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La discarica di Albano rischia il VII invaso. Ancora “grazie”, Marrazzo

_GRAZIE ALL’ESTENUANTE OPERATO (LEGALE, DI INFORMAZIONE ECONOMICO/SCIENTIFICA, DI MOBILITAZIONE CIVILE E DI ALTERNATIVE PROPOSTE) DEI MOVIMENTI CITTADINI, L’INCENERITORE DEI CASTELLI ROMANI E’ STATO BOCCIATO DAL TAR DEL LAZIO.

_La notizia è di questi giorni e salta fuori come un petardo di  fine anno esploso non per festa. Qui un chiaro articolo circa la situazione che sta per delinearsi. Con i cittadini impegnati nell’estenuante battaglia contro il nefasto progetto del “gassificatore” voluto da Marrazzo & soci, progetto che ha richiesto tre anni di impegno totale dei movimenti cittadini e che è stato bocciato in toto (VIA, AIA) dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, la stessa sentenza che ora Alemanno e Polverini dicono di voler portare al Consiglio di Stato pur di far “passare” in tutti i modi l’impianto; ebbene, in tutto questo caos politico dove personaggi preposti a difendere i diritti dei cittadini sembrano andare verso ben altra direzione ecco che spunterebbe un’altra Autorizzazione Integrata Ambientale, in pratica un via al cantiere o quasi. I movimenti dei cittadini apprendono della nuova AIA soltanto in questi giorni, durante le feste, prima non è dato sapere. Chi sapeva cosa, chi e se ha coperto cosa. Autorizzazione che sembrerebbe avere la medesima data di quella dell’inceneritore e cioè quella firmata in pieno inverno lavorativo dagli uffici della Regione Lazio dopo la promessa (fatta pochi giorni prima) di uno stop dell’iter autorizzativo dell’inceneritore data da Marrazzo ai comitati, ebbene il famigerato 13 agosto 2009. Soltanto che questa volta l’AIA di numero progressivo guarda caso immediatamente consecutivo a quella rilasciata per l’inceneritore (per l’ufficialità definitiva attendiamo la visione degli atti) attiene solo ed esclusivamente l’ampliamento dell’esaurita e drammatica discarica intercomunale di Albano Laziale passata alla storia della televisione italiana per “l’immondezzaio de li Castelli” immerso nei vigneti doc. Tal quale e vino, tipicità locali mandate in onda dal Tg regionale e dalla trasmissione Blob con oltre 2.000.000 di spettatori, tutti a chiedersi come fosse possibile una cosa del genere in un Paese che si definisce civile. Insomma, la festa per i  cittadini dei Castelli Romani e per questo angolo di Paradiso che l’insensatezza politica sta fagocitando, era ed è bella che pronta. Marrazzo (e non solo) paladino incontrastato dei diritti (della lobby dei rifiuti) aveva un disegno comune a quello che sembra di Polverini ed Alemanno: ai Castelli Romani l’immondizia di Roma con il “nuovissimo” inceneritore sputa diossina ed una nuova discarica al gusto di percolato. Ai Castelli Romani l’acqua è inquinata dai metalli pesanti, viviamo con una Regione Lazio che dopo cinque anni di deroghe alla potabilità dell’acqua non si aspettava (bisogna capirli) il no dell’UE alla nuova richiesta di deroga per l’Arsenico, l’aria è compromessa o quasi, si muore già molto che ne dicano studi epidemiologici romani, c’è una discarica esaurita che l’Asl chiede di bonificare ma non importa: se ne firma l’ampliamento. I cittadini sono fortunatamente riusciti a fermare il primo guaio (l’inceneritore) mettendo in piedi un contrasto scientifico, informativo, di alternative proposte, legale e di mobilitazione senza precedenti, ora devono vedersela con un’AIA che salta fuori come un panettone avariato ed a tempo praticamente scaduto. Le voci che circolano non ci fanno stare sereni: si parla di ricorsi da parte della Regione contro un inceneritore voluto dallo stesso ente Regione e bocciato dall’autorità giudiziaria perchè folle e pericoloso in un contesto già gravemente vessato, si vocifera di una discarica in località Solfatare (Pomezia) ai piedi dei Castelli Romani, magari per sostituire la triste immensità di Malagrotta, il tutto mentre sbuca un’AIA per un nuovo invaso a Roncigliano. Chiediamo ai cittadini di continuare l’opera di informazione e di tenere “alta la guardia”, di rimanere concentrati sull’emergenza che potrebbe investire il nostro territorio perchè fermato l’inceneritore, la speculazione contro la nostra salute ed il nostro territorio è quanto mai dietro l’angolo. Abbiamo vinto una tappa, fondamentale, ma solo una tappa. In questo ambito una sonora “tirata d’orecchie” a chi parla e non fa in pieno stile politichese, eccetto qualcuno: i sindaci dei Castelli Romani schierati dopo anni (E FINALMENTE) contro l’inceneritore, prima ancora di preoccuparsi dell’imminente campagna elettorale dovrebbero intraprendere la tanto agognata raccolta differenziata porta a porta. Parlare di centri di riciclo, di centri di compostaggio. Cosa che ad oggi fa soltanto il Comune di Ariccia. Senza le alternative che i cittadini hanno illustrato, hanno proposto e messo sul tavolo rimarremo a parlare di invasi cancerogeni e di ancor peggiori polverizzatori di rifiuti. Tutto a breve, tutto tra qualche mese o qualche anno. Rimaniamo vigili, la nostra opera di cittadini sostituiti alla politica per la salvaguardia della cosa pubblica purtroppo non è ancora conclusa.


