno la mensa e la fanno tutti la raccolta differenziata per il semplice motivo che risparmiano nella gestione. Un metodo del genere si riesce a esportare in Campania, dove c’e’ una situazione ai limiti della sopportazione. In Campania bisogna mettere in moto gli impianti, gli impianti ci sono, solo che sono fermi!”
Blog: “Perche’ li hanno trasformati non fanno piu’ il Cdr. “
Carla Poli: “Va portato in discarica, va portato all’inceneritore? Bene, o va la’ o va al riciclo, il materiale o va in un posto o va in un altro! “
Blog: “Una montagna di ecoballe che non si sa cosa c’e’ dentro’¦ “
Carla Poli: “L’ecoballe e’ tutto un altro problema, bisogna sapere cosa’¦ non tratto materiale che viene tutto alla rinfusa, se si vuole fare questo percorso, guarda che e’ la terza volta che te lo dico, bisogna fare a monte una raccolta che sia adeguata, perche’ nel casino non ci mette le mani nessuno, invece se ci arriva la raccolta della frazione secca non deve esserci umido, se non il 4, 5% come noi verifichiamo, allora l’errore noi correggiamo, la percentuale di errore, non la mescolanza’¦ se non si vuole fare questo, allora si porta a discarica, ci sono delle regole ben precise e’ una cosa talmente ovvia’¦ se un’azienda mescola i suoi scarti di produzione che sono sfridi plastici, con il materiale che gli proviene dalla mensa, capisci che nessuno ci puo’ mettere le mani, noi ci mettiamo le mani sul materiale, ma deve arrivare materiale, non rifiuto! Chi fa la raccolta differenziata deve capire questa differenza che e’ sostanziale. Partiamo da questo che e’ il riciclo, trasformo in una materia prima e seconda, puoi vedere, qua si vede bene, questo e”¦ vedi la frazione secca? Qua non senti odore, senti odore qua? Molto meno che nell’imballaggio perche’ se non c’e’ l’umido e’ logico, pero’ questa sarebbe stata destinata tutta a discarica, almeno per l’80% si vede, vedi la racchetta’¦ e’ plastica, quindi con queste considerazioni noi siamo partiti’¦ “
Blog: “Voi mettete le mani in questa’¦ “
Carla Poli: “No, questa va direttamente in lavorazione, ma la controlliamo e vediamo se e’ divisa correttamente. Questi invece sono imballaggi plastici che non hanno mercato, il consorzio nazionale del Conai usualmente mi destina a discarica l’inceneritore, noi abbiamo la possibilita’ e li ricicliamo, tutto questo materiale viene ricontrollato, va sull’impianto, c’e’ una calamita’, se c’e’ il ferro’¦ qui c’e’ ulteriormente recupero di ferro e di alluminio’¦ recupera perche’ nella frazione secca, per esempio qualcuno dimentica la lattina e noi facciamo il recupero, ma proprio anche le parti piu’ piccole, queste noi la vendiamo, e’ alluminio, quindi le macchine ci sono per fare questi lavori, trova impiego proprio’¦ “
Un’industria virtuosa
Blog: “Secondo lei da materiale compromesso come la questione delle ecoballe a Napoli, si riesce a fare questo lavoro? “
Nelle ecoballe non so cosa c’e', se c’e’ la parte umida’¦ se sta andando in fermentazione, vuole dire che c’e’ dell’umido dentro, allora la fase di base e’ che deve essere tolto l’umido, altrimenti qua non e’ che vuoi trasformare in’¦ “
Blog: “Altrimenti qui non potremmo respirare, invece’¦ “
Bravo, invece vedi che non ti provoca problemi, adesso dobbiamo saltare avanti dopo questo entra macchina che stanno cambiando le lame, per sfregamento si scioglie, si riscalda, dopo che va in raffreddamento raggiunge una temperatura di circa 160/180° per cui non c’e’ combustione, ma c’e’ solo lo scioglimento del materiale plastico che ingloba un po’ anche tutti gli altri materiali, un po’ di legno’¦ a norma di legge, perche’ le leggi ci sono, i regolamenti ci sono, le norme Uni ci sono, una volta che e’ avvenuta la densificazione va al raffreddamento perche’ uscendo a quella temperatura, va in quel macinatore che e’ un granulatore, si chiama, poi va nel vaglio per dividere la parte fine dalla parte grossa e va all’insaccamento. “
Blog: “Quindi dentro questi sacchi c’e’ il materiale miracoloso! “
Carla Poli: “Questo e’ un tipo di materiale, questo e’ densificato, come esce, esce molle e guardi, poi si solidifica e poi va in granulazione, o questo oppure’¦ perche’ noi non e’ che facciamo un prodotto e quello e’, noi facciamo il prodotto per il cliente.”
Blog: “C’e’ chi lo vuole un po’ piu’ grezzo’¦ “
Carla Poli: “Non ho materiale che e’ qua, tutto il materiale e’ ordinato, prenotato, noi produciamo sempre il cliente, c’e’ un cliente che lo vuole piu’ addensato, meno addensato, piu’ cotto, piu’ crudo, piu’ fine o meno fine e noi glielo produciamo, non e’ che siamo il supermercato che poi magari facciamo una svendita 3 x 2, qua dobbiamo produrre per vendere, perche’ se 100 tonnellate mi entrano al giorno, 100 tonnellate mi devono uscire! “
Blog: “Quante persone lavorano in un impianto come questo? “
Carla Poli: “Noi abbiamo 64 dipendenti, pero’ per alcuni materiali diamo da lavorare a altre aziende, ci sono molte aziende in Provincia di Treviso che si occupano di riciclo, per esempio queste cassette vanno consegnate a un’azienda che le lava, le tritura, fa le scagliette e poi questa azienda le vende a un’altra azienda che rifa’ magari cassette o fa le bacinelle. “
Blog: “C’e’ un indotto anche. “
Carla Poli: “C’e’ un indotto, e’ stato calcolato da un istituto di ricerca in circa 9.200 persone addette all’indotto dalla nostra azienda, quindi sono tutti quei calcoli che fanno, potremmo farlo anche noi, pero’ dovremo dotarci di una macchina apposta, ma cosi noi facciamo il nostro lavoro che e’ il lavoro base! Sopra c’e’ la piattaforma dove fanno la selezione, tutte queste camere si riempiranno una di bottiglie bianche, una di azzurra, una di colorate, quando e’ piena la camera, si spinge il materiale e va su in pressa, attraverso questi nastri viene caricata la pressa che e’ quel macchinario verde e viene fatta la balla di materiale e portata nel deposito produzione. Invece questo e’ un polmone di accumulo perche’ se si rompe la prima parte di impianto, la seconda parte puo’ lavorare. Questo vaglio fa un grande lavoro, suddivide le plastiche leggere che non hanno un mercato, i pezzettini piccoli, quindi si chiama sottovaglio, le bottiglie e i flaconi li manda sulla piattaforma, quindi e’ una prima sgrossatura del materiale plastico di modo che c’e’ una produttivita’ ottima, se dovessimo farlo a mano ci vorrebbe un’altra piattaforma. Senti il rumore perche’ e’ materiale con il vetro, organizziamo tutti i vari settori, sappiamo gia’ dalla settimana prima quali saranno i conferimenti, quindi vengono organizzate le produzioni per i tipi di materiali che arrivano. Quindi le squadre di operatori’¦ sapendo gia’ cosa ci portano e che cosa dobbiamo fare, allora noi siamo informati di tutte le tipologie di imballaggi, di materiali’¦ che entrano sul mercato perche’ prima o dopo ci arrivano, quindi dobbiamo gia’ sapere cosa, come si possono recuperare, quindi mettiamo in moto dalla produzione al recupero dei materiali, quindi torniamo alla produzione, questo e’ un ciclo chiuso come la natura, non e’ un ciclo aperto. Tu vedi, queste raccolte provengono dalle scuole e noi dalle scuole partiamo, perche’ li abituiamo a fare una raccolta, questi sono sacchi di frazione secca, vedi che non c’e’ il sacco nero? Noi non vogliamo perche’ la responsabilita’ di quello che conferiscono, quindi non devono avere l’idea che bisogna nascondere, la si vede che e’ frazione secca, quindi stanno attenti perche’ altrimenti si vede, perche’ l’operatore del camion ha subito la visione e quindi dice: no, questo non va bene, me lo riselezioni e stai piu’ attento, se invece e’ sacco nero non si vede niente. Il costo che facciamo pagare per la raccolta di questo’¦ e’ zero, capito? Quello invece’¦ gli imballaggi, le lattine, plastiche’¦ le scuole lo fanno, vedi com’e’ divisa la roba? Qua basta che lo metto in linea e e’ a posto, passa sotto una macchina, se e’ ferro, se e’ alluminio perche’ anche adesso le lattine le fanno in acciaio, quindi se e’ acciaio va diviso dal’¦ pero’ il grosso del lavoro me l’ha fatto la scuola e non gli e’ costato niente perche’ invece di mettere li, mettono la’, quindi un gesto di consapevolezza perche’ loro vedono perche’ vengono in visita e vedono cosa facciamo del materiale. “
Blog: “Quanto costa mettere so un impianto cosi? “
Carla Poli: “Dipende da quanta roba devi lavorare, se vuoi fare il primo impianto solo o anche il secondo, noi abbiamo investito circa 5,5/6 milioni di euro, perche’ di macchine ne compriamo sempre, non e’ che’¦ adesso hanno appena caricato un camion di un determinato materiale, quindi’¦ ma vedi la selezione com’e'? Vedi i flaconi, le bottiglie colorate, quelle bianche, quelle azzurre, questo e’ il mercato italiano, quelle nere sono le cassette, gli altri lasciano i nylon, mentre la roba ci arriva sciolta, la puoi vedere, quindi i conferimenti sono quelli, noi da la’ partiamo, mentre quelle bianche, quei sacchi sono tutti sacchi di polistirolo di un’azienda che li ha suddivisi, quel polistirolo pero’ ci sono anche cartoni, toglieremo i cartoni da avviare alla cartiera, mentre il polistirolo va nel secondo impianto. Quindi dopo questa attivita’ c’e’ tutto il lavoro, quindi l’indotto fatto nascere e crescere proprio dalle tipologie di materiali. Per esempio in Sardegna dove inaugureremo a breve il nuovo impianto, inaugureremo ufficialmente nel senso che sta gia’ operando, li e’ nata una cooperativa per utilizzare il granulo nel settore edilizio, perche’ loro la sabbia la comprano in continente, quindi gli costa un sacco di soldi, ne vanno a riutilizzarla, pero’ stanno nascendo varie attivita’ per utilizzare questi materiali e per far nascere un’attivita’ devono studiare, quindi il collegamento anche li con le universita’, con l’istituto di ricerca, Cagliari, Sassari, ci sono ottimi ricercatori, non dobbiamo noi andare a ricercare ricercatori all’estero, perche’ ne abbiamo, anzi i nostri vanno all’estero! Quindi l’abbinamento con i diversi laboratori universitari, perche’ un’universita’ e’ specializzata in una cosa e una nell’altra, quindi bisogna andarsele a ricercare, quindi e’ un lavoro di pazienza, costanza, e’ un lavoro! “
Blog: “Pero’ possibile.”
Carla Poli: “Ma certo che e’ possibile, non e’ che siamo qua dall’anno scorso, sono decenni, all’inizio era piu’ difficile trovare delle soluzioni, adesso si trovano perche’ si e’ aperto anche’¦ quando c’e’ la normativa, le regole che stabiliscono, tu basta che corri sulla strada! (Fonte articolo, qui)
“Asso di Monnezza” di Ulderico Pesce ad Albano Laziale
_Il Coordinamento Contro l’inceneritore di Albano, l’Associazione Salute & Ambiente Cancelliera e l’Associazione DIFFERENZIA-TI vi invitano allo spettacolo teatrale gratuito “Asso di Monnezza” che si terrà domenica 16 maggio alle ore 21:00 presso il teatro Alba Radians ad Albano Laziale. L’evento è patrocinato dal Comune di Albano Laziale.
Se non sai come arrivare clicca qui
Sito di Ulderico Pesce, Centro Mediterraneo delle Arti, clicca qui
Ulderico Pesce, Wikipedia.
NOTA BENE: Ricordiamo anche l’importantissimo incontro pubblico di informazione attinente i recenti sviluppi maturati nella vertenza “No Inceneritore”. Sabato 15 maggio assemblea pubblica ad Albano, Piazza Pia ore 17:30.
_ASSO DI MONNEZZA: I TRAFFICI ILLECITI DI RIFIUTI.
Coprodotto da Legambiente e dal Teatro dei Filodrammatici di Milano.
Asso di Monnezza: i traffici illeciti di rifiuti in Italia, racconta i traffici illeciti dei rifiuti urbani e soprattutto di quelli industriali, che attanagliano l’Italia tanto da far dire che il vero asso nella manica è “quello di monnezza”, vale a dire che l’immondizia smaltita illegalmente offre una grande possibilità di arricchimento soprattutto alla malavita. E’ la storia di Marietta e della sua famiglia. Marietta è nata nella periferia di Napoli, a Pianura. Il balcone della sua casa si affaccia su una discarica di “monnezza” dove da 40 anni sono state sversate tonnellate di rifiuti, tra i quali 1000 tonnellate di liquidi chimici pericolosissimi provenienti dall’Acna di Cencio. Nata in una famiglia poverissima il suo primo giocattolo l’ha trovato proprio in questa discarica: una bambolina spelacchiata che ancora conserva; ma la discarica e i suoi fumi tossici le ha portato via tutta la famiglia, i genitori e una sorella stroncati da tumori.
Rimasta sola Marietta si sposa con Nicola e va ad abitare in una masseria agricola a Giugliano, alle porte di Napoli, dove presto arriverà un’altra discarica: dove arriva Marietta arrivano le discariche.
Marietta è marchiata dalla “monnezza” pertanto la odia ma, dopo un viaggio fatto a casa della sorella Marisa, nel quartiere Colli Aniene di Roma, dove si fa la raccolta differenziata porta a porta, e dove i rifiuti vengono riciclati, cambia vita. Torna a Giugliano, che come sempre è sommersa dai rifiuti e cerca, invano, di convincere le autorità a praticare gli stessi metodi scoperti nel quartiere di Roma. Nulla potendo comincia a praticare la raccolta differenziata porta a porta in assoluta autonomia e grazie all’aiuto dei figli Antonio e Vincenzo.
Se Marietta e i figli raccolgono l’immondizia il marito Nicola e l’altro figlio Cristian la “nascondono”, nel senso che sono due malavitosi che smaltiscono, in cambio di molti quattrini, rifiuti industriali pericolosissimi provenienti dal Nord che loro gettano nel mare, nei fiumi, in discariche o direttamente sulla terra agricola.
Il conflitto tra Marietta e il marito Nicola diventa il conflitto tra due modi di concepire l’ambiente la legalità e la vita in genere.
I rifiuti in Puglia
La Puglia è ai primi posti nella classifica dei traffici illeciti di rifiuti. In questa regione sono stati sepolti sotto la terra fertile così tante tonnellate di liquidi industriali che non si chiama più il “Tavoliere delle Puglie” ma il “Tavoliere di Mendeleev“. Nello spettacolo si parla della discarica di Canosa di Puglia dove il percolato prodotto dai rifiuti va nelle falde acquifere, delle discariche abusive di Nardò, Casalevecchio, Carlantino…
I rifiuti in Lombardia
Nello stesso tempo lo spettacolo si sofferma sulle illegalità accertate in varie regioni d’Italia, onde evitare che si possa pensare che il traffico illecito dei rifiuti sia qualcosa che riguarda solo la Campania, in tal senso Pesce ironizza anche sulla “civile” Lombardia dove è finito in galera per traffici illeciti di rifiuti un vice comandante della Polizia provinciale, e dove sono state accertate, solo nella città di Milano, ben 193 discariche abusive tra le quali ben 4 nel solo Parco Agricolo Sud dove sono stati ritrovati fusti di rifiuti chimici, lastre di amianto, pneumatici ed altro. Fra le tante discariche disseminate su tutto il territorio regionale “menzione speciale” per quella di Cantello, in provincia di Varese, a pochi metri da un pozzo dell’acquedotto e quella nella Vadidentro, in provincia di Sondrio, dove sono state trovate addirittura ossa umane.
Ma in Lombardia anche gli impianti di smaltimento dei rifiuti gettano luci inquietanti visto che quelli di Melzo e di Segrate, in provincia di Milano, sono finiti sotto inchiesta perché sulla carta smaltivano tonellate di rifiuti che viceversa venivano dirottati in un impianto nel cuore di Milano, in via Frigia, collocato nei pressi di una scuola elementare, che ha smaltito materiale non autorizzato quale rifiuti industriali, plastica ecc. Per questi traffici è stato indagato anche l’assessore regionale con delega ai rifiuti, l’indagine della Magistratura si chiama “gioco delle tre carte”.
Nello spettacolo si denuncia inoltre una gestione che i carabinieri definiscono “allegra” del termovalorizzatore dell’Accam s.p.a., alla periferia di Busto Arsizio in provincia di Matera, che ha permesso l’ingresso di rifiuti – in particolare prodotti alimentari scaduti, plastica mischiata a imballaggi e terre da spazzamento senza il previsto trattamento – che per tipologia e codici impropri non sarebbero potuti entrare all’Accam.
I rifiuti nel Lazio
Rispetto al problema dei traffici dei rifiuti il sentire comune nato in questi anni vede soprattutto il Sud dell’Italia afflitto dal problema e invece non è così. E’tutto il territorio nazionale che viene utilizzato dai trafficanti, comprese regioni come la Lombardia e il Lazio. Del resto nel Lazio, dove non è mai nato un progetto serio di riduzione del rifiuto oltre che del riciclo, la raccolta differenziata si ferma ad un misero 12%. E se il Lazio, nella classifica delle illegalità in materia di rifiuti nel 2006 era al sesto posto, ora è al quarto. Vero e proprio crocevia di traffici illeciti sono le province di Viterbo e Rieti, dove sono finiti gli scarti di lavorazione degli scavi della linea B1 della metropolitana di Roma oltre che svariate tonnellate di fanghi pericolosi provenienti da varie parti d’Italia.
Il caso eclatante, scoppiato il 9 marzo del 2009, è il sequestro dell’inceneritore di Colleferro e l’arresto di 13 persone. Secondo gli investigatori nell’inceneritore venivano bruciati anche rifiuti pericolosi. Anche la provincia di Frosinone, dove vivono molteplici attività industriali, ha il triste primato di avere i fiumi Sacco e Liri altamente inquinati da rifiuti industriali con pesanti conseguenze per l’agricoltura e la zootecnia. La Valle del Sacco, secondo la magistratura, è interessata dallo sversamento sulla terra fertile e nei fiumi sopra indicati di svariate tonnellate di rifiuti chimici. Le acque dei fiumi Sacco e Liri, utilizzate per irrigare i terreni e per l’abbeveraggio del bestiame, hanno prodotto la contaminazione di prodotti destinati all’alimentazione umana, in particolare del latte.
I rifiuti di Roma e la discarica di Malagrotta
Ma il problema di una gestione all’acqua di rose dei rifiuti è esteso anche alla capitale che, se non avesse la grande discarica di Malagrotta, sarebbe sommersa dai rifiuti visto che, anche a Roma, si riesce a differenziare solo il 18-20% dei rifiuti,
E’ solo da qualche anno che, in alcuni quartieri di Roma, è partita la raccolta differenziata porta a porta, come ai Colli Aniene, dove si arriva a riciclare il 65% dei rifiuti.
In questa mancanza di organizzazione del Comune di Roma nella gestione dei rifiuti ha prosperato il signor Manlio Cerroni, proprietario della discarica di Malagrotta che, dalle giunte regionali di tutti i colori politici ha avuto autorizzazioni ad estendersi e a svilupparsi fino all’attuale “gassificatore”, costruito con il contributo economico del governo Prodi che, invece di incentivare la raccolta differenziata porta a porta e il conseguente riciclo dei rifiuti, ha finanziato, con una legge apposita chiamata Cip 6, chi vuole incenerire o produrre energia dai rifiuti. Questo gassificatore è stato sequestrato dalla magistratura perché non in regola con le norme antincendio e la Seveso 2, che vieta di concentrare nella stessa area più impianti a elevato rischio ambientale. Poi è stato dissequestrato, ma rimane tuttora sotto inchiesta. Accanto alla discarica di Malagrotta, e quindi vicino al gassificatore, insiste una raffineria petrolifera. I responsabili della discarica di Malagrotta sono stati più volte condannati per aver smaltito dentro la discarica rifiuti pericolosi come fanghi e materiale di risulta del trattamento del percolato. Il 2 febbraio 2010 si aprirà un nuovo processo penale contro l’ ing. Francesco Rando, l’amministratore della discarica, già condannato due volte in via definitiva e una volta in primo grado.
