Morfologia del territorio
_Il territorio dei Castelli Romani è un’area di natura vulcanica, originata dal crollo del Vulcano Laziale alcune centinaia di migliaia di anni fa. La bocca principale del Vulcano Laziale occupava l’intera aerea della cintura interna dei Castelli: in seguito collassò dando origine a varie bocche secondarie, di cui la più importante era l’attuale Monte Cavo (949 m s.l.m.). Le altre bocche minori del Vulcano sono divenute dei bacini lacustri tra i 100.000 ed i 20.000 anni or sono, e in gran parte sono stati prosciugati nel corso dei secoli. Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d’Italia la maggior parte del territorio dei Castelli Romani è composta da terreni classificati come v2, cioè materiale eruttivo finale che ha dato origine al famoso peperino. Le zone di estrazione più note del peperino sono a Marino, ad Albano Laziale, ad Ariccia e in alcune aree della Valle Latina. Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta). I Castelli possono essere suddivisi in diverse sottozone: l’ area Tuscolana (Colonna, Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Rocca di Papa, Rocca Priora facente perno su Frascati, l’ area Appia o Albana (Albano Laziale, Ariccia e Castel Gandolfo) facente perno su Albano Laziale e l’ area Lanuvina (Lanuvio, Genzano di Roma, Nemi) facente perno nominalmente su Lanuvio ma effettivamente su Genzano di Roma. Velletri e Lariano, che potremmo chiamare area Artemisia, sono un’area a se stante, così come Marino, che rappresenta l’anello di raccordo tra area Tuscolana e Albana. È ancora in corso un dibattito acceso sull’esatta determinazione dei confini dei Castelli Romani. Elio Migliorini elenca quattordici comuni includendo anche le due località di Colonna e Lanuvio, indicandole come estremità periferiche che presentano già elementi di separazione; anche Lidia Piccioni elenca quattordici comuni. Entrambi gli autori escludono Velletri che tuttavia condivide alcune prerogative dei Castelli, pur avendo una storia sostanziosamente differente. Armando Ravagliol invece elenca tredici comuni menzionando anche Velletri e Lanuvio per la tendenza contemporanea ad includerli. Per quanto riguarda Velletri, ciò che rende problematico includerla a pieno titolo tra i Castelli, nonostante la sua collocazione geografica, è il fatto che dal Medioevo fino al XVI secolo la città mantenne sempre lo status di Libero comune, distinguendosi dunque dalla totalità della località della zona e non essendo mai infeudata a nessun signore, dunque non essendo mai un “castello”. Lariano invece, pur essendo stata un importante castello infeudato alla famiglia Savelli, dal 1436, anno della sua distruzione, fino al 1969 rimase una frazione di Velletri. Tuttavia convenzionalmente le due località, geograficamente parte dei Colli Albani, sono considerate Castelli a tutti gli effetti. Altri considerano anche la città di Ciampino, che nel 1974 si distaccò dal comune di Marino, nonostante Ciampino sia nata, anche come toponimo, solo nel XVII secolo da una tenuta di monsignor Giovanni Giustino Ciampini (1633-1698), chiamata appunto vigna Ciampini e ubicata nel territorio di Marino. La superficie totale dei Castelli Romani, considerando i sedici comuni sopra elencati, è di 435,86 km2, con una popolazione di 291.056 abitanti. Il comune dei Castelli con la maggiore estensione territoriale è Lanuvio (se non si considera Velletri), seguito da Rocca di Papa, mentre il comune più piccolo è Colonna; il comune con il maggior numero di abitanti è ancora Velletri, seguita da Albano Laziale e da Marino, invece il comune con il minor numero di abitanti è Nemi. Velletri è il settimo comune della provincia di Roma per numero di abitanti, mentre Albano Laziale è il decimo e Marino il dodicesimo. (Fonte: Wikipedia)