23 novembre 2010, Paul Connett a Salerno

_Troppa efficienza, troppo risparmio in salute e soldi dei cittadini. Teorie che per il politico medio italiano, sono del 2060 (se tutto va bene).


Così parlò Marrazzo

_Segnaliamo questo bellissimo articolo scritto da Maria Lanciotti su Castellinews.

_«Sono il presidente che non si è tirato indietro perché c’eravate voi», disse Piero Marrazzo la sera dell’11 luglio 2008 in Piazza del Comune a Velletri, rivolto a un gruppetto di giovani che manifestavano contro l’inceneritore di Albano e la mancanza del benché minimo cenno di ascolto. E mentre i tutori dell’ordine si disponevano a ventaglio con sveltezza e grinta, Marrazzo rincarò: «Chi viene a manifestare avrà sempre una risposta, fino all’ultimo mi sentirò di rappresentare i cittadini». Ma era già arrivato “all’ultimo” e smise per fortuna di rappresentarci. Ma il dopo Marrazzo non splende certo di nuova luce, siamo sempre ai moccoli. Imponente la manifestazione contro l’inceneritore che lo scorso 23 ottobre ha sfilato per Albano, Ariccia, Genzano. Tremila, cinquemila manifestanti o su o giù di lì, secondo le varie stime, e questo sì che conta, che ha un peso, che ha spessore. C’era pure gente importante, chi con la fascia tricolore e chi con le medaglie, e questo sì che è un risultato. Forse c’era pure quel gruppetto di giovani che gridò dalla scalinata del comune di Velletri anche qualche parola qui non riferibile all’ex governatore della regione Lazio – che arrivò con gravissimo ritardo per via del traffico perché forse pensava che ai Castelli i nativi andassero ancora col carretto – ma si sa la gioventù non va tanto per il sottile, il bavaglio ancora non gli aderisce bene sulla bocca, ancora la verità scappa fuori. Forse quei giovani c’erano, in mezzo a tutta quella calca, forse aprivano o chiudevano il corteo, forse reggevano uno striscione. Chissà. Lo vogliamo sperare. Perché sono loro che hanno iniziato questa battaglia, pochi e indifesi e con le idee chiare, e non sarebbe bello dimenticare – oggi che si è in tanti e bene organizzati – un pugno di giovani che alle prime proteste vennero zittiti dalle forze dell’ordine schierate a tutela di Piero Marrazzo, che ora sappiamo bene in che faccende era occupato all’epoca. A quei ragazzi va il merito di avere fatto il primo passo contro l’inceneritore di Albano, sarà bene tenerselo a mente ora che le file s’ingrossano. (Fonte articolo: Castellinews, clicca qui)

_I video a cui si riferisce l’articolo scritto su Castellinews.


Inceneritore Albano, il Tar chiede altro tempo

_BOCCIATE L’IMPIANTO. NON STA IN PIEDI.

…Rassegna stampa in continuo aggiornamento.

_Si è conclusa l’udienza del Tar del Lazio, che ha discusso questa mattina i tre ricorsi presentati dal coordinamento “No inceneritore” contro l’impianto di incenerimento dei rifiuti che dovrebbe sorgere nel territorio di Albano Laziale. «I giudici si sono riservati del tempo per decidere se chiedere una perizia super partes a verifica delle irregolarità del progetto che noi abbiamo segnalato» ha detto al telefono con Castellinews.it Daniele Castri, referente legale del coordinamento. A questo punto si aprono due possibilità: i giudici potrebbero decidere per il commissariamento tecnico unico, cioè una perizia fatta da enti pubblici super partes, oppure potrebbero riunirsi direttamente in camera di Consiglio ed emettere una sentenza. «Quello di oggi ci sembra un risultato positivo – ha detto Castri – anche perché il Coema secondo noi non ha chiarito in modo esauriente i punti che contestiamo nel nostro ricorso, per esempio la questione delle torrette di raffreddamento dell’impianto, che funzionano esclusivamente ad acqua e che sono sparite dal secondo progetto. Ci sembra positivo anche avere dalla nostra i ricorsi ad adiuvandum di otto comuni. I ricorsi dei cittadini hanno portato una nuova luce sulla questione inceneritore». (Fonte: Castellinews, clicca qui)


Marrazzo torna, farà inchieste per RAI Tre

_Può sempre condurre inchieste su finte emergenze rifiuti e inceneritori autorizzati a ferragosto nella Regione Lazio. Dovrebbe saperne qualcosa.

_Piero Marrazzo vuole tornare a fare il giornalista. E presto, il desiderio dell’ex governatore del Lazio, costretto alle dimissioni dopo lo scandalo su droga e trans, diverrà realtà. Lo rivela Nino Rizzo Nervo intervenendo nel programma televisivo di Klaus Davi in onda su YouTube. «Marrazzo tornerà a realizzare documentari e inchieste, ma la sua intenzione non è quella di tornare a condurre» ha precisato il membro della Commissione di Vigilanza della Rai. «Ho incontrato Marrazzo, credo tre volte, negli ultimi mesi – racconta Rizzo Nervo -. Conoscevo ed ero amico anche di suo padre insieme al quale ho più volte lavorato sulle inchieste di mafia quando vivevo a Palermo. Piero è un bravissimo giornalista. Quando ero direttore del TG3, unificato con la TGR, lo nominai caporedattore regionale a Firenze e risolse una situazione difficile. No, non tornerà a condurre. La sua vicenda personale lo ha molto provato, ma vuole giustamente tornare a fare il giornalista. Ha delle ottime idee sulla realizzazione di alcune inchieste e pensa anche alla realizzazione di alcuni documentari e ne ha già parlato con il direttore di Raitre». (Fonte articolo, clicca qui)