La discarica di Malagrotta, l’Atac, lo 089 e il Comune di Roma
Nella discarica di Malagrotta, grazie alla fermentazione dei rifiuti, si produce in grande quantità un liquido tossico, il percolato, ed un gas, il biogas, che è utilizzabile per i veicoli. L’Atac, agenzia per la mobilità pubblica del Comune di Roma, ha comprato cinque autobus che vanno a biogas e si riforniscono di carburante proprio nell’impianto dentro la discarica di Malagrotta, dove vengono sostati di notte senza far ritorno nel deposito Atac. I medesimi cinque autobus di linea, che portano il numero 089, partono da via Portuense, arrivano a Ponte Galeria e poi a Malagrotta passando proprio all’interno della discarica.
Sono molti gli interrogativi che spingono verso l’acquisizione di notizie chiare. Tutto ciò è raccontato nello spettacolo di Pesce anche attraverso l’ausilio di un video.
Obiettivo dello spettacolo
Ulderico Pesce con questo spettacolo mira a far luce su due punti:
-sul sistema di smaltimento dei rifiuti urbani di cui si parla abbondantemente sulla stampa, e che vede il Sud dell’Italia “incapace di gestire la monnezza” perché nelle mani della malavita e della clientela politica, e un Nord capace ed efficiente;
-sul sistema di smaltimento illegale dei rifiuti industriali, di cui la stampa non parla mai, e che vede il ricco Nord produrre rifiuti chimici pericolosissimi dei quali, parti consistenti, vengono scaricati nel Sud del’Italia, sulla terra agricola, nelle fabbriche di fertilizzante per l’agricoltura, nel mare, nei fiumi ecc.
A proposito dello smaltimento di questi liquidi industriali va detto che l’anello centrale della catena è rappresentato dai Laboratori chimici, prevalentemente Toscani, che sono pronti in cambio di quattrini a rilasciare falsi certificati in cui si dichiara che le sostanze tossiche quali cromo, zinco, arsenico e altro, sono state lavorate e rese innocue. Con questi falsi certificati i trafficanti attraversano con tutta tranquillità mezza Italia e scaricano questi prodotti in discariche abusive, su terreni agricoli, nei laghi e nel mare. In Italia sparisce ogni anno, una montagna di rifiuti tossici alta 2.600 metri e una base di tre ettari. Dove finiscono queste montagne di porcheria? Nell’ambiente!
Ulderico Pesce in Asso di Monnezza sottolinea infine la necessità di punire penalmente i reati ambientali inserendo nel Codice Penale Italiano il reato contro l’ambiente.
Oggi, in Italia, si concretizza una vergogna: se si uccide o si ruba qualcosa si commette un reato punito penalmente, se si contamina il mare o la terra il reato non è punito penalmente ma nella maggior parte dei casi si risolve con un’ammenda pecuniaria. Affinché il reato contro l’ambiente venga inserito nel codice penale Pesce ha dato vita ad una petizione popolare sul sito www.uldericopesce.it
Asso di Monnezza rientra nel filone del Teatro Civile già percorso da Ulderico Pesce con Storie di Scorie: il pericolo nucleare italiano. Il testo è stato scritto in base alla documentazione ufficiale della Magistratura italiana e al Rapporto ecomafie di Legambiente, molte delle indagini citate sono ancora in corso, e nello spettacolo si denunciano i Clan della Camorra che si dedicano a questa fruttuosa attività, i funzionari delle Istituzioni pubbliche coinvolti e i titolari delle “finte” ditte di compost fertilizzante per l’agricoltura che sempre più spesso scaricano rifiuti tossici in discariche abusive o sulla terra agricola.