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Sosteniamo la ricerca sulle nanopatologie

_Noi crediamo fermamente nel fatto che il Dott. Stefano Montanari e la Dott.ssa Antonietta Gatti debbano essere messi nelle condizioni di fare ricerca, una ricerca volta al bene comune e mirata a dimostrare gli effetti sulla salute umana del nanoparticolato derivante dagli impianti di termocombustione, con particolare accento per gli sciagurati inceneritori di rifiuti. Parliamo dello studio di polveri finissime di cui molti studiosi (filo-lobby) ad oggi continuano a negarne l’esistenza ed i conseguenti danni. Particolato di grandezza nanometrica in grado spesso di essere ben più piccolo delle nostre cellule e di mutare addirittura il dna umano. Per far ciò  il Dott. Stefano Montanari necessita di un microscopio elettronico molto potente ed ha bisogno del nostro aiuto, o meglio, dell’aiuto di tutti i Cittadini che desiderano regalarsi una boccata d’aria diversa senza rassegnarsi all’ufficialità del “tutto va bene, niente o poco di quello che ci propinano con delicata forza  fa male e tutto è sotto controllo” (di pochi). Purtroppo il precedente microscopio elettronico destinato al Dott. Stefano Montanari per mezzo di Onlus grazie ad una “sottoscrizione popolare” lanciata dal Blog di Beppe Grillo non sta avendo ad oggi (clicca qui) la sua destinazione , appunto i laboratori Nanodiagnostics di Modena del Dott. Montanari e della Dott.ssa Gatti. Per questo ma non solo per questo è importante che la ricerca sulle nanopatologie vada avanti nel tempo ed è altrettanto fondamentale far sentire oggi come domani la nostra vicinanza a chi si grava di tali compiti con sacrifici personali, economici e con cospicui rischi.

Come aiutare: Le donazioni, per chi vorrà farle, dovranno pervenire al conto corrente postale (BancoPosta) dedicato n. 7231168 (da usare per i versamenti postali). IBAN: IT34D0760112900000007231168 (da usare per i bonifici bancari). L’intestatario è Stefano Montanari e la causale dovrà essere DONAZIONE.

  • Blog Stefano Montanari, come aiutare e perchè, clicca qui.
  • Esem Reloaded, gruppo ci cittadini volontari che sta divulgando la raccolta fondi, clicca qui.

Desideriamo ulteriormente segnalare anche la SPONTANEA recente apertura di un gruppo Facebook i cui promotori stanno cercando di raccogliere iscritti in modo tale da devolvere poi direttamente e singolarmente una precisa piccola somma una volta raggiunto un congruo numero di persone. Clicca qui.


La fine del miracolo

_SABATO 23 OTTOBRE ORE 15:30 CORTEO CONTRO L’INCENERITORE DEI CASTELLI ROMANI. ALBANO, PIAZZA GIUSEPPE MAZZINI. PERCORSO: ALBANO LAZIALE, ARICCIA, GENZANO DI ROMA.

Contro la follia di un impianto INUTILE, OBSOLETO e SPECULATIVO (CIP 6) che non risolverà in nessun modo la tematica rifiuti della Regione Lazio ma che devasterà a livello SANITARIO, IDRICO ed agricolo i già compromessi Castelli Romani. LE ALTERNATIVE ESISTONO, MA CONVENGONO “SOLTANTO” AI CITTADINI. Informati correttamente e non delegare, partecipa e passaparola! Per ogni info specifica sul corteo, clicca qui.

_Ecco come funzionava il “gioiellino tecnologico” di Acerra. Fermo o a gasolio. Clicca qui.

_La “fine” del miracolo. Buona visione.


Comunicato stampa | Presidio discarica di Roncigliano venerdi 23 aprile

COMUNICATO STAMPA | PRESIDIO PUBBLICO DISCARICA RONCIGLIANO

_Nella mattinata di oggi, venerdì ventitre aprile, si è svolto un presidio di protesta davanti l’ingresso della discarica di Roncigliano (Albano Laziale), sito scelto per la costruzione del “gassificatore” di Albano e gestito dalla Pontina Ambiente s.r.l.; società dell’ Avv. Manlio Cerroni, monopolista indisturbato e intoccabile nella gestione rifiuti del Lazio.

Il Coordinamento Contro l’Inceneritore di Albano, unitamente ai cittadini dei Castelli Romani ed ai principali movimenti associativi che da anni contrastano lo scempio rifiuti autorizzato dalla Regione Lazio, hanno ribadito per l’ennesima volta la loro totale contrarietà ad un’opera inutile, che non ha nessuna logica di necessarietà, se non quella speculativa imposta dai soliti saccheggiatori del territorio e della salute pubblica.

La discarica di Roncigliano e la sua gestione sono lo specchio di come gli amministratori collocati ad ogni livello abbiano fin’ora affrontato l’aspetto rifiuti nella Regione Lazio. Il sito di Albano Laziale è una servitù decennale (esaurita da tempo) che sta lasciando alle comunità locali ripercussioni sanitarie gravissime con malattie e inquinamenti di ogni tipo, spesso celati e distorti. La panacea a tutti questi problemi dovrebbe essere un impianto di incenerimento viziato da un iter autorizzativo contraffatto (V.I.A. farsa, AIA fraudolenta, studio epidemiologico lacunoso, gara d’appalto inesistente), un impianto che produrrebbe soprattutto sostanze altamente tossiche (diossine, furani, gas acidi, nanoparticolato) che indurranno altre patologie di estrema gravità, oltre ad una serie di rifiuti pericolosi che verranno stoccati nella stessa discarica. Sito questo, che negli ultimi mesi ha inoltre subito l’irregolare innalzamento ed ampliamento di svariati metri delle quote di alcuni invasi, operazione atta a contenere rifiuti di dubbia provenienza/composizione e di certo non classificabili come RSU (Rifiuto Solido Urbano).

Ancora una volta i cittadini del territorio sono dovuti intervenire in prima persona per chiedere accertamenti, tutela sanitaria sul sito e l’azzeramento dell’iter autorizzativo di quest’opera vergognosa. La prossima settimana una delegazione di tecnici del Coordinamento No Inceneritore Albano entrerà nel sito suddetto per valutare direttamente il tipo di rifiuti conferiti e le irregolarità inerenti gli invasi. Ad oggi, soprattutto dalla Regione Lazio, non giungono cenni di volontà a tutela della salute e del territorio, nonostante le promesse di mediazione espresse in campagna elettorale dall’attuale Presidente Renata Polverini. La stessa che sembra silenziosamente limitarsi ad assecondare il dictat pro-inceneritore del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che continua ad esprimersi su di un impianto che sorgerebbe comunque fuori dal proprio territorio e ignorando i ricorsi pendenti in sede TAR Lazio, presso la Corte dei Conti e gli esposti di carattere penale depositati al Tribunale di Velletri.

Stante il possibile avvio del cantiere e la ferma contrarietà delle popolazioni coinvolte, si ribadisce che l’azione di contrasto dei comitati sarà sempre più marcata al fine di impedire in modo assoluto il folle progetto Ama-Acea-Cerroni. (Fonte: qui)