Il sito di Roncigliano

_Il comune di Albano Laziale, nella sua interezza, è gravato da una circolazione viaria marcata e a tratti esasperata. Questo effetto è dovuto principalmente al normale bisogno di mobilità non accompagnato da servizi pubblici efficienti, ma in primis, dalla crescita della popolazione urbana/residente dovuta alla fisiologica attività economica edilizia e all’attività edilizia di tipo speculativo rientrante anche nel quadro dei Patti Territoriali. Della struttura viaria di Albano Laziale criticità estrema è rappresentata dal “trittico” stradale di Via Appia Nuova, Via Nettunense e Via Ardeatina che attraversano il cuore delle aree urbane e lambiscono le aree maggiormente popolate verso mare (vedere via Ardeatina). A cascata e fisiologiche, le considerazioni finali circa la qualità dell’aria, con un rumore di fondo dei maggiori inquinanti rappresentati dalla circolazione su gomma decisamente elevato – “sovente” fuori parametro – che non si integrerebbe in alcun modo con il previsto impianto di incenerimento se non con un drastico crollo della qualità dell’area e della vita sociale/sanitaria di tutto il comprensorio. Il sito della discarica di Rsu di Roncigliano (Albano Laziale, Castelli Romani) è attualmente di proprietà della Pontina Ambiente S.r.l; oltre a collocarsi nel mezzo di aree urbane e della zona industriale di  Santa Palomba, si situa a modesta distanza dal sito di stoccaggio amianto di Valle Caia. Discarica di amianto recentemente alle cronache (estive, 2009) per il pericoloso smaltimento di amianto in forma friabile e non compatta, con certo rilascio di fibra di amianto nel tempo e anche a seguito dell’incendio verificatosi in data 29 luglio 2009. Lo stesso sito di stoccaggio è stato successivamente posto sotto sequestro dai Carabinieri del Noe (nei giorni seguenti il 29/07/2009) con la nota inchiesta che ha coinvolto anche esponenti operativi presso l’Ente Regione Lazio. Lo stesso sito di Roncigliano di ex proprietà della “Giancamilli Ambiente” è confinante con estesi vigneti dell’area agricola di pregio di Cancelliera (Albano). Tali vigneti costituiscono per giunta una parte consistente del vino che viene prodotto col generico “marchio” Castelli Romani, ed infatti godono del riconoscimento Doc. La discarica di Roncigliano spicca per alcuni aspetti oscuri che gravano sull’intera comunità dei Castelli Romani. Gli invasi attualmente sono sette, l’invaso zero (di cui non si conosce neanche l’esatta natura di cosa, in passato, vi sia stato interrato), più altri sei invasi utilizzati per i rifiuti solidi urbani di natura tal quale (fuorilegge come da dettato UE). Ad oggi buona parte della gestione della discarica risulta illegale in quanto alcuni invasi sono stati rialzati senza autorizzazioni e non sottoposti a bonifica nonostante i “dictat” della Asl locale (ASL RM H). Le malattie di vario tipo che colpiscono l’area Castelli Romani avrebbero come matrice anche ciò che è stato e che viene interrato nella discarica di Roncigliano, il cui scarico di materiale risulta  anche oggi per molti aspetti di dubbia provenienza. In questo contesto l’attuale giunta comunale di centro-sinistra e la precedente di centro-destra stanno per consentire al magnate dei rifiuti, Manlio Cerroni, di aprire il settimo invaso (in realtà l’ottavo) e di costruire anche un inceneritore di rifiuti da ben 160.000 tonnellate